Ospedali valdesi: la proposta del senatore Malan alla Regione e alla Tavola valdese

La Regione mantenga riabilitazione, la Tavola contribuisca con 8 per mille

La Regione mantenga la riabilitazione – ed eventualmente altri servizi – presso le strutture dove con soddisfazione è stata effettuata fino a oggi, e le chiese valdo-metodiste si rendano disponibili a impiegare una parte dell’8 per mille per compensare i maggiori costi”.

Questa, in sintesi, la proposta formulata da Lucio Malan, senatore nonché membro di chiesa valdese, in una lettera all’assessore regionale alla sanità Ugo Cavallera e al moderatore della Tavola Valdese, pastore Eugenio Bernardini.

Malan sottolinea il grave disagio che patirebbe la popolazione, in particolare gli anziani, se la riabilitazione più prossima fosse quella di Piossasco – senza collegamenti pubblici, oltre un’ora di viaggio in auto da molti Comuni. Per risolvere i problemi di bilancio, il senatore propone allora che la Regione accerti quale è il maggiore costo nel mantenere presso gli Ospedali ex Valdesi riabilitazione e altri servizi, e che da parte valdese si esamini di destinare una parte dell’8 per mille – il cui importo per i valdesi quest’anno è quasi triplicato – a compensare questi maggiori costi.

Se le chiese valdesi e metodiste accetteranno questa soluzione, cesserebbe da parte della Regione ogni ragione per chiudere nella zona i servizi che oggi vengono erogati. D’altra parte, per gli organi decisionali valdo-metodisti, dovrebbe essere accettabile impiegare una somma intorno all’1 o 2 per cento dei fondi 8 per mille che riceve dallo Stato, anche considerando che circa dieci anni fa la stessa Regione si accollò gli oltre 60 milioni di debiti contratti dagli Ospedali Valdesi. Senza questo intervento le strutture sarebbero chiuse da allora, i 550 dipendenti – oggi passati alla Regione – avrebbero perso il lavoro e tutto il patrimonio immobiliare delle chiese sarebbe finito in mano alle banche creditrici.

“Mi auguro – ha dichiarato il senatore – che questa soluzione, che mi pare ragionevole per tutti e vantaggiosa per la popolazione, venga accettata in linea di principio in questi giorni in cui il Sinodo Valdese esaminerà anche l’uso dell’8 per mille. In seguito potranno essere definiti i dettagli, sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda il coinvolgimento valdese al di là del mero aspetto finanziario nella gestione di queste strutture frutto di 200 anni di impegno e sacrificio, di cui gli organismi ecclesiastici hanno avuto la proprietà e la gestione fino a pochi anni fa.”

ECCO IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA

All’Assessore della Regione Piemonte alla Sanità Ugo Cavallera

Al Moderatore della Tavola Valdese Pastore Eugenio Bernardini

Luserna San Giovanni, 16 agosto 2013

 

Oggetto: Ospedali di Torre Pellice e Pomaretto

Illustre Assessore, Illustre Moderatore,

come tutta la popolazione locale, ho appreso con prudente soddisfazione dell’intendimento della Regione di mantenere presso gli Ospedali Valdesi di Torre Pellice e Pomaretto alcuni servizi, e la “attivazione servizio di presa in carico con posti dedicati di continuità assistenziale a valenza sanitaria”.

Ma, anche sulla base di pareri di medici locali, sono preoccupato perché da quella stessa notizia emerge che la riabilitazione, oggi servizio importante e di alta qualità, sarebbe chiusa, e qualunque cittadino della zona dovrebbe recarsi, per tali trattamenti, addirittura a Piossasco. Per gli abitanti di Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca è un viaggio non da poco, senza alcun mezzo di trasporto pubblico. Dai comuni più vicini di queste valli, si tratta di non meno di 30 chilometri con mezz’ora di percorrenza minima in auto, salvo traffico. Ma, da altri comuni di tutte e tre le valli, si arriva a oltre 50 chilometri e più di un’ora di viaggio. E questo parlando solo dei capoluoghi, mentre moltissime famiglie vivono in località parecchi chilometri più lontane. Va poi tenuto presente che si tratta di aree dove oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni, pertanto il tipico paziente della riabilitazione non è un vigoroso ragazzo che ha subito un infortunio sportivo, con genitori in età lavorativa e motorizzati, bensì una persona anziana che si è rotta il femore il cui coniuge spesso non guida più o comunque non si sente di affrontare uno spostamento così lungo. Si tratta dunque di situazioni in cui le visite alle persone ricoverate sarebbero spesso impossibili o onerosissime per i familiari, così come le visite a Piossasco per coloro che non sono ricoverati.

Per la popolazione sarebbe perciò un pesante danno non avere in valle la riabilitazione e pertanto, rivolgendomi all’Assessore, chiedo di considerare con attenzione le conseguenze di una tale situazione, anche in termini di costi.

D’altra parte, sappiamo tutti quanto importante sia il contenimento della spesa pubblica, anche nel settore della sanità che di essa è parte importante, addirittura ampiamente maggioritaria per quanto riguarda il bilancio regionale. Ricordiamo anche tutti che circa dieci anni fa la Regione Piemonte si è sobbarcata ben 60 milioni di euro di debiti degli Ospedali Valdesi, e che se non lo avesse fatto essi sarebbero chiusi da tempo, i dipendenti sarebbero senza lavoro, e i beni immobili delle chiese valdesi sarebbero finiti per intero in mano alle banche creditrici. Sulle cause di tale enorme debito vi sono opinioni divergenti e ho sempre auspicato, del tutto inutilmente, che su di esse fosse fatta chiarezza. Ma non v’è alcun dubbio che la Regione se l’è accollato, facendosi anche carico dei 550 dipendenti. Certo, da parte di noi valdesi è stato doloroso privarsi di questi istituti, con la loro storia di quasi duecento anni, costati tanti sacrifici alle generazioni che ci hanno preceduto, ma – come spiegò ampiamente il Moderatore dell’epoca, non c’erano alternative. Anzi, c’era l’immediato pericolo di un disastro peggiore, con templi e presbiteri in mano alle banche e ancora altri debiti da pagare, oltre a 550 persone senza lavoro e gli ospedali chiusi subito e del tutto.

Tutto ciò premesso, ecco la proposta che mi permetto di esprimere alle Signorie Vostre.

Vorrei chiedere all’Assessore di quantificare il maggior costo per la sanità regionale nel mantenere il servizio di riabilitazione e eventualmente di altri servizi che sono in procinto di essere chiusi, anziché spostarli altrove, tenuto presente – naturalmente – che il servizio andrebbe comunque erogato, sia pure in altra sede. Credo si tratti, nella peggiore delle ipotesi, di pochissime centinaia di migliaia di euro

E vorrei proporre al Moderatore di fare esaminare agli organismi compenti dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi la possibilità di destinare una quota dell’8 per mille pari all’ammontare di quei maggiori costi, al mantenimento dei servizi, sulla base di un accordo i cui dettagli pratici potranno essere definiti dagli uffici, mentre il livello di collaborazione e coinvolgimento degli organismi valdesi, al di là del mero aspetto finanziario, potrà essere approfondito in un secondo tempo, con una adeguata riflessione da entrambe le parti.

Ove si convergesse su un’ipotesi del genere, per la Regione cesserebbe ogni ragione per la chiusura dei servizi individuati, oggi motivata da questioni di bilancio. Per le chiese valdesi e metodiste potrebbe peraltro essere accettabile destinare una parte dei fondi dell’8 per mille (verosimilmente non più dell’1 o 2 per cento) a preservare una presenza sul territorio, nell’ambito del sociale (come è tutto l’utilizzo dell’8 per mille valdese), sia perché a suo tempo hanno beneficiato di 60 milioni dallo stesso ente con il quale potrebbe tornare a collaborare, sia per la circostanza che, proprio quest’anno, i fondi dell’8 per mille ad esse spettanti siano assai più che raddoppiati rendendo possibile destinare la somma necessaria senza che alcuno dei progetti già avviati debba subire riduzioni.

In sintesi: la Regione mantenga la riabilitazione – ed eventualmente altri servizi – presso le strutture dove con soddisfazione è stata effettuata fino ad oggi, e le chiese valdo-metodiste si rendano disponibili ad impiegare una parte dell’8 per mille per compensare i maggiori costi.

Nella speranza di aver offerto uno spunto utile a una soluzione di soddisfazione per tutti, a cominciare dalla popolazione interessata, porgo cordiali saluti.

Lucio Malan

Senatore del Piemonte

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