Intervento in Aula sulla Relazione annuale del Ministro della Giustizia
Signor Presidente,
Signor Ministro, La ringrazio per la sua relazione.
Ci sono alcuni punti, su cui vorrei soffermarmi, che nella sua relazione non sono stati inclusi. Pensiamo, ad esempio, alla vicenda – solo rappresentativa di tante altre, emersa in questi giorni – dell’uomo che è stato per 22 anni in carcere per un reato gravissimo e che è stato, poi, riconosciuto innocente. Uno dei tanti casi. Credo che la Giustizia non sia solo invocare il raddoppio o la quadruplicazione delle pene e invocare la galera come rimedio a qualunque male della società, come propone il Movimento 5 Stelle – specialmente se si tratta di altri, naturalmente – ma credo che vada anche misurata e sia soprattutto necessario frenare quell’ingiustizia assoluta che è il reato compiuto dallo Stato contro il Cittadino. Perché cos’altro è tenere una persona innocente in carcere? Se lo fa un cittadino, si chiama sequestro di persona ed è sottoposto a gravi pene. Quando lo fa lo Stato è una cosa gravissima, perché in più c’è l’infangamento di una persona e, magari, la distruzione di una vita. 22 anni in carcere non si rimarginano: il risarcimento costa sì allo Stato ma, di certo, nessuno farebbe il cambio – specialmente quelli che hanno provato. Chi sta fuori, chi non ha mai visto un carcere se non in qualche telefilm si fa un’idea sbagliata. Le nostre carceri non solo sono un posto dove è ingiusto che siano tenuti in certe condizioni coloro che hanno commesso dei crimini – che, giustamente, devono stare in un carcere – ma devono stare in carcere nelle condizioni in cui sia possibile e sia proponibile un loro recupero, secondo quanto dice la Costituzione, e non un loro istradamento verso reati più gravi o verso la permanenza della loro vita in uno stato di delinquenza.
Su questo punto non ho sentito nulla nella sua relazione, né ho sentito dei risultati della riforma della responsabilità civile dei magistrati, di cui tanto si era parlato. Quanti sono i magistrati che da quella riforma sono stati chiamati a rispondere dei loro errori? Credo nessuno. Giustamente, Lei non ne ha parlato nella sua relazione. Noi l’avevamo previsto fin dall’inizio: una riforma che prevede la responsabilità in tutti i casi tranne in quelli che si verificano concretamente – quindi non nel caso di interpretazione delle prove, non nel caso dell’interpretazione delle leggi, quindi praticamente mai. Io devo dire, a chi parla di Giustizia, che la Giustizia deve essere uguale per tutti. Un medico che compia determinati errori, anche non in malafede, rischia grosso: un magistrato non rischia nulla. E questo è un danno. Non per la sete di forca, che assolutamente non condivido e non condividiamo (ma non tutti in quest’Aula, naturalmente, hanno questa idea), ma a tutela della stragrande maggioranza dei magistrati che svolgono bene il loro lavoro. Questo è un aspetto da tutelare. Purtroppo, con questa riforma nulla potrà essere toccato in questo senso. Tutti sono esenti da qualunque errore facciano, anche grave e persino in malafede.
Un altro punto sarebbe stato bene approfondire. Nella Sua relazione, Lei ha parlato del problema riguardante i minori, il Tribunale dei minori e l’accoglienza. Ma l’unico punto che ha citato è l’inaccettabile disparità dei compensi dati a queste case di accoglienza. C’è ben altro, Signor Ministro, con questioni che ho sottolineato in diverse interrogazioni. Per esempio, quando arriverà la banca dati sui minori fuori famiglia? Da anni se ne parla, da molto prima che Lei diventasse Ministro. Ma ormai sono tre anni che Lei è Ministro. Pertanto, negli ultimi tre anni, cosa è stato fatto? Questi dati non ci sono. Abbiamo casi di clamorose ingiustizie, che io ho denunciato in alcune interrogazioni rimaste senza risposta. Le cito solo il caso, tra i tanti di cui sono venuto a conoscenza, di un signore cui sono stati strappati i due figli in tenerissima età. Questi bambini sono sempre rimasti sotto la tutela dello Stato, affidati a questa o quella casa di accoglienza o ad altri stupendi istituti. Bene, questi due figli, prima ancora di diventare maggiorenni, grazie alle cure dello Stato che li ha strappati al loro legittimo padre, sono diventati entrambi tossicodipendenti ed entrambi con precedenti giudiziari. Poi, alla vigilia del compimento del diciottesimo compleanno, a questo padre – cui erano stati strappati – sono stati improvvisamente riconsegnati, dicendogli: “adesso badaci tu”. Questo signore ha lasciato il suo lavoro per poter badare ai figli, in quanto essi erano anche vincolati a una certa residenza. Ma di questo non si parla. L’unico problema sono i compensi. C’è anche questo problema ma forse, nel problema dei compensi esagerati dati a chi accoglie così bene i minori – come accaduto nel caso da me citato – sta la chiave del fatto che tanti minori vengono affidati. Non c’è questa benedetta banca dati perché, altrimenti, sapremmo cose allucinanti. Faccio solo l’esempio del Forteto e dell’orrore che lì è successo. Per anni, quel centro ha continuato a vedersi assegnare minori, nonostante i reati conclamati in quella sede commessi.
Da ultimo, Signor Ministro, nel programma elettorale del suo Partito era prevista la riapertura di sei tribunali, che non vado a nominare per motivi di tempo. Ma cosa hanno fatto la maggioranza e il Governo, che è composto per grandissima maggioranza dal Partito Democratico, per mettere in atto questo punto specifico e preciso del programma? Assolutamente nulla, se non respingere miei emendamenti e miei ordini del giorno che chiedevano al Partito Democratico di mettere in atto il suo programma.
