Non si vede necessità obbligo dimora
“Quella di D’Alì è davvero una storia infinita. Sono fatti lontanissimi e per i quali è già stato assolto due volte. Oggi abbiamo la novità del soggiorno obbligato a carico di un candidato sindaco. Credo sia una novità assoluta, di cui non si sentiva la necessità.
Manifesto solidarietà a Tonino – in quanto collega e amico – ma farei lo stesso con qualunque cittadino che, dopo ben più di vent’anni di vicende giudiziarie, con esito per lui favorevole, fosse ancora una volta chiamato a rispondere degli stessi fatti, con grave limitazione alla sua libertà personale e al suo impegno civile”.
