Ogni giorno 1,2 milioni che dovrebbero andare allo Stato vanno ad Atlantia, in base a una delibera definitivamente annullata e comunque insufficiente. Perché il ministro Giovannini non interviene?

La vicenda dell’autostrada Brescia-Padova 1956-2021

12 luglio 1956 L’autostrada Brescia-Padova è affidata in concessione alla società S.p.A. Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, in seguito ridenominata “Holding A4 S.p.A.”, all’epoca totalmente pubblica, costituita da province e comuni interessati. Nonostante l’articolo 3, secondo comma, della legge 21 maggio 1955, n. 463, tuttora in vigore, ponga un limite massimo di trent’anni alla durata delle concessioni, con lo strumento degli atti aggiuntivi, giustificati dall’inserimento di nuovi lavori, la concessione, dopo quasi 65 anni, è ancora nelle stesse mani, senza alcuna procedura competitiva.
21 dicembre 1972 Una nuova convenzione proroga la concessione
7 dicembre 1999 Una successiva convenzione proroga ulteriormente la concessione al 30 giugno 2013, a favore della società A4 aggiungendo alla tratta Brescia-Padova la realizzazione e l’esercizio della futura autostrada A31 Trento – Valdastico – Vicenza – Riviera Berica – Rovigo Dopo 22 anni anni la A31 è stata realizzata solo in parte. Resta incompiuta la parte da Piovene Rocchetta a Trento
2006 Il Governo tenta di prorogare la concessione fino al 2026, senza addurre alcuna specifica ragione. La Commissione della UE apre la procedura di infrazione 2006/419 perché la proroga è contraria al principio di concorrenza della UE, e peraltro anche della Costituzione Italiana (Art. 117)
9 luglio 2007 Per fermare tale procedura, e per garantire comunque (chissà perché) la permanenza della concessione nelle stesse mani, la convenzione del 9 luglio 2007 tra ANAS e A4 l’ha ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2026 – senza alcun tipo di indagine sulla esistenza di altre aziende interessate alla concessione stessa – al 31 dicembre 2026, “in funzione della realizzazione della Valdastico Nord” (articolo 4, comma 1). Per verificare la reale possibilità di realizzare la nuova tratta, il comma successivo, esigeva che il completo progetto definitivo fosse approvato entro il 30 giugno 2013. Per verificare la reale possibilità di realizzare la nuova tratta, il comma successivo, esigeva che il completo progetto definitivo fosse approvato entro il 30 giugno 2013.

Questo atto viene sottoposto al parere delle Commissioni competenti di Senato e Camera, cosa che non avverrà per le sostanziali modifiche apportate in seguito.

2011 Con sentenza n 62 la Corte Costituzionale ribadisce che per la realizzazione della “autostrada Trento-Rovigo, ed in particolare il tronco Trento-Valdastico-Piovene Rocchette… è necessaria l’intesa con la provincia di Trento” Intesa che, come vedremo, non è mai stata raggiunta.
18 marzo 2013 Con deliberazione n. 21, il CIPE approva, in linea tecnica, il solo progetto preliminare del solo 1° lotto Piovene Rocchette-Valle dell’Astico, a esclusione di vari tratti, oggetto di prescrizione localizzativa da parte del Ministro dell’ambiente; alla scadenza del 30 giugno 2013 non esisteva alcun progetto completo, né definitivo della Valdastico Nord.

 

Dal 1° luglio, dunque, la concessione doveva essere dichiarata cessata, per non aver adempiuto alla condizione prevista nell’atto del 9 luglio 2007. Parrebbe che il MIT abbia chiesto alla commissione europea una deroga temporale, ma senza comunicarlo al Parlamento, che pure approvò quell’atto, che aveva proprio nella scadenza del 30 giugno 2013 uno dei suoi punti fondamentali. Senza la realizzazione né la concreta prospettiva della realizzazione nella nuova tratta la proroga della concessione è in infrazione UE. Non solo, ma nonostante i miei vari tentativi per conoscere il mistero di come e da chi tale termine è stato modificato tramite interrogazioni (rimaste senza risposte o con risposte che non dicevano nulla su questo punto), richieste di accesso agli atti e accesso civico (respinte perché “il parlamentare ha già lo strumento delle interrogazioni” o perché il parlamentare non è ritenuto portatore di interessi diffusi – alla faccia nell’articolo 67 della Costituzione), non è mai stato possibile sapere perché non è stata fatta rispettare la convenzione del 2007.
23 settembre 2015 Mia prima interrogazione al ministro Delrio: perché la concessione è ancora in atto? Che fa il ministro?
30 settembre 2015 In mancanza di risposta, data la macroscopica e grave irregolarità, presento un esposto alla Corte dei Conti
28 gennaio 2016 Nuova mia interrogazione al ministro Delrio chiedendo “quali azioni intenda intraprendere nei confronti dei responsabili di tale enorme perdita per l’erario”, cioè aver regalato altri 13 anni di concessione senza i requisiti stabiliti nel 2007
Maggio 2016 Il 51,4% del pacchetto azionario della A4 (nel frattempo passato nelle mani di Banca Intesa anche a seguito di situazioni debitorie verso di essa da parte di enti locali) viene ceduto da Banca Intesa alla società spagnola Abertis per oltre 594 milioni di euro
23 giugno 2016 Il sottosegretario Del Basso De Caro risponde alla mia interrogazione del 23 settembre 2015 dicendo che il termine del 30/6/2013 per presentare il progetto definitivo della A31 Valdastico “è stato successivamente prorogato al 30 giugno 2015, in accordo con i competenti uffici della Commissione europea”, senza dire CHI ha prorogato e come se il governo dovesse rendere conto soltanto alla Commissione europea. Io replicavo (tra l’altro): “da due anni chiedo di sapere chi è il signore o la signora che ha apposto la sua firma a questa proroga. A quanto pare è un problema, perché neanche oggi è stato possibile saperlo.” Affermava poi il sottosegretario: “In merito al predetto progetto della Valdastico, il primo lotto (in territorio Veneto) è stato già approvato con delibera del CIPE n. 21 del 2013.” Ometteva di dire che era il progetto preliminare e non quello definitivo, richiesto dalla convenzione del 9 luglio 2007, e non diceva che non era neppure riferito al primo lotto completo, ma solo a una parte di esso. Lasciava anzi intendere che era solo questione di mettere in atto il progetto del 1° lotto (parecchi chilometri del quale non si sapeva neppure dove dovessero passare). Per conoscere gli atti avevo anche fatto una richiesta di accesso agli atti, ai sensi della legge n. 241 del 1990. Il mese previsto dalla legge è scadette senza aver avuto nessuna risposta. Feci allora ricorso alla commissione per l’accesso. La commissione per l’accesso ha esaurito i suoi trenta giorni il 18 giugno 2016 senza rispondere. Avrei dovuto fare ricorso al TAR, spendendo almeno 5000 euro con esiti del tutto incerti.

 

Aggiungevo: “Su questa autostrada i pedaggi sono aumentati, negli ultimi dieci anni, del doppio dell’inflazione. Qual era la ragione di tale aumento? Fare le nuove infrastrutture. Ma non sono state fatte, né si faranno. Se ne farà una molto meno cara (se si farà). Perché allora i pedaggi salgono?”

 

“Gli ultimi dieci anni di questa concessione (cioè dall’anno scorso, fino al 2026) sono stati valutati da una grande società internazionale del settore autostradale, la spagnola Abertis, 1.200 milioni di euro. Ma non era più logico che tale somma stesse nelle casse dello Stato, come doveva essere fin dal 2007? Invece no: si aumentano le tariffe per fare una nuova infrastruttura, che non si fa, ma le tariffe restano alte lo stesso.

Voglio scoprire cosa c’è dentro questa situazione. E voglio sapere chi ha firmato questi atti, perché, a seconda di chi ha firmato, è possibile che ci siano forti conflitti d’interesse. Il che mi è confermato dal fatto che questo nome non lo abbiamo neanche oggi.”

 

4 ottobre 2016 Secondo mio esposto alla Corte dei Conti
28 febbraio 2017 Mia interrogazione al ministro Delrio:

“Come valuta il Ministro l’attività di tutela degli interessi dello Stato e degli utenti autostradali realizzata dalla struttura del suo Ministero rispetto alle concessioni autostradali, in particolare sulle seguenti questioni:

a) il proseguimento della concessione della Brescia-Padova in mancanza della realizzazione della Valdastico Nord, unico elemento che giustificava la proroga concessa nel 2007, senza la quale sarebbe stata bocciata dalla Commissione europea;

b) l’occultamento del nome, della data e delle circostanze della proroga del termine per la realizzazione dei progetti della stessa Valdastico Nord, sia di fronte alle numerose interrogazioni sia rispetto alle richieste di accesso agli atti amministrativi e di accesso civico;

c) la concessione di aumenti dei pedaggi in misura spesso assai superiore all’inflazione”;

– se e come è stata realizzata presso il Ministero la rotazione degli incarichi dirigenziali prevista dall’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190 (anticorruzione), la cui importanza è stata ribadita dall’ANAC nel piano anticorruzione del 2016 quale misura organizzativa preventiva, finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa, conseguenti alla permanenza nel tempo di determinati dipendenti nel medesimo ruolo o funzione, o se vi siano state figure per anni in posizione, o se vi siano state figure costantemente coinvolte nella gestione dei delicati rapporti cui si accenna nella presente interrogazione.”

1° giugno 2017 Il sottosegretario Del Basso De Caro risponde alla mia interrogazione del 28 febbraio.

Sulla scadenza dei termini, benché prorogati al 30 giugno 2015 per presentare il progetto definitivo della A31, dice che “è stato istituito un comitato paritetico con la Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento per il raggiungimento dell’accordo sull’individuazione del corridoio di interconnessione, che ha concluso i propri lavori il 9 febbraio 2016.” Ribadiva che “il 1° lotto è già approvato”, cosa non vera perché non era completo e si trattava del solo progetto preliminare.

Affermava poi che “l’atto aggiuntivo facente parte dell’aggiornamento del piano economico finanziario sottoposto al CIPE, alla luce del verificato raggiungimento dell’intesa sulla realizzazione dell’opera A31 Nord, ha definitivamente dato atto del superamento della condizione posta all’articolo 4.2 dalla Convenzione unica 2007.”

Ancora: “La società concessionaria ha avviato l’elaborazione del progetto definitivo del lotto 1, impegnandosi a sottoporlo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il mese di maggio 2017; il progetto è stato infatti consegnato nella giornata del 31 maggio.”

“In merito alle istanze di accesso ai documenti amministrativi e di accesso civico, la competente direzione generale riferisce di aver sempre curato le stesse nel rispetto delle norme vigenti e non occultando alcuna informazione.”

“Passando al quesito sulla rotazione del personale dirigenziale, in premessa informo che presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti tutti gli incarichi vengono ciclicamente posti ad interpello e assegnati a domanda degli interessati. La situazione della direzione sulla vigilanza delle concessionarie autostradali presenta delle particolarità. Infatti, la stessa è stata istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a seguito di trasferimento di ramo di azienda avvenuto ope legis nel 2012 e, al momento del trasferimento, la norma ha assegnato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le competenze e il personale che le svolgeva, ivi compreso quello dirigenziale. In un primo momento, in attesa della riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avvenuta con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 72 del 2014, la struttura fu incardinata nel dipartimento infrastrutture, con decreto del Ministro pro tempore, che ne ha disciplinato le funzioni, le competenze amministrative e contabili e il personale. Per tale personale è stato poi necessario attendere l’emanazione del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ha equiparato il personale, dirigenziale e non, a quello dei ministeri.

Con l’emanazione del decreto n. 346 del 2014 di organizzazione del secondo livello del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tutti i posti di livello dirigenziale di seconda fascia sono stati oggetto di interpello e successiva attribuzione, compresi quelli della direzione generale in argomento. Per quanto riguarda l’attribuzione dell’incarico di prima fascia presso la suddetta direzione, il Ministro pro tempore valutava la necessità di garantire la continuità dell’azione amministrativa, nominando direttore colui che svolgeva le medesime funzioni presso l’ANAS, istituto di vigilanza sulle concessioni autostradali.

 

 

 

 

 

 

Prorogati da chi?

 

Ma la convenzione del 2007 richiedeva l’approvazione del progetto definitivo non l’istituzione di un comitato paritetico!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, qualche burocrate, con un atto non pubblico, rivelato solo grazie alla mia interrogazione, annulla le condizioni di una convenzione fatta per superare una procedura d’infrazione UE e sottoposta al parere del Parlamento?

 

Non si sa che fine abbia fatto questo progetto, di cui non ho trovato traccia, comunque presentato in ritardo di 2 anni rispetto alla scadenza prorogata, 4 anni rispetto alla scadenza originale sottoposta a parere del Parlamento.

 

Non occultando? Non hanno neppure risposto!

 

 

 

 

Cioè non applicano la rotazione: si mettono d’accordo fra di loro, proprio ciò che la legge vuole evitare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“garantire la continuità”! Ma la legge dice proprio il contrario!

Non solo non c’è rotazione nell’ambito del Ministero, ma addirittura si “garantisce la continuità” dall’Anas al MIT!

 

Nella replica dissi che nella risposta “un passaggio è del tutto falso, e precisamente quando in una risposta si dice che non è stata occultata alcuna informazione.

L’informazione, che è stata più gelosamente e strenuamente occultata e che tutt’oggi resta misteriosa, è la seguente: chi, quando e con quale strumento ha prorogato la data, prevista al 30 giugno 2013, per la presentazione del progetto definitivo della Valdastico Nord. Questa è l’unica ragione per la quale l’attuale concessionario dell’autostrada Brescia-Padova è titolare di quella concessione, salvo il fatto che poi l’ha ceduta a una società spagnola, la quale – guarda caso – è in via di acquisizione – indovinate un po’?- da Autostrade per l’Italia, i grandi sostenitori del sì al referendum (quello di Renzi), sia direttamente, sia indirettamente, attraverso le loro ben note influenze sui mezzi di informazione.

Pertanto, non si può dire che non si è occultato nulla, perché se fosse vero, oggi si saprebbe chi, quando e con quale strumento ha dato un beneficio che il mercato – e non io – ha valutato in non meno di 1,2 miliardi di euro; una firma che vale 1,2 miliardi di euro sul mercato, che ha consentito al concessionario di mantenere la concessione fino al 2026, è stata venduta alla società Abertis, sulla base di una valutazione di 1,2 miliardi di euro, ma non è dato sapere chi sia suddetto funzionario.

È la quarta interrogazione che presento al riguardo: do atto che per tre volte è stato risposto, ma per tre volte non è stato detto né il nome, né la data, né quando.”

Sulla rotazione degli incarichi del personale “Con un’elegante infiocchettatura, è stato detto che la legge non è stata applicata: magari con la buona scusa che prima un dipartimento si chiamava in un modo e poi in un altro; poi è divenuto ente di vigilanza e, quindi, l’ente di vigilanza è stato sottoposto a un altro dipartimento. Sono sempre le stesse identiche persone che tengono il controllo di miliardi, che di fatto appartengono al bene pubblico, che vengono elargiti con grande generosità, con firme che poi il Governo tiene strenuamente segrete (sono custoditi molto più gelosamente questi segreti rispetto a quelli militari).

Ricordo che ho anche fatto richiesta di accesso civico ai sensi sia della legge n. 241 del 1990, sia della cosiddetta legge Madia, e in entrambi i casi è stata fatta melina: ogni ufficio dice che compete a un altro e non ha mai risposto. Questo mi conferma che ci sono gravi violazioni della legge e, se anche non fosse violazione della legge, ci sono gravissime violazioni degli interessi degli italiani, che desiderano che nel settore delle concessioni autostradali ci sia concorrenza. Come si obbligano alla concorrenza i gestori di qualche metro quadro di spiaggia e i tassisti, si devono obbligare alla concorrenza anche questi arcimiliardari i cui incassi sono garantiti per legge, senza rischio imprenditoriale, con favori enormi, senza concorrenza e senza trasparenza.

È questo un aspetto scandaloso che prima o poi qualcuno pagherà e lo pagherà caro.”

Quest’ultima frase appare profetica alla luce dei 178 milioni di danno erariale richiesti dalla Corte dei Conti.

Ottobre 2017-marzo 2018 Atlantia acquisisce Abertis e con essa la concessione Brescia-Padova (che doveva scadere nel 2013 ma di fatto è ancora operante)
6 febbraio 2018 Terzo mio esposto alla Corte dei Conti
24 ottobre 2018 Interrogato dalla Polizia Giudiziaria nell’ambito dell’indagine avviata dalla Corte dei Conti a seguito dei miei esposti, l’ing. De Col, Dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture della Provincia di Trento riferiva: “non esiste un progetto per quel che riguarda il tratto autostradale dell’A31 in territorio trentino, ma degli studi di tracciati alternativi prodotti dal concessionario”, non c’è la VAS e non c’è il VIA
21 gennaio 2019 Il Consiglio di Stato, definitivamente pronunciandosi sull’appello presentato l’anno precedente dal Comune di Besenello, con sentenza 499/19 annullava la deliberazione del CIPE del 18 marzo 2013, condannando la società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., che si era opposta, al pagamento delle spese. Cade l’unico appiglio per il proseguimento della concessione.
5 agosto 2019 A seguito dei miei esposti e delle conseguenti indagini della Polizia Giudiziaria, la Corte dei Conti notifica a Pietro Ciucci, in qualità di Presidente del CdA dell’Anas nel 2007 e ai membri del CdA stesso Enrico Della Gatta, Eugenio Pinto, Sergio Scicchitano e Umberto Siola l’invito a dedurre rispetto alla citazione in giudizio per rispondere di danno erariale cagionato al bilancio dello Stato per la somma di 594 milioni e 37.308 euro per aver stipulato la proroga della Concessione Brescia-Padova, in funzione della realizzazione dell’autostrada Valdastico benché non fosse stata avviata la procedura per raggiungere l’intesa con la Provincia Autonoma di Trento la quale aveva peraltro espresso la posizione di non concedere l’autorizzazione. Ancora nel 2015 “nonostante ancora si dovesse raggiungere l’intesa, il CdA Anas aveva adottato comportamenti giuridicamente vincolanti per il MIT”. Solo il 9 febbraio 2016 (rileva la Corte), per la prima volta la Provincia di Trento manifesta la volontà di “avviare un percorso comune per pervenire all’intesa”. E solo il 15 ottobre 2018, tra MIT, Regione Veneto e Provincia di Trento, interveniva “il mero raggiungimento di un’intesa sulla volontà di realizzare l’opera, su tre ipotesi alternative di tracciato”. Cioè lontanissimo da qualunque operatività

“Ad oggi – rileva la Corte – non è concluso alcun procedimento approvativo dei progetti riguardanti il 1° lotto…, né tantomeno il 2° lotto ricadente del territorio della Provincia Autonoma di Trento.

Questa circostanza, alla quale era subordinata la proroga della concessione, comporta una precisa ipotesi di danno erariale riconducibile alla condotta gravemente colposa dei vertici ANAS i quali senza aver preventivamente (e doverosamente) raggiunto con la P.A.T. l’intesa”, da una parte hanno sottoscritto la Convenzione del 9 luglio 2007… dall’altra hanno omesso di comunicare al MIT quanto doverosamente da loro conosciuto e non consentendo in tal modo di assicurare la migliore individuazione del contraente privato… Ne consegue che ANAS non poteva sottoscrivere la convenzione del luglio 2007” e “la proroga della concessione  non doveva in nessun modo essere concessa”.

La Corte dei Conti rileva anche un danno alla concorrenza, principio di interesse costituzionale, ai sensi dell’articolo 117 della nostra Carta e che dunque va tutelato dalla pubblica amministrazione ai sensi dell’articolo 97 attraverso il “buon andamento e l’imparzialità”, “che difficilmente si individuano nella scelta di prorogare la concessione” della Brescia-Padova a una impresa che “nulla ha dato e/o realizzato in cambio” e poi ha ceduto la maggioranza del pacchetto azionario alla società spagnola Abertis e “nessun investimento è stato realizzato”. La Commissione Europea – ricorda la Corte dei Conti – ha chiarito che “solo attraverso investimenti certi e realizzabili si può pervenire a una proroga legittima di un contratto di concessione autostradale”, mentre sulla Brescia-Padova-A31 “emergono solo investimenti promessi e irrealizzabili, con la conseguenza che manca qualsiasi parvenza di legittimità”.

Per quantificare il danno, la Guardia di Finanza ha usato il criterio da me indicato e cioè la somma che Abertis ha pagato per il pacchetto di maggioranza della società autostradale A4 (oltre 594 milioni), che avrebbe dovuto andare semmai allo Stato, proprietario dell’infrastruttura e anche legittimo possessore vista l’infondatezza della proroga. La Corte dei Conti concorda anche sul fatto che, scaduto inutilmente il 30 giugno 2013, poteva esserci un provvedimento di evidenza pubblica con il quale si poteva ottenere ancora di più, se non altro perché c’erano anche le rendite degli anni 2013-2016.

Tuttavia, la Corte dei Conti ha applicato un criterio equitativo stabilendo che il danno erariale addebitabile ai vertici ANAS è di 178 milioni di euro, di cui 17,8 addebitabili a Della Gatta e 160,2 complessivamente agli altri membri del CdA

31 dicembre 2019 L’annullamento stabilito dal Consiglio di Stato il 21 gennaio 2019 non poteva che essere ben conosciuto presso il MIT e certamente era a conoscenza della società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova – Holding A4 S.p.A. poiché ne dà conto nel Bilancio di esercizio 2019, nella sezione Relazione sulla Gestione  31 dicembre 2019, a pagina 51, nel seguente modo: “Con riferimento alle sentenze del Consiglio di Stato di gennaio 2019 che hanno annullato la delibera CIPE di approvazione del progetto preliminare del 1° lotto, Concedente e Concessionaria hanno depositato specifici ricorsi presso la Corte di Cassazione, dei quali si attende l’esito“;  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cioè: la concessione è basata solo su un ricorso (che non sospende nulla) contro l’annullamento di una delibera!

 

Eppure il 6 aprile 2020 succederà l’incredibile…

6 aprile 2020 La Direzione generale per la vigilanza sulla concessioni autostradali del Ministero, in persona del direttore Felice Morisco, stipula con la società autostradale un atto aggiuntivo alla Convenzione unica del 9 luglio 2007, in cui si conferma al 31 dicembre 2026 la durata della concessione, ritenendo assolta la condizione di cui all’articolo 4, comma 2 della Convenzione del 2007, che richiedeva il progetto definitivo dell’intera autostrada Valdastico Nord, “in funzione dell’approvazione del 1° Lotto funzionale” della medesima, “con delibera CIPE n. 21/2013”. Poiché le argomentazioni presentate dal sottosegretario (ma redatte “dagli uffici”) il 1° giugno 2017 erano del tutto infondate, con un atto non reso noto in alcun modo, tanto meno comunicato al Parlamento, un dirigente ha stravolto quanto previsto dalla convenzione del 2007, ritenendo un parziale progetto preliminare di uno solo dei due lotti (in base al quale non è possibile realizzare neppure un centimetro di autostrada) equivalente al progetto definitivo dell’intera opera. Ma ciò che è grottesco è che quel progetto provvisorio è stato definitivamente annullato dal Consiglio di Stato il 21 gennaio 2019!!!
13 ottobre 2020 La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dalla citata società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A. avverso la sentenza del Consiglio di Stato. Cade l’ultimo appiglio, comunque del tutto insufficiente, per giustificare la proroga Cade l’ultimo brandello della legittimazione della proroga
29 gennaio 2021 La Corte dei Conti, ribadendo tutto quanto ciò che aveva prospettato il 5 agosto 2019, emette la citazione in giudizio nei confronti dei vertici ANAS, applicando però un criterio equitativo e stabilendo che il danno erariale addebitabile ai vertici ANAS è di 178 milioni di euro, di cui 17,8 addebitabili a Della Gatta e 40,05 ciascuno a Ciucci, Pinto, Scicchitano, Siola (CdA ANAS nel 2007)
4 marzo 2021 Mia interrogazione a risposta orale al ministro Giovannini. Dopo aver sinteticamente esposto i fatti, in particolare la firma del dott. Morisco basata su un progetto definitivamente annullato e comunque del tutto inidoneo, chiedo:

se e quali provvedimenti intenda prendere rispetto al dottor Felice Morisco;

quali provvedimenti intenda prendere per compensare gli utenti, che dal 2007 pagano per la realizzazione della nuova tratta, che non verrà mai realizzata;

per quale motivo il Parlamento, che fu chiamato ad esprimersi sulla convenzione del 2007, sia stato tenuto all’oscuro di questa sostanziale modifica, basata su una deliberazione annullata, delle condizioni in essa contenute.

19 marzo 2021 In base all’articolo 148 del Regolamento del Senato, scade il termine entro il quale Giovannini avrebbe dovuto rispondere all’interrogazione orale, ma nel frattempo non è stata calendarizzata alcuna sessione per le interrogazioni, dato che a causa di quel fatto ogni giorno 1 milione e 200mila euro che dovrebbero arrivare nelle casse dello Stato proprietario e unico legittimo possessore della Brescia-Padova, vanno invece ad Atlantia.
24 marzo 2021 Prendo la parola al Senato sollecitando la risposta del ministro Giovannini osservando che il fatto è talmente macroscopico che mi sarei aspettato che il ministro stesso chiedesse di parlare o anticipasse una risposta anche al di fuori del Senato.

Presento una interrogazione a risposta scritta sullo stesso argomento rilevando che in base alla firma basata su un documento definitivamente annullato e comunque insufficiente, ricavi per oltre 2 miliardi e 900 milioni di euro, di cui circa la metà di margine operativo lordo, che avrebbero dovuto andare allo Stato, proprietario dell’infrastruttura, andranno al concessionario gravemente inadempiente alla condizione prevista dalla convenzione del 2007 fin dal 30 giugno 2013. Chiedo al ministro:

se non ritenga quantomeno di pubblicare sul sito del Ministero atti di questa portata con importanti riflessi sull’entità dei pedaggi, sulla costruzione di nuove tratte autostradali e sulla sussistenza della concorrenza nel settore delle concessioni autostradali;

se e quali altri atti che intervengano su concessioni in essere abbia sottoscritto la Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali;

se il dottor Felice Morisco abbia tuttora i poteri sufficienti a firmare tale tipo di atti.

13 aprile 2021 Entro oggi il ministro Giovannini, ai sensi dell’articolo 153 del Regolamento del Senato, deve rispondere alla mia interrogazione del 24 marzo, o spiegare perché non vuole rispondere o chiedere motivatamente un’altra data per la risposta. Nel frattempo, comunque, ogni giorno 1,2 milioni di euro che dovrebbero andare allo Stato finiscono nelle tasche di Atlantia
10 giugno 2021 Udienza della Corte dei Conti nel giudizio per danno erariale neo confronti dei vertici ANAS  

 

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