SINISTRA. MALAN (FI): IL LINGUAGGIO VIOLENTO LEGITTIMA IL COMPORTAMENTO VIOLENTO

“Pierluigi Bersani dice: <<Noi dobbiamo mettere le dita negli occhi agli Schifani, ai Tajani, ai Bondi>>. Parole brutali, disgustose e ben degne di questi protagonisti della Sinistra, che non fanno che parlare di pace per meschini fini elettorali coltivando però l’odio nei loro cuori e cercando di suscitarlo negli altri.

Come dice Sandro Bondi, che Bersani vorrebbe accecare, <<non c’è pace senza la pace nel cuore di ciascuno>>. In giorni di teste tagliate, di attentati e brutalità, occorrerebbe avere almeno un minimo di buon gusto poiché il senso di responsabilità è chiaramente sconosciuto a questi signori. Bersani infatti sa bene che Renato Schifani è stato più volte oggetto di minacce di morte molto mirate e che le sue parole le legittimano.

A Bersani va però riconosciuta la qualità della coerenza: chi si allea e sfila con i sostenitori della <<resistenza irachena>>, cioè con gli assassini dei nostri soldati, i rapitori dei nostri connazionali e i tagliatori di teste, è giusto che abbia un linguaggio brutale e violento, in coerenza con il peggio della storia di un partito che applaudì Stalin, Mao e Pol Pot”.

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