«Il verdetto riconosce la giustezza dell’impedimento di chi governa, e tipizza la sua fattispecie» ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sui ricorsi presentati sul ‘legittimo impedimento’. La Corte ha rilevato questione di illegittimità sul comma 4 dell’articolo 1 (relativo all’impedimento continuativo) e, in parte, del comma 3 nella parte in cui il legittimo impedimento non poteva essere valutato dal giudice. Il Club della Libertà nazionale ha chiesto al senatore Lucio Malan, membro della 1ª commissione permanente – Affari Costituzionali – di commentare la sentenza.
Quale la sua opinione sulla sentenza?
“E’ stato confermato l’impianto di base giustificando le motivazioni e il modo con cui abbiamo portato avanti il provvedimento, eccependo solo su aspetti non trascurabili ma non fondamentali nella legge”.
Legge giusta ma il ‘manico’ rimane al giudice…
“Dal punto di vista sostanziale, è indubbiamente contro la nostra impostazione stabilire che sia il giudice a dover dire se gli impegni istituzionali del Presidente del Consiglio siano o meno una giustificazione sufficiente, mentre noi volevamo porre un confine tra ciò che è di competenza della politica e quello che è di competenza della Magistratura. Però è anche vero che lo fa ponendo il giudice suddetto sotto un giudizio della Corte Costituzionale, e questo dovrebbe spingere il giudice a una decisione molto ponderata”.
Possiamo dire che questa sentenza evita l’accanimento terapeutico del giudice?
“Sì, potremmo sintetizzarlo così. Saprebbe di avere su di se l’occhio della Corte Costituzionale che, per quanto non tendenzialmente favorevole a noi, è più equilibrato. La Corte dà comunque una certa garanzia, perché 15 persone sono una barriera alle fughe in avanti del singolo magistrato”.
Non potrebbe essere il CSM a definire i paletti?
“Forse sì, ma proprio poiché sino a oggi non lo hai mai fatto, abbiamo ritenuto, a suo tempo, di fare questa legge”.
Ma oggi c’è un motivo valido per farlo…
“Indubbiamente sì”.
Concludendo, come vede il bicchiere?
“Bisogna vigilare perché non vengano ancora travalicati i confini della separazione tra la politica e l’ordine giudiziario ma, allo stesso tempo, si può essere soddisfatti per la sostanziale approvazione del nostro impianto”.
