{"id":54916,"date":"2014-03-18T08:27:33","date_gmt":"2014-03-18T08:27:33","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/03\/18\/elezioni-europee-discussione-sullequilibrio-di-genere-nella-rappresentanza-politica\/"},"modified":"2014-03-18T08:27:33","modified_gmt":"2014-03-18T08:27:33","slug":"elezioni-europee-discussione-sullequilibrio-di-genere-nella-rappresentanza-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/03\/18\/elezioni-europee-discussione-sullequilibrio-di-genere-nella-rappresentanza-politica\/","title":{"rendered":"Scegliere e votare i candidati in base all&#8217;affidabilit\u00e0, le idee e il curriculum, e non in base al suo essere un uomo o una donna"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">A quasi 70 anni da quando le donne in Italia votano, si sente il bisogno di introdurre delle quote privilegiate. Domani serviranno delle quote per i figli non raccomandati, i disabili, i poveri, gli immigrati e gli altri sei sessi LGBTIQ<strong><br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione sull&#8217;equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni europee<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sta avvicinando il settantesimo anno da quando le donne votano nel nostro Paese. Per la verit\u00e0, gi\u00e0 negli anni Venti formalmente era stato dato il diritto di voto alle donne nelle sole elezioni amministrative. Pochi mesi dopo, il regime di Mussolini abol\u00ec il voto per le elezioni amministrative ma, se si fossero tenute, le donne avrebbero potuto parteciparvi. Cos\u00ec si dovette attendere il 2 giugno 1946, ossia il <em>referendum<\/em> per la scelta tra Repubblica e monarchia e l&#8217;elezione dell&#8217;Assemblea Costituente, quando finalmente, come era giusto, le donne votarono per la prima volta nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti altri Paesi arrivarono prima, qualcuno pi\u00f9 tardi, ma <strong>\u00e8 curioso che, dopo quasi settant&#8217;anni, si senta il bisogno di introdurre delle quote privilegiate<\/strong>. Non c&#8217;erano quote privilegiate nel 1946, e credo che all&#8217;epoca davvero un gran numero di donne si trovasse in una situazione di svantaggio rispetto agli uomini. Se in una famiglia solo uno dei figli poteva studiare, nella quasi totalit\u00e0 dei casi &#8211; se c&#8217;era &#8211; era il maschio a farlo. Le donne erano oberate quasi totalmente dai cosiddetti lavori di casa, oltre che dalla cura della famiglia, dei figli e delle persone anziane: carichi che all&#8217;epoca erano molto pi\u00f9 onerosi di oggi, poich\u00e9 gli strumenti, i mezzi e le comodit\u00e0 erano inferiori. Eppure all&#8217;epoca non ci furono quote privilegiate e furono parecchie le donne fin dalle prime elezioni dell&#8217;Assemblea Costituente (una delle ultime appartenenti a tale Assemblea, scomparsa qualche mese fa, era proprio una donna).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, al contrario, quando le donne rivestono moltissimi ruoli &#8211; anche di vertice, in qualunque campo &#8211; si \u00e8 scoperta la necessit\u00e0 di prevedere meccanismi per facilitare il loro accesso alle cariche elettive. Nelle decisioni, in particolare in quelle politiche, occorrerebbe una logica. Dove sta la logica? Qual&#8217;\u00e8 il perch\u00e9? <strong>Il perch\u00e9 potrebbe essere che le donne sono svantaggiate<\/strong> &#8211; in base a quanto, in parte, ho sentito affermare nei vari interventi &#8211; <strong>nel rivestire ruoli elettivi nella politica proprio dal fatto di essere donne<\/strong>. Si potrebbe obiettare che, in alcuni casi, il fatto di essere tali abbia facilitato alcune &#8211; proprio per l&#8217;aria di novit\u00e0 che si respira nel vedere una donna in nuovi ruoli mai ricoperti prima. Di certo, questa novit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 se in certi ruoli arriva un uomo mentre, se si tratta di una donna, si ha questo elemento in pi\u00f9. <strong>Ma, se la difficolt\u00e0 c&#8217;\u00e8, se davvero per le donne \u00e8 pi\u00f9 difficile rispetto agli uomini raggiungere determinate cariche, mi chiedo se sono solo le donne ad avere questa difficolt\u00e0<\/strong>. Chi non \u00e8 figlio di persone che hanno ricoperto ruoli di un certo rilievo nella societ\u00e0 \u00e8 mediamente assai meno favorito nella ricerca di un ruolo che, fino a qualche anno fa, era di grande prestigio, e oggi \u00e8 il bersaglio preferito della Stampa, delle chiacchiere da bar e &#8211; ahim\u00e8 &#8211; anche di molti discorsi politici. Il bersaglio preferito \u00e8 il parlamentare e, nonostante questo, sono ancora molti coloro che sono disposti a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il punto \u00e8 che le donne hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 degli uomini a raggiungere posizioni politiche &#8211; ad esempio nel Parlamento nazionale o, come stiamo ora discutendo nello specifico, nel Parlamento europeo &#8211; allora <strong>cosa diciamo di un immigrato, di un figlio di immigrati, di una persona che proviene da una famiglia a basso reddito o con un basso grado di istruzione, di un disabile?<\/strong> Pensiamo sia pi\u00f9 difficile diventare senatore o deputato per una donna, magari sorella o figlia di un parlamentare, piuttosto che per un uomo immigrato, un uomo disabile, per un uomo che viene da una famiglia con bassissime possibilit\u00e0 economiche o con un basso livello di istruzione? Francamente non credo. Quando, allora, si dice che dovremo prevedere le quote per tante altre situazioni, <strong>se stabiliamo che solo i simili possono rappresentare i simili e solo le donne possono rappresentare le donne, neghiamo il valore della democrazia in generale<\/strong>. Non servono quindi le elezioni, ma si compila una bella statistica e si stabilisce quanti sono quelli che hanno fra i trenta e i quarant&#8217;anni, quanti fra i quaranta e i cinquant&#8217;anni e cos\u00ec via. Si tratta dello stesso modo con cui si fanno i campioni per i sondaggi politici: si cerca di avere una distribuzione geografica per fasce di et\u00e0 e di reddito che pi\u00f9 o meno rispecchi la popolazione italiana. <strong>Si realizza una bella statistica e si arriva al Parlamento perfetto, che lo \u00e8 tranne per un aspetto: non rispecchia le scelte dei cittadini e, dunque, non \u00e8 democratico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono del parere che dovremmo sperare che gli elettori esercitassero sempre pi\u00f9 il loro buonsenso, la loro valutazione e il loro spirito critico nell&#8217;esprimere il proprio voto nei vari modi in cui \u00e8 possibile farlo (perch\u00e9, cos\u00ec come sono vari nel nostro Paese, lo sono anche nel resto dell&#8217;Europa). Invece no: non ci fidiamo dell&#8217;elettore, che deve essere guidato perch\u00e9 non capisce. L&#8217;elettore, in particolare alle elezioni europee, ha da sempre avuto la possibilit\u00e0 di esprimere le preferenze e di votare per le donne; credo infatti non vi sia mai stata una lista di soli uomini e, se vi \u00e8 stata, penso sia stata relegata &#8211; anche per questo &#8211; nelle parti pi\u00f9 basse della classifica elettorale. Se dunque, in questo campo, i risultati sono stati di un certo tipo, \u00e8 dipeso da una libera scelta dei cittadini &#8211; uomini o donne che fossero. Qualcuno invece pensa di saperne pi\u00f9 dei cittadini, che dunque vanno guidati e aiutati: <strong>\u00abDevi votare, ma come dico io; e magari, se voti qualcuno che non ti piace, lo butto fuori dal Parlamento\u00bb<\/strong> &#8211; com&#8217;\u00e8 successo recentemente (anche l\u00ec, infatti, non si pu\u00f2 dar troppa libert\u00e0 al popolo, perch\u00e9 non bisogna fidarsi troppo). Penso invece che dobbiamo fidarci e che facciamo bene a farlo, perch\u00e9 assai spesso il popolo ha molto pi\u00f9 buonsenso di coloro che, per correre dietro alle sue presunte aspirazioni, propongono stupidaggini, dimostrando cos\u00ec scarsa stima proprio per quei cittadini che magari poi si pregiano di rappresentare (e si piccano di farlo meglio degli altri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;altra ipotesi<\/strong>, che non posso neppure prendere in considerazione,<strong> \u00e8 che le donne in generale siano meno brave degli uomini<\/strong>. A questo punto, <strong>sarebbe intanto una menzogna e poi anche un pregiudizio gravissimo<\/strong>: se si stabilisce, per esempio, di formare un Governo per met\u00e0 di uomini e per met\u00e0 di donne &#8211; come ha deciso l&#8217;ultima compagine governativa &#8211; prima di sapere chi ci sia, vorrebbe dire allora che probabilmente qualcuna delle donne \u00e8 meno brava e che, nonostante vi siano uomini pi\u00f9 meritevoli, con pi\u00f9 esperienza e conoscenze, sono state prese loro perch\u00e9 donne. Credo che questo sia esattamente l&#8217;opposto di quella che dovrebbe essere l&#8217;aspirazione normale, ma che francamente non ritengo prioritaria, della cosiddetta parit\u00e0 di genere &#8211; e su tale parola torner\u00f2 &#8211; nella rappresentanza parlamentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando analogo discorso si \u00e8 fatto, e non casualmente, sulla legge elettorale per le elezioni politiche nazionali, ho sentito dichiarazioni di tale tenore: \u00ab\u00c8 inammissibile che vi sia una legge elettorale che potrebbe consentire che gli eletti siano tutti uomini\u00bb. In realt\u00e0, <strong>la legge elettorale, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 stata votata alla Camera, potrebbe anche consentire che fossero tutte donne, o tutti di una stessa Regione, o di una stessa citt\u00e0, o di una certa professione piuttosto che di un&#8217;altra o di una certa et\u00e0<\/strong> (ad esempio, tutti sopra gli ottant&#8217;anni): potrebbe benissimo succedere, per\u00f2 si dimentica che il fondamento della democrazia \u00e8 la volont\u00e0 del popolo. Se si vuole allora aspirare ad incontrare le sensibilit\u00e0 dei cittadini, coloro che hanno la responsabilit\u00e0 di formare le liste saranno sicuramente spinti a dare una rappresentanza equilibrata in termini di fasce d&#8217;et\u00e0, di sesso, di provenienza professionale e cos\u00ec via; se non lo fanno, ne pagheranno il fio, se questo \u00e8 ritenuto giusto dai cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui ci troviamo pertanto in questa situazione paradossale, tale per cui, in un&#8217;epoca in cui le donne hanno un grandissimo spazio &#8211; com&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che giusto che accada in ogni campo della societ\u00e0 &#8211; bisogna fare una corsia preferenziale per loro. Perch\u00e9? Un altro motivo \u00e8 che <strong>oggettivamente sono poche<\/strong>: per la verit\u00e0 sono aumentate moltissimo negli ultimi anni, ma indubbiamente sono ancora meno degli uomini. Ci vorrebbero allora interventi di questo genere? Mi sembra un approccio di Palazzo. L&#8217;unico problema \u00e8, allora, che vi sono meno senatrici che senatori e meno deputate che deputati; se \u00e8 per quello, per\u00f2, vi sono anche molte meno idrauliche che idraulici, molte meno fabbre che fabbri, molte meno programmatrici di <em>computer<\/em> che programmatori. Vi sono anche molte meno morti per incidenti sul lavoro tra le donne che tra gli uomini. Vogliamo riequilibrare questo? <strong>Vogliamo avere un equilibrio artificiale, perch\u00e9 ce ne sono pochi?<\/strong> <strong>Non potremmo lasciare un po&#8217; di spazio alle libere scelte dei cittadini<\/strong>, sia in termini di scelta di quale attivit\u00e0 svolgere e in quale chiave proporsi, sia quando si tratta di votare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto (non ho un dato certificato, ma l&#8217;ho sentito dire tante volte anche da persone che sono esperte del settore) che <strong>nei concorsi per l&#8217;accesso alla Magistratura da parecchi anni le donne si attestano al 60 per cento dei vincitori<\/strong>. Se qualcuno pensa che il ruolo di magistrato, di giudice o di procuratore sia meno importante o prestigioso di quello parlamentare, direi che \u00e8 stato un po&#8217; assente negli ultimi decenni &#8211; e forse anche molto di pi\u00f9 &#8211; dalla nostra Storia. Perch\u00e9 allora non dovremmo fare le quote l\u00ec? La questione, in quel caso, non \u00e8 equiparabile al fatto che vi sono pi\u00f9 idraulici maschi che femmine, perch\u00e9 ci\u00f2 (con tutto che anche l\u00ec si potrebbe ragionare dell&#8217;esigenza di un maggior equilibrio) potrebbe non essere un problema per la societ\u00e0, mentre &#8211; si dice &#8211; in Parlamento \u00e8 fondamentale che ci sia questo fantomatico equilibrio. E quando si tratta di andare a processo, allora? Se fosse vero quello che c&#8217;\u00e8 alla base di questo ragionamento, cio\u00e8 che gli uomini possano essere rappresentati solo dagli uomini e le donne solo dalle donne, allora <strong>cosa diciamo del povero imputato o parte in causa, uomo, che si trovi davanti un tribunale a maggioranza di donne o viceversa?<\/strong> L\u00ec va un po&#8217; peggio: in quel caso la questione non \u00e8 essere o no eletto; l\u00ec sei condannato, magari all&#8217;ergastolo, o non sei condannato. Non ci vorrebbe l&#8217;equilibrio anche l\u00ec?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ritengo di no. <strong>Ritengo che bisognerebbe lasciare alla libera determinazione dei cittadini, sia nell&#8217;elettorato passivo che nell&#8217;elettorato attivo, come formare le liste e come formare il Parlamento attraverso il proprio voto<\/strong>. L&#8217;argomento non ha nulla a che fare con le liste bloccate o le preferenze: qui stiamo formalmente discutendo delle elezioni europee, ma \u00e8 chiaro che molti pensano che questo abbia poi dei riflessi sulle elezioni politiche nazionali, e non si vede perch\u00e9 ci debba essere questo irrigidimento, questa conculcazione della libert\u00e0 di determinare le scelte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, pu\u00f2 accadere che una lista non piaccia o perch\u00e9 ci sono troppi uomini o perch\u00e9 questi uomini sono troppi addensati nella parte alta della lista: si pu\u00f2 decidere di non votarla, perch\u00e9 siamo in democrazia, per ora, almeno fino a quando si potr\u00e0 votare. Per ora infatti si parla, nel progresso di democrazia, di abolire le elezioni provinciali e di abolire le elezioni per il Senato &#8211; cosa che non vuol dire abolire le Province e abolire il Senato; speriamo che non si aboliscano anche le altre elezioni, e comunque, in attesa che siano abolite anche le altre, se c&#8217;\u00e8 una lista che non piace perch\u00e9 ci sono troppi uomini, si pu\u00f2 sempre decidere di non votarla. Ce ne saranno tante altre, si spera, perch\u00e9 la lista unica sarebbe un risparmio (e qualcuno ci sta pensando), ma non credo che si verificher\u00e0 alle elezioni europee, dove semmai avremo una scheda molto ampia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, <strong>il testo parla giustamente<\/strong> (ed \u00e8 il testo che fa la norma) <strong>di \u00absesso\u00bb, mentre la rubrica dell&#8217;articolo parla di \u00abgenere\u00bb<\/strong>. Su questo c&#8217;\u00e8 un pericoloso equivoco: molti pensano che la parola \u00abgenere\u00bb sia un eufemismo per indicare \u00absesso\u00bb, perch\u00e9 parlare di sesso \u00e8 un po&#8217; pruriginoso mentre parlare di genere \u00e8 pi\u00f9 elegante e si pu\u00f2 anche dire prendendo il t\u00e8 in un bel salottino. \u00c8 un&#8217;altra cosa: <strong>definire uomini e donne \u00abgenere\u00bb implica l&#8217;adesione all&#8217;ideologia che, di fatto, nega la differenza di genere<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedo una collega del PD che mi fa dei gesti sconsolati; non so se abbia studiato questa dottrina, ma \u00e8 molto precisa ed \u00e8 molto chiara: definire uomini e donne due generi, se non si parla di grammatica (accezione nella quale il tavolo \u00e8 maschile e la sedia \u00e8 femminile: ma non credo che si parli di genere grammaticale), quindi, se si parla di genere riferito alla specie umana vuol dire aderire ad una determinata ideologia. Infatti, <strong>mentre il sesso non \u00e8 un&#8217;opinione ma un fatto di natura, il genere \u00e8 una questione di opinione<\/strong>. Un individuo pu\u00f2 essere fisicamente ed esteriormente maschio, ma pu\u00f2 sentirsi femmina (o viceversa), o sentirsi cos\u00ec cos\u00ec. Basta vedere tutte le norme che piacciono molto, di solito, agli stessi a cui piace la questione delle quote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai c&#8217;\u00e8 un acronimo interminabile: <strong>LGBTIQ<\/strong>. Voi che siete arretrati siete fermi a LGBT, ma chi si aggiorna sa che c&#8217;\u00e8 anche IQ: lesbiche, <em>gay<\/em>, bisessuali, transessuali, <em>intergender<\/em> e <em>queer<\/em>, e naturalmente si pu\u00f2 andare avanti con un lungo elenco. <strong>Ma, allora, che senso ha fare un equilibrio fra due generi? Bisognerebbe fare un riequilibrio fra tre, quattro, cinque, sei o sette<\/strong>. La realt\u00e0 \u00e8 poi che l&#8217;appartenenza a questo o quel sesso, se si accetta l&#8217;ideologia del genere, \u00e8 una questione del tutto ininfluente, per cui non si capisce per quale motivo dovrebbe importare qualcosa, proprio alla luce di questa ideologia, avere pi\u00f9 o meno persone di sesso maschile o di sesso femminile. Pertanto, quanto meno bisognerebbe uniformare la rubrica al testo: se si vuole parlare di genere, si mette genere sia nella rubrica sia nel testo; se si vuole parlare di sesso, si mette sesso sia nella rubrica sia nel testo. Se si sceglie genere, ricordiamoci che il genere \u00e8 una cosa soggettiva, per cui una persona pu\u00f2 benissimo chiamarsi con un nome maschile ma sentirsi donna. Quindi, <strong>al momento di presentare la lista, bisogna dire: come ti senti? Ti senti uomo, ti senti donna, ti senti qualcos&#8217;altro<\/strong>, uno degli altri tanti LGBTIQ, o RST, e cos\u00ec via? Cos\u00ec diventa problematico l&#8217;equilibrio, ma \u00e8 l&#8217;unica cosa che si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attenzione, perch\u00e9 <strong>qui andiamo per un verso in una societ\u00e0 che sposa l&#8217;ideologia<\/strong> <em>gender<\/em>, per cui vi \u00e8 l&#8217;inculcazione di questo (abbiamo anche delle proposte di legge in discussione al Senato e ci sono dei documenti del Governo, con il timbro della Presidenza della Repubblica, che sposano questa ideologia e vogliono imporla nelle scuole); <strong>per un altro verso andiamo all&#8217;estremo opposto, cio\u00e8 il modello iraniano<\/strong>, dove le biblioteche sono divise in due sezioni: per le donne i libri scritti dalle donne e per gli uomini i libri scritti dagli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Io vorrei continuare a poter leggere libri indipendentemente dal sesso di chi li ha scritti e votare i candidati sulla base dell&#8217;affidabilit\u00e0, delle idee e del <em>curriculum<\/em> di una persona, e non sulla base del fatto che sia un uomo o una donna<\/strong> &#8211; cosa che a me, da elettore, non importa assolutamente nulla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi 70 anni da quando le donne in Italia votano, si sente il bisogno di introdurre delle quote privilegiate. 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