{"id":54920,"date":"2014-03-26T16:28:41","date_gmt":"2014-03-26T16:28:41","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/03\/26\/citta-metropolitane-province-unioni-e-fusioni-di-comuni-discussione-sulla-questione-di-fiducia\/"},"modified":"2014-03-26T16:28:41","modified_gmt":"2014-03-26T16:28:41","slug":"citta-metropolitane-province-unioni-e-fusioni-di-comuni-discussione-sulla-questione-di-fiducia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/03\/26\/citta-metropolitane-province-unioni-e-fusioni-di-comuni-discussione-sulla-questione-di-fiducia\/","title":{"rendered":"&#8220;Riforma&#8221; delle Province: ad andarsene non sono 500 poltrone ma la Democrazia"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Con un&#8217;imposizione antidemocratica e palesemente incostituzionale, milioni di Italiani vengono privati del diritto di scegliersi il Sindaco metropolitano. Guarda caso, si tratta di Sindaci di sinistra e di Citt\u00e0 fortemente indebitate<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione della questione di fiducia al disegno di legge Delrio per la &#8220;riforma delle Province&#8221;<em><br \/>\n<\/em><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il 18 novembre 1925, nel nostro Paese fu approvato un provvedimento che avrebbe dovuto essere epocale perch\u00e9 &#8211;\u00a0in ritardo rispetto ad alcuni Paesi, in anticipo rispetto ad altri &#8211;\u00a0fu concesso il voto alle donne per le elezioni amministrative. (Qualche giorno fa abbiamo fatto lunghe dispute su un regime di preferenze e di voto &#8211;\u00a0non per le pari opportunit\u00e0 alle elezioni, ma per fare in modo che il risultato delle elezioni europee fosse di un certo tipo per quanto riguarda l&#8217;appartenenza degli eletti ai due sessi.) Peccato che questa legge del 18 novembre 1925 non fu mai applicata perch\u00e9, dopo non molti mesi, lo stesso regime fascista abol\u00ec il voto per le elezioni amministrative, per cui tutti gli Italiani di tutti i Comuni si trovarono un sindaco che assumeva il nome di \u00abpodest\u00e0\u00bb &#8211;\u00a0per distinguerlo giustamente dal sindaco, che puzzava un po&#8217; troppo di elezioni, quelle che Mussolini definiva i \u00abludi cartacei\u00bb. Cos\u00ec, tutti gli Italiani si trovarono privati della possibilit\u00e0 di eleggere il proprio sindaco. Sicuramente alcuni di questi podest\u00e0 hanno fatto del bene nei loro Comuni; per\u00f2 la democrazia \u00e8 un&#8217;altra cosa. Vent&#8217;anni dopo quella data che citavo &#8211;\u00a0anzi, un po&#8217; prima di vent&#8217;anni dopo &#8211; decine di migliaia di italiani e centinaia di migliaia di soldati stranieri vennero in Italia per ripristinare la libert\u00e0 e la democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi oggi, democrazia ormai matura, cosa facciamo? <strong>Cominciamo a privare<\/strong> &#8211; cominciamo, perch\u00e9 tutti diranno che \u00e8 un buon inizio &#8211; <strong>gli abitanti dei Comuni che fanno parte di questa cosa chiamata Citt\u00e0 metropolitana<\/strong> &#8211;\u00a0che poi sono nove Province, cui si aggiungeranno quelle delle Regioni a statuto autonomo &#8211;\u00a0<strong>del diritto di scegliere una delle figure che governer\u00e0, con competenze molto importanti, sul loro territorio<\/strong>. Non solo li priviamo del diritto di voto diretto, ma anche del diritto di voto indiretto. Gli abitanti di tutta Italia avranno le Province, perch\u00e9 qui oggi, nonostante i titoli e gli slogan, non stiamo abolendo le Province: <strong>stiamo abolendo le elezioni provinciali<\/strong>, che si terranno s\u00ec, ma riservate agli eletti nei Comuni. Per cui i Cittadini tutti saranno privati del diritto di voto diretto; per\u00f2, per lo meno, ci sar\u00e0 un diritto di voto indiretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non mi piace il mio Presidente di Provincia, potr\u00f2 sperare, di qui a cinque anni, di eleggere un diverso consigliere comunale o un diverso sindaco, che, di l\u00ec a tre o quattro anni, quando ci saranno le elezioni provinciali riservate a lor signori, potr\u00e0 cambiare quel Presidente di Provincia. Ma <strong>se vivo, come vivo, in una Provincia che viene ribattezzata Citt\u00e0 metropolitana<\/strong> e rinforzata nei suoi poteri,<strong> questo potere non ce l&#8217;ho &#8211;\u00a0n\u00e9 diretto, n\u00e9 indiretto<\/strong>. Il mio sindaco metropolitano &#8211; devo dire che mi fa abbastanza ridere questa espressione &#8211; viene scelto da altri: i signori rispettabilissimi cittadini del Comune di Torino. E questo varr\u00e0 per la Provincia di Milano, di Roma e di numerosissime altre citt\u00e0 metropolitane, che saranno tanto numerose in Italia quanto in tutto il resto d&#8217;Europa messo insieme, neanche fossimo l&#8217;Unione Sovietica (oggi dovrei dire Russia, ma forse \u00e8 pi\u00f9 appropriato Unione Sovietica). <strong>Gli abitanti di questi Comuni saranno completamente privati del diritto di scegliersi il sindaco metropolitano; lo sceglieranno altri.<\/strong> Anzi, neanche quegli altri lo scelgono perch\u00e9, quando questa legge entrer\u00e0 in vigore, il sindaco metropolitano sar\u00e0 un signore eletto dai cittadini del capoluogo non per fare il presidente di Provincia (perch\u00e9 parliamo in italiano), ma per fare il sindaco di <em>quella<\/em> Citt\u00e0, per badare ai problemi di <em>quella<\/em> Citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sindaco ha sicuramente promesso di passare tutti i giorni della settimana a studiare i problemi della citt\u00e0, di questo quartiere, di quest&#8217;altro quartiere, di questo servizio, di questa strada, di questa periferia. Un sindaco ha gi\u00e0 parecchio da fare &#8211;\u00a0tant&#8217;\u00e8 vero che sappiamo che il noto sindaco di Firenze non poteva stare fuori citt\u00e0, dov&#8217;era casa sua, ma doveva avere un appartamento in citt\u00e0 (con qualche implicazione con l&#8217;affitto di questo appartamento, ma lasciamo stare). Bene, costui, dopo aver promesso ai suoi cittadini e suoi elettori, che dovrebbero essere sovrani nel nostro Paese, di fare una cosa, sar\u00e0 costretto a fare una di queste due cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo <strong>potr\u00e0 tradire la parola data e occuparsi anche della Provincia<\/strong>, che nel caso della mia Provincia (Torino) ha 2.200.000 abitanti &#8211; pi\u00f9 di diverse Regioni. Sono 1,5 milioni contro gli 800.000 che vivono nel capoluogo, quindi potrebbe occuparsi un po&#8217; anche del milione e mezzo di sudditi che stanno fuori. Parlo di &#8220;sudditi&#8221; perch\u00e9 non hanno titolo di poterlo eleggere; \u00e8 come il re: ti trovi quello l\u00ec perch\u00e9 era figlio di quell&#8217;altro, e noi ce lo troviamo l\u00ec perch\u00e9 i signori cittadini della citt\u00e0 di Torino hanno deciso di eleggerlo. Benissimo, speriamo che abbiano scelto bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lui potrebbe occuparsi dei problemi della Provincia ma, se lo fa, i suoi consiglieri comunali avrebbero tutti i diritti di farlo cadere perch\u00e9 &#8211; mentre io cittadino della Provincia,\u00a0neanche se fossi d&#8217;accordo con tutti gli abitanti della Provincia, potrei farlo cadere o cambiarlo e quando arriveranno le elezioni di Torino non potr\u00f2 cambiarlo perch\u00e9 sono del tutto ininfluente &#8211;<strong> i 50 consiglieri comunali di Torino potranno a maggioranza farlo cadere<\/strong>. Notate bene che questo consiglio metropolitano, che verr\u00e0 eletto secondo le mobilit\u00e0 di questa legge, neppure all&#8217;unanimit\u00e0 pu\u00f2 far cadere il sindaco metropolitano, per cui questi che bene o male (molto male perch\u00e9 sono frutto di un voto di secondo grado mediato) sono espressione dell&#8217;intera popolazione della Provincia, sono poco pi\u00f9 che un organo consultivo e non possono far cadere il sindaco metropolitano; invece, 50 consiglieri del Comune capoluogo possono farlo cadere e magari lo vogliono far cadere perch\u00e9 si occupa &#8211; guarda un po&#8217; &#8211; dei problemi di questi coloni degli altri Comuni della Provincia, anzich\u00e9 occuparsi dei problemi della citt\u00e0, come peraltro ha promesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle dispute se costa di pi\u00f9 o di meno, intanto <strong>la Corte dei Conti ha affermato che c&#8217;\u00e8 il pericolo &#8211;\u00a0anzi, \u00e8 chiaro &#8211; che almeno nel breve termine c&#8217;\u00e8 un aumento di costi<\/strong>. La cosa sicura \u00e8 che ci sar\u00e0 un aumento dei costi in termini di lavoro perch\u00e9, se anche tutti questi organismi che vengono fatti nascere (la conferenza metropolitana, il consiglio metropolitano, la conferenza statutaria e quant&#8217;altro) non costano nulla, ci sar\u00e0 pure il funzionario e l&#8217;impiegato che deve occuparsene; e questi, anzich\u00e9 seguire i problemi del territorio, dovr\u00e0 seguire quelli della conferenza metropolitana, della conferenza statutaria, del consiglio metropolitano. Di gratis non c&#8217;\u00e8 nulla: c&#8217;\u00e8 un costo che andr\u00e0 a scapito dell&#8217;amministrazione del Comune, della Provincia o della citt\u00e0 metropolitana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo viene fatto. Sembrerebbe perlomeno una cosa sventata e invece non lo \u00e8, perch\u00e9 (\u00e8 anche colpa nostra che abbiamo perso le elezioni) sta di fatto che &#8211; guarda caso &#8211;<strong> i sindaci di queste citt\u00e0 metropolitane, dei Comuni capoluogo, sono tutti di sinistra<\/strong> e &#8211; guarda caso &#8211;<strong> tutte queste citt\u00e0 hanno un indebitamento piuttosto importante<\/strong>. Dunque scaricheranno il debito di questi capoluoghi sugli altri Comuni della Provincia, con nessuna garanzia se non affidandosi al buon cuore &#8211;\u00a0anzi, peggio, direi al buon cuore, ma quasi all&#8217;autolesionismo &#8211; di questo futuro sindaco metropolitano, sperando che si occupi anche del resto della Provincia. Ma perch\u00e9 il sindaco metropolitano dovrebbe occuparsi del resto della Provincia quando viene eletto dal centro, dal capoluogo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha detto il sottosegretario Bressa in Commissione che la legge offre la possibilit\u00e0 di stabilire l&#8217;elezione diretta. S\u00ec, la offre a condizioni che, in primo luogo, sono demenziali e, in secondo luogo, non si verificheranno mai &#8211; quali, per esempio, il fatto che la citt\u00e0 capoluogo dovrebbe decidere di spezzettarsi in due, tre o pi\u00f9 Comuni e allora, a quel punto, sarebbe possibile l&#8217;elezione diretta. Diciamo che a quel punto sarebbe impossibile che il Comune capoluogo avesse un sindaco, visto che non esisterebbe pi\u00f9, pertanto \u00e8 una condizione impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nota bene che c&#8217;\u00e8 una postilla: quest&#8217;obbligo c&#8217;\u00e8, per esempio, per Torino con i suoi 120 chilometri quadrati, ma non c&#8217;\u00e8 per Roma, che ha un&#8217;estensione di 1.285 chilometri quadrati ed \u00e8 dieci volte pi\u00f9 grande. Allora, Roma, dieci volte pi\u00f9 grande e tre volte pi\u00f9 popolosa, non si dovrebbe spezzettare, mentre Torino, molto ma molto pi\u00f9 piccola, dovrebbe spezzettarsi. E perch\u00e9 dovrebbe farlo? Perch\u00e9 il suo sindaco non sia anche sindaco della citt\u00e0 metropolitana e, dunque, magari non possa usare le risorse che dovrebbero servire all&#8217;intera Provincia per sanare il debito o il deficit della sua citt\u00e0? Ma quando mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo di fronte ad<strong> una vera e propria imposizione irrazionale, antidemocratica e palesemente incostituzionale<\/strong>. Incostituzionale perch\u00e9 siamo una Repubblica democratica e la sovranit\u00e0 appartiene al Popolo e in questo sistema il decentramento \u00e8 un aspetto fondamentale. Non \u00e8 che il nostro Stato \u00e8 democratico solo a livello centrale e il decentramento pu\u00f2 non avere carattere democratico; quest&#8217;ultimo deve essere altrettanto democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che l&#8217;VIII disposizione transitoria e finale della Costituzione sancisce che<strong> l&#8217;elezione degli organi provinciali sono popolari<\/strong> e sono elezioni, soprattutto. Qui invece non parliamo di elezioni di secondo grado: si dice che non ci sar\u00e0 proprio alcuna elezione. I sindaci dei Comuni capoluogo delle citt\u00e0 metropolitane diventeranno sindaci di altre centinaia di Comuni senza che siano svolte elezioni. Sarebbe come stabilire che Roberto Maroni, in quanto Presidente della Regione pi\u00f9 popolosa del nostro Paese, di diritto \u00e8 Presidente della Repubblica e magari anche Presidente del Consiglio &#8211;\u00a0visto che il Presidente di Regione assomma a livello regionale le prerogative che a livello nazionale appartengono al Presidente della Repubblica e a quello del Consiglio. Sarebbe una soluzione: Roberto Maroni Presidente della Repubblica non perch\u00e9 piace agli Italiani, ma perch\u00e9 \u00e8 stato votato dai lombardi Presidente della loro Regione, e allora si pu\u00f2 fare che sia anche il Presidente della Repubblica italiana. Si risparmierebbero dei soldi, ma <strong>non saremmo pi\u00f9 in democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questa democrazia centralizzata mi \u00e8 venuto in mente &#8211; oltre al 1925 che ho citato prima &#8211; ci\u00f2 che accadeva molti secoli fa, quando Roma governava territori sempre pi\u00f9 vasti. Chi decideva, per\u00f2, chi dovesse comandare Roma? Lo decidevano i romani, peraltro a fronte di enormi limitazioni perch\u00e9 era s\u00ec una repubblica democratica ma lo era assai parzialmente, in modo molto mediato (un po&#8217; come la si vuole fare adesso), e solo coloro che risiedevano nel pomerio, all&#8217;interno della citt\u00e0 di Roma, potevano votare. Si tratta comunque di una condizione molto vecchia perch\u00e9 poi ben presto, in un&#8217;epoca in cui non c&#8217;era questa grande sensibilit\u00e0 democratica e per certo non c&#8217;era la nostra Costituzione, si cap\u00ec che era un sistema che non poteva reggere: i romani non potevano continuare a decidere per tutta la penisola italica e magari per l&#8217;intero bacino del Mediterraneo. Per cui, passo dopo passo, la cittadinanza, e dunque quella parvenza di diritto di voto che si esercitava nella repubblica romana (non parlo di quella del XIX secolo ma di quella fondata da Lucio Giunio Bruto nel 509 a. C.) non poteva continuare ad essere cos\u00ec applicato; pertanto, il diritto di voto fu esteso anche ai cittadini che risiedevano al di fuori della citt\u00e0 di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora torniamo a quell&#8217;epoca, alla Roma puramente imperialista &#8211; sia pure in erba &#8211; in cui i provinciales sono deprivati di qualunque diritto. \u00c8 un po&#8217; quello che succede con un certo modo di concepire l&#8217;Europa: <strong>chi comanda sul serio \u00e8 il governo tedesco, che per\u00f2 non \u00e8 eletto da tutti gli europei ma solo dai cittadini tedeschi<\/strong>. I cittadini tedeschi eleggono (giustamente per le loro convenienze) un certo Governo, il quale Governo &#8211; al momento presieduto dalla signora Merkel &#8211; fa gli interessi della Germania, tranquillamente a scapito e a spese di tanti altri Paesi, e di fatto noi ci troviamo a subire questa situazione perch\u00e9 non possiamo influire sulle decisioni della popolazione tedesca. Non \u00e8 che se preferiamo un candidato tedesco possiamo votare per lui, perch\u00e9 noi votiamo per i candidati che si presentano alle elezioni in Italia; votiamo per i candidati al Parlamento europeo ma non per quelli che si presentano alle elezioni tedesche. Con questo provvedimento si vuole trasferire a livello provinciale questo sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parler\u00e0 tanto di costi e di poltrone, ma l&#8217;aspetto fondamentale \u00e8 che qui stiamo, o meglio state dicendo, Signori della maggioranza, che <strong>se si pu\u00f2 le elezioni si fanno, se non si pu\u00f2 non si fanno &#8211; indirette meglio che dirette &#8211; e, se \u00e8 possibile, non si fa proprio alcuna elezione<\/strong>. Milioni di Italiani si troveranno esattamente nelle stesse condizioni imposte durante il fascismo: si troveranno un sindaco che non hanno scelto. Con una differenza: a quell&#8217;epoca si era nominati e non si doveva rendere conto a nessuno, se non al governo centrale, e dunque non c&#8217;erano preferenze per la Citt\u00e0 o per la Provincia. Oggi, invece, il sindaco \u00e8 eletto dalla Citt\u00e0 e viene imposto alla Provincia; pertanto, nei confronti dei suoi elettori ha l&#8217;obbligo di tartassare gli abitanti della Provincia e offrire loro meno servizi possibili per rimpinguare le casse che sono state svuotate da anni di sprechi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 veramente una cosa inaccettabile. Purtroppo, <strong>si parler\u00e0 assai poco di questo punto e molto di poltrone e di 500 euro che vanno e vengono, quando, invece, quello che se ne va \u00e8 la democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.videoparlamento.it\/scheda\/407077\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Video integrale<\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un&#8217;imposizione antidemocratica e palesemente incostituzionale, milioni di Italiani vengono privati del diritto di scegliersi il Sindaco metropolitano. 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