{"id":55235,"date":"2014-12-02T08:26:55","date_gmt":"2014-12-02T08:26:55","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/12\/02\/il-senatore-malan-interviene-in-aula-sulla-delega-al-governo-in-materia-di-lavoro\/"},"modified":"2014-12-02T08:26:55","modified_gmt":"2014-12-02T08:26:55","slug":"il-senatore-malan-interviene-in-aula-sulla-delega-al-governo-in-materia-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2014\/12\/02\/il-senatore-malan-interviene-in-aula-sulla-delega-al-governo-in-materia-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Il Parlamento d\u00e0 al Governo una delega in bianco che aumenter\u00e0 la disoccupazione"},"content":{"rendered":"<h5>Intervento in Aula sulla delega al Governo in materia di lavoro<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, anche il Gruppo Forza Italia chiede di non procedere nell&#8217;esame di questo provvedimento, innanzitutto per una ragione veramente procedurale e formale, ma estremamente importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La delega \u00e8 estremamente generica e mette nelle mani del Governo, attraverso i decreti legislativi che ha delegato a emanare, la possibilit\u00e0 di scegliere, in realt\u00e0, che tipo di riforma del lavoro fare. Il Parlamento d\u00e0 una delega in bianco. In alcuni casi ci\u00f2 \u00e8 messo in modo talmente esplicito da essere quasi ridicolo; purtroppo non \u00e8 ridicolo pensare che norme delicatissime, che investono la vita dei cittadini, la vita delle aziende e i diritti dei lavoratori, vengono riservate a oscuri funzionari &#8211; cui va tutto il rispetto ma che, di certo, non sono rappresentati del popolo, n\u00e9 tantomeno lavorano n\u00e9 dovrebbero lavorare con una procedura di carattere pubblico alla luce del sole come, per forza di cose e per forza di legge e di Costituzione, lavora il Parlamento. Questo \u00e8 davvero un fatto inaccettabile, perch\u00e9 vuol dire che norme che coinvolgono interessi enormi vengono riservate alle decisioni governative attraverso gli uffici ministeriali. Il Parlamento non pu\u00f2 intervenire. \u00c8 un fatto tutt&#8217;altro che di mera forma: \u00e8 un fatto di contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, al comma 2, lettera <em>a)<\/em>, punto 6), si prevede la riduzione degli oneri contributivi ordinari e la rimodulazione degli stessi tra i settori. In che modo? Non si sa. Il Governo \u00e8 libero di abbassare certi oneri ed alzarne certi altri a determinati settori o tipologie di lavoratori in piena libert\u00e0. Pertanto, qui stiamo votando, contemporaneamente, per autorizzare il Governo ad abbassare o ad aumentare gli oneri contributivi per le varie categorie e decidere autonomamente in che modo procedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dir\u00e0: c&#8217;\u00e8 il parere delle Commissioni. Noi abbiamo esperienze molto negative su come vengono recepiti i pareri delle Commissioni in determinati casi di decreti legislativi. Mi viene in mente il riordino della geografia giudiziaria, dove pareri resi in modo praticamente unanime da Camera e Senato sono stati del tutto ignorati. Non si vede perch\u00e9 dovrebbe essere diversamente in questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro punto non male \u00e8 quello in cui si parla di \u00abeventuale\u00bb (per cui il Governo pu\u00f2 farlo, oppure no) \u00abintroduzione, dopo la fruizione dell&#8217;ASpl, di una prestazione, eventualmente priva di copertura figurativa (&#8230;)\u00bb: dunque, ripeto, il Governo pu\u00f2 farlo o non farlo, pu\u00f2 introdurre i contributi figurativi o non introdurli; in altre parole, pu\u00f2 fare esattamente quello che vuole. Sarebbe stato pi\u00f9 dignitoso abolire questo punto, cos\u00ec almeno non si sarebbe dato nessun criterio; peccato che la Costituzione lo preveda e che anche il buonsenso e la convenienza dei cittadini, dei lavoratori e delle aziende prevedrebbe norme certe. Sappiamo, infatti, che l&#8217;incertezza delle norme \u00e8 una delle principali cause, forse la prima causa, della mancanza di investimenti e, dunque, della mancanza di assunzioni da parte delle aziende: un&#8217;azienda o un privato investono e assumono sulla base della certezza delle norme. La norma incerta \u00e8 peggiore della norma cattiva, dal punto di vista dell&#8217;investitore: lo sa bene chi ha un minimo di dimestichezza con i mercati finanziari; e il mercato del lavoro, che per\u00f2 ha a che fare con persone e non con titoli azionari, risponde alle stesse logiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;altra parte di questo provvedimento leggiamo: \u00abrazionalizzazione\u00bb &#8211; la parola \u00abrazionalizzazione\u00bb \u00e8 usata molte altre volte &#8211; \u00abdegli incentivi all&#8217;assunzione esistenti, da collegare alle caratteristiche osservabili per le quali l&#8217;analisi statistica evidenzi (&#8230;)\u00bb. Razionalizzazione? \u00abRazionalizzazione\u00bb \u00e8 una parola che pu\u00f2 andar bene in un programma che pecchi piuttosto di genericit\u00e0; in un programma elettorale, magari per un Comune, in cui ci sono aspettative vaghe, possiamo scrivere \u00abrazionalizziamo gli uffici\u00bb, ma non in un provvedimento di legge. Cosa vuol dire \u00abrazionalizzazione\u00bb? Vuol dire ancora una volta che il Governo fa quello che gli pare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 avanti abbiamo un&#8217;altra bella norma: \u00abvalorizzazione della bilateralit\u00e0 attraverso il riordino della disciplina vigente in materia (&#8230;)\u00bb; cio\u00e8, nessun criterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora: \u00abintroduzione di principi di politica attiva del lavoro che prevedano la promozione di un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al suo inserimento (&#8230;)\u00bb; di nuovo, di fatto, nessun criterio. \u00c8 come dire: fai una buona legge. Ma questo pu\u00f2 essere, al limite, il mandato che danno gli elettori in sede di elezioni. Ah gi\u00e0, dimenticavo: questo Governo non \u00e8 stato voluto dagli elettori, ma da manovre di palazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure: \u00abintroduzione di modelli sperimentali, che prevedano l&#8217;utilizzo di strumenti per incentivare il collocamento dei soggetti in cerca di lavoro e che tengano anche conto delle buone pratiche (&#8230;)\u00bb; la genericit\u00e0 pi\u00f9 assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte altre cose ci sono, ma la situazione diventa drammatica quando si arriva alle tipologie dei rapporti di lavoro, dove, per esempio, si parla di \u00abrazionalizzazione\u00bb &#8211; di nuovo &#8211; \u00abe semplificazione delle procedure e degli adempimenti, anche mediante abrogazione di norme (&#8230;), con l&#8217;obiettivo di ridurre drasticamente il numero di atti di gestione del medesimo rapporto (&#8230;)\u00bb. Il testo originale diceva: \u00abdimezzare il numero di atti di gestione\u00bb, ora scriviamo \u00abridurre drasticamente\u00bb, perch\u00e9 sembrava troppo preciso come criterio e si \u00e8 andati sull&#8217;ulteriore genericit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, forse il punto pi\u00f9 rappresentativo: \u00abintroduzione, eventualmente\u00bb &#8211; di nuovo eventualmente &#8211; \u00abanche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato (&#8230;)\u00bb. In altre parole, si prevede di stabilire una paga minima. Nel nostro Paese non esiste la paga minima per i lavoratori, \u00e8 prevista solo nell&#8217;ambito dei contratti di lavoro nazionale; i settori che non hanno un contratto di lavoro nazionale non hanno la paga minima. Si d\u00e0 mandato al Governo, se vuole, eventualmente in via sperimentale (lo fa per un po&#8217; e poi pu\u00f2 non farlo pi\u00f9), di introdurlo, senza stabilire alcun criterio di quale ne sia il livello, questo compenso orario minimo. Negli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; ma certo noi siamo una democrazia molto pi\u00f9 avanzata degli Stati Uniti d&#8217;America, talmente avanzata che non decidono pi\u00f9 n\u00e9 il popolo, n\u00e9 il Parlamento &#8211; stabilire quanto \u00e8 la paga minima (20 o 30 centesimi o mezzo dollaro in pi\u00f9 o in meno) \u00e8 oggetto di lunghi dibattiti parlamentari e di campagne elettorali: ripeto, sulla base di questo punto. In questo testo, invece, diamo mandato al Governo di fare esattamente quello che vuole: pu\u00f2 stabilire che la paga minima \u00e8 50 centesimi o che \u00e8 50 euro per ora: il totale arbitrio. Questa \u00e8 la prova pi\u00f9 evidente della totale espropriazione e della totale scorrettezza di questa delega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a cose eccessivamente generiche, che danno al Governo una libert\u00e0 che non \u00e8 sua propria (nella Costituzione, all&#8217;articolo 76, \u00e8 chiarissimo che il Governo pu\u00f2 essere delegato a legiferare solo con precisi criteri, che qui sono dichiaratamente generici), abbiamo una cosa quasi comica. In un punto dell&#8217;articolo 1 comma 2 del disegno di legge troviamo qualcosa che vale davvero la pena leggere: \u00abintroduzione\u00bb notare bene la parola introduzione \u00abdel divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere dati dei quali esse sono in possesso\u00bb. Una norma che esiste da decenni. Poi spetterebbe al Governo governare, anzich\u00e9 fare le leggi espropriando il Parlamento, spetterebbe al Governo governare e imporre ai suoi uffici di applicare questa norma, non come fa l&#8217;Agenzia delle entrate, che chiede costantemente documenti gi\u00e0 in suo possesso, tartassando i cittadini nei tempi, nei modi e con multe se poi non portano i dati gi\u00e0 in suo possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, c&#8217;\u00e8 un problema di sostanza. Questa norma, per la sua genericit\u00e0, per la sua intenzione di abolire i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, sostituendoli idealmente con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti ma in realt\u00e0, nella maggior parte dei casi, sostituendolo con la disoccupazione (non pi\u00f9 &#8211; ripeto &#8211; con un rapporto a tempo indeterminato, ma con la disoccupazione), non solo non creer\u00e0 alcun posto di lavoro, ma ne far\u00e0 perdere parecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo pagheranno i cittadini, giovani e non giovani, che perderanno il lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento in Aula sulla delega al Governo in materia di lavoro Signor Presidente, anche il Gruppo Forza Italia chiede di 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