{"id":55563,"date":"2015-06-24T09:33:57","date_gmt":"2015-06-24T09:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2015\/06\/24\/intervento-in-aula-sulla-riforma-della-scuola\/"},"modified":"2015-06-24T09:33:57","modified_gmt":"2015-06-24T09:33:57","slug":"intervento-in-aula-sulla-riforma-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2015\/06\/24\/intervento-in-aula-sulla-riforma-della-scuola\/","title":{"rendered":"Riforma della Scuola: un provvedimento imposto a Cittadini, Famiglie, Scuola e Parlamento, che accredita l&#8217;indottrinamento gender nelle scuole"},"content":{"rendered":"<h5>Intervento in Aula nella discussione sulla riforma della Scuola<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, Signor Ministro, Signor Sottosegretario, Colleghi,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sicuramente, molti aspetti del provvedimento in esame sono da correggere ma, purtroppo, <strong>il Senato \u00e8 stato del tutto privato della possibilit\u00e0 di esaminarli<\/strong>. Ci si poteva lavorare, si potevano introdurre dei miglioramenti. Io sono convinto che gli emendamenti, a cominciare dai 360 presentati da alcuni senatori del Partito Democratico, trattavano degli aspetti interessanti. Certamente, immagino di non condividerne molti ma, purtroppo, non \u00e8 stato possibile nemmeno conoscerli. Si dice di s\u00ec, per cui la Costituzione \u00e8 violata due volte, perch\u00e9 la legge non la fanno le Camere insieme ma la fa il Governo da solo;\u00a0inoltre, il disegno di legge non passa all&#8217;esame della Commissione e dell&#8217;Aula: <strong>in Commissione in pratica non \u00e8 passato e in Aula c&#8217;\u00e8 il solito voto di fiducia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo le imperfezioni sono tante e, siccome tanti hanno parlato dicendo cose molto interessanti, io mi soffermo su tre punti, uno dei quali \u00e8 quasi un aspetto secondario; tuttavia, parlando di Scuola, saper usare la lingua italiana dovrebbe essere importante. Infatti, all&#8217;articolo 2, comma 3, la lettera <em>a)<\/em> parla della valorizzazione (sempre con queste parole un po&#8217; vaghe) del potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all&#8217;Italiano. Poi, per\u00f2, si scopre che l&#8217;Italiano \u00e8 una lingua insufficiente perch\u00e9, due righe dopo, si dice che bisogna utilizzare la metodologia <em>content language integrated learning<\/em> che, secondo Wikipedia (la quale gi\u00e0 nel nome \u00e8 abbastanza internazionale), \u00e8 un sinonimo di immersione linguistica. Mi chiedo, allora, se non si poteva usare la nostra lingua. <strong>\u00c8 bene conoscere l&#8217;Inglese, ma \u00e8 anche bene saper usare la nostra lingua<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due capoversi dopo si parla &#8211; io lo dico nella pronuncia originale &#8211; dei <em>media<\/em> di produzione; si afferma cio\u00e8 che bisogna potenziare le competenze nei <em>media<\/em> di produzione e di diffusione di immagini e poi, alla lettera <em>f)<\/em>, si parla di nuovo di alfabetizzazione all&#8217;arte, alle tecniche e ai <em>media<\/em> di produzione e diffusione delle immagini. Allora, <strong>il termine <em>media<\/em> \u00e8 latino<\/strong>: infatti, qualcuno sicuramente dir\u00e0: \u00abGuarda quello, dice <em>media<\/em>, mentre bisognerebbe pronunciare &#8220;midia&#8221;\u00bb; certo, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;uso inglese, ma non tutti sanno che al singolare gli inglesi usano la parola <em>medium<\/em>, per ricordarne la derivazione latina, mentre noi anche al singolare usiamo <em>media<\/em>. Ma usare la parola \u00abmezzi\u00bb, che \u00e8 italiana, la capiscono tutti e non vi sono strizzatine d&#8217;occhio particolari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima ancora, all&#8217;articolo 2, il secondo periodo del comma 1 \u00e8 da leggere. Ricordo che, generalmente, <strong>nelle scuole si insegna ad evitare le ripetizioni<\/strong>; poi, quand&#8217;\u00e8 proprio necessario, si pu\u00f2 anche ripetere una parola con la stessa radice, per\u00f2 vi sono i pronomi e la possibilit\u00e0 di coordinare le varie parti della frase in modo da non dover sempre ripetere la stessa parola. Ebbene, in questo periodo &#8211; che \u00e8 anche breve e non \u00e8 lunghissimo &#8211; compaiono le seguenti espressioni: \u00ab\u00c8 istituito per l&#8217;intera istituzione scolastica\u00bb e sono due; \u00abo istituto comprensivo\u00bb, e sono tre; \u00abe per tutti gli indirizzi degli istituti secondari, di secondo grado\u00bb, e sono quattro; \u00abafferenti alla medesima istituzione scolastica\u00bb, e sono cinque; \u00abl&#8217;organico dell&#8217;autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche\u00bb, eccetera, e seguono altre due righe. Mi sono permesso di presentare un inutile emendamento in Commissione &#8211; che, naturalmente, ho presentato anche per l&#8217;Aula &#8211; che proponeva di ridurre tutti questi \u00abistituti\u00bb e \u00abistituzioni\u00bb a due. Ho visto che nel maxiemendamento-fantasma (perch\u00e9 \u00e8 stato presentato in Commissione, poi, per\u00f2, non si capisce; anche l\u00ec: si sarebbero potuti presentare i subemendamenti ma, tanto, sarebbe stato inutile), per la verit\u00e0, lodevolmente da sei si \u00e8 ridotto a cinque il numero di queste che, per essere eleganti, potremmo chiamare \u00aballitterazioni\u00bb. Questo per quanto riguarda la lingua italiana che, mi rendo conto, non \u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 poi un altro passaggio carino, che \u00e8 il comma 20 &#8211; sempre di questo tormentato articolo 2 &#8211; dove si dice che bisogna \u00abpromuovere l&#8217;occupabilit\u00e0 e la coesione sociale, contribuire a contrastare il fenomeno dei giovani non occupati e non in istruzione e formazione\u00bb. Benissimo: poi per\u00f2, temendo di non essere abbastanza alla moda e <em>trendy<\/em>, c&#8217;\u00e8 tra parentesi &#8211; per far vedere &#8220;io l&#8217;ho studiato&#8221; &#8211; l&#8217;acronimo NEET, che immagino stia per <em>not (engaged) in education, employment or training<\/em>, che per\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 stato detto prima. Che bisogno c&#8217;\u00e8 di tutta la traduzione? Allora ci mettiamo la parolina inglese che fa <em>chic<\/em>, <em>trendy<\/em>, <em>groovy<\/em>, eccetera. Ebbene, <strong>cerchiamo di usare la nostra lingua<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla <strong>questione del Preside<\/strong>, non sono contrario in generale a figure che abbiano una forte autorit\u00e0, capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 gestionale. Sono per l&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica &#8211; che non dovrebbe avere i poteri che ha attualmente ma dovrebbe sommarli, secondo me, anche a quelli del Presidente del Consiglio. Ci vogliono per\u00f2 dei contrappesi che, per esempio, nella Costituzione americana ci sono; e questa persona dovrebbe essere scelta con un processo pubblico. Sono per l&#8217;elezione diretta, non per il sorteggio del Presidente della Repubblica. Prendiamo uno magari bravissimo, un&#8217;alta carica dello Stato o un alto magistrato, e lo facciamo Presidente della Repubblica onnipotente: a questo sarei contrario. Ebbene, questo Preside, che ha un potere enorme, com&#8217;\u00e8 scelto? Con un concorso pubblico, per carit\u00e0, ci mancherebbe ancora! Ma <strong>se sbaglia, se fa porcherie, come e quando paga?<\/strong> Francamente non lo capisco. Questo Preside non solo sceglie chi insegna in quella scuola e chi, invece, deve andare a cercarsene un&#8217;altra, ma addirittura ho letto che \u00e8 lui a decidere &#8211; sentito, bont\u00e0 sua, il Comitato di valutazione &#8211; di assegnare somme per la famosa meritocrazia. Lui, da solo. Allora, siccome la maggior parte dei Presidi \u00e8 onesta, ma non tutti forse sono completamente imparziali sotto ogni punto di vista &#8211; qualcuno non lo sar\u00e0 e, infatti, poi si sente il bisogno di dire che per\u00f2 non si possono nominare parenti e fratelli, che poi magari sono bravi anche loro &#8211; insomma, <strong>va bene dare responsabilit\u00e0, per\u00f2 devono esserci contrappesi e criteri<\/strong>. Quante notizie abbiamo letto, proprio nei concorsi per dirigenti scolastici e non solo in quelli, di episodi non proprio edificanti di buste aperte prima, copiature, eccetera? Succede anche in altri concorsi. \u00c8 una cosa inammissibile in qualunque concorso, per\u00f2 non \u00e8 detto che siano proprio una selezione del fior fiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine: si \u00e8 parlato molto, dopo il passaggio del disegno di legge alla Camera, del cosiddetto <strong>comma <em>pro<\/em> <em>gender<\/em><\/strong>. Si dice che \u00e8 tutto una montatura perch\u00e9 \u00abIl piano triennale dell&#8217;offerta formativa assicura l&#8217;attuazione dei principi di pari opportunit\u00e0, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l&#8217;educazione alla parit\u00e0 tra i sessi, la prevenzione della violenza di <em>genere<\/em> &#8211; e qui abbiamo una parola, perch\u00e9 la lingua italiana parla di sesso fino a prima dell&#8217;introduzione dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em> &#8211; e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare&#8230;\u00bb. Che cos&#8217;\u00e8 questa cosa antidiscriminazione? Naturalmente, siamo contro le discriminazioni per\u00f2, il 29 aprile 2013, <strong>l&#8217;Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)<\/strong> &#8211; occupandosi di una cosa di cui non si deve occupare, perch\u00e9 la legge istitutiva dice che si deve occupare di discriminazioni per motivi razziali, religiosi o etnici &#8211; <strong>ha pubblicato, con il timbro della Presidenza del Consiglio e dunque della Repubblica italiana, la Strategia Nazionale per la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni basate sull&#8217;orientamento sessuale e sull&#8217;identit\u00e0 di genere<\/strong>, dove si spiega bene la faccenda sulle discriminazioni. Per esempio, bisogna curare la predisposizione della modulistica scolastica in chiave di inclusione sociale, rispettosa delle nuove realt\u00e0 familiari costituite anche da genitori omosessuali, dove non ci sono un marito e una moglie di cui uno omosessuale, come succede, ma due pap\u00e0 o due mamme. (Poi si dice che non \u00e8 vero che si vuole introdurre il <em>gender<\/em>. Per carit\u00e0.) Poi si parla dell&#8217;accreditamento delle associazioni LGBT presso il MIUR in qualit\u00e0 di ente di formazione, dell&#8217;arricchimento dell&#8217;offerta di formazione con la predisposizione di bibliografie su tematiche LGBT. <strong>Il <em>gender<\/em> c&#8217;\u00e8: \u00e8 scritto chiaro. <\/strong>Basta mettere insieme due documenti ufficiali della Repubblica italiana: uno \u00e8 il testo del disegno di legge governativo e l&#8217;altro \u00e8 il documento dell&#8217;UNAR. Per cui, <strong>chi vota questo pacchetto<\/strong> &#8211; magari qualcuno \u00e8 anche contento &#8211; <strong>lo vota interamente senza poter modificare nulla, ivi incluso l&#8217;indottrinamento <em>gender<\/em> nelle scuole, in violazione dell&#8217;articolo 30 della Costituzione e della Carta dei diritti dei umani <\/strong>che danno ai genitori il diritto e il dovere di scegliere l&#8217;educazione per i propri figli e che garantiscono che non venga imposta da Signori che hanno l&#8217;unica qualifica di appartenere a organizzazioni LGBT.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento in Aula nella discussione sulla riforma della Scuola Signor Presidente, Signor Ministro, Signor Sottosegretario, Colleghi, sicuramente, molti aspetti del 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