{"id":56586,"date":"2002-01-23T15:41:46","date_gmt":"2002-01-23T15:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2002\/01\/23\/torino-sopprime-la-scuola-universitaria-management-dimpresa-sumi-di-pinerolo\/"},"modified":"2002-01-23T15:41:46","modified_gmt":"2002-01-23T15:41:46","slug":"torino-sopprime-la-scuola-universitaria-management-dimpresa-sumi-di-pinerolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2002\/01\/23\/torino-sopprime-la-scuola-universitaria-management-dimpresa-sumi-di-pinerolo\/","title":{"rendered":"Torino sopprime la Scuola Universitaria Management d&#8217;Impresa (SUMI) di Pinerolo"},"content":{"rendered":"<h4>Una scuola di eccellenza i cui laureati trovano un lavoro a un mese dal diploma, sostenuta da 150 aziende ed enti pubblici di primaria importanza, viene sacrificata anche grazie a un professore che ne era stato escluso<\/h4>\n<h5>Interrogazione al Ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca<\/h5>\n<h5>Premesso che:<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">il Senato accademico e la Facolt\u00e0 di Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino hanno recentemente assunto la decisione di sopprimere senza alcuna ragione la Scuola Universitaria Management d\u2019Impresa (SUMI) di Pinerolo, realt\u00e0 altamente dinamica e innovativa, un esempio per ora forse unico di collaborazione tra pubblico e privato nell\u2019istruzione, che in pochi anni ha raggiunto eccellenti risultati;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tale Scuola ebbe origine quando, in data 17 dicembre 1996, venivano stipulate in Pinerolo tra l\u2019Universit\u00e0 di Torino e il consorzio CUEA (Consorzio Universitario di Economia Aziendale per gli studi e la formazione nel settore dell\u2019economia e dell\u2019amministrazione delle imprese) le convenzioni per l\u2019istituzione della Scuola Universitaria in Economia e Amministrazione delle Imprese e della Scuola Universitaria in Economia e gestione dei servizi turistici, destinate alla realizzazione dei relativi diplomi universitari;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">detto CUEA \u00e8 arrivato a comprendere oggi circa <strong>150 aziende ed enti pubblici di primaria importanza<\/strong> quali ad esempio: Fondazione CRT, Comune di Torino, Provincia di Torino, AEM di Torino, Autostrada Torino\u2013Milano, San Paolo IMI, Credito Italiano, SAI, Toro Assicurazioni, Gruppo Marcegaglia, Ferrero, Ordine Mauriziano, CTO di Torino, Lavazza, parecchi comuni e comunit\u00e0 montane del Pinerolese, ecc.;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">successivamente, in data 28 gennaio 1998, il medesimo Consiglio di facolt\u00e0 deliberava anche l\u2019attivazione del <strong>diploma universitario in Gestione delle Amministrazioni pubbliche<\/strong> e contemporaneamente decideva di dar vita a Pinerolo ad un\u2019unica Scuola, cui affidare la realizzazione dei tre suddetti diplomi quale \u00abstruttura didattica speciale\u00bb, ai sensi dell\u2019articolo 48 dello statuto dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Torino;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a tal uopo il 25 novembre 1998 fu stipulata, fra l\u2019universit\u00e0 e il consorzio CUEA, una convenzione in cui si prevedeva tra l\u2019altro:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la sottoposizione della Scuola al controllo didattico della Facolt\u00e0 di Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, alla quale era riservata la scelta dei docenti;<\/li>\n<li>l\u2019autonomia didattica e gestionale della Scuola;<\/li>\n<li>il trasferimento alla Scuola da parte dell\u2019Universit\u00e0 delle risorse finanziarie derivanti dai contributi universitari versati dagli studenti;<\/li>\n<li>l\u2019accollo da parte del CUEA delle spese di riscaldamento, delle utenze, dei servizi vari e del personale non docente e di segreteria;<\/li>\n<li>la partecipazione del CUEA alla preparazione del materiale didattico;<\/li>\n<li>la responsabilit\u00e0 del CUEA per l\u2019organizzazione e il finanziamento degli stage presso le aziende di tutte le unit\u00e0 di tirocinio e di esercitazione;<\/li>\n<li>l\u2019obbligo per il CUEA di sostenere finanziariamente la Scuola in tutte le attivit\u00e0 didattiche, anche con la copertura delle retribuzioni e dei rimborsi spese per i docenti e per la realizzazione di attivit\u00e0 tutoriali;<\/li>\n<li>la durata triennale della convenzione stessa a decorrere dal 1\u00ba novembre 1998, con tacita proroga in mancanza di disdetta e l\u2019obbligo a tenere comunque in vita la Scuola il tempo necessario al completamento del ciclo di studi iniziato dagli studenti;<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">la dedizione dei docenti, il controllo esercitato dalla Facolt\u00e0 e la costante opera di collaborazione, proposta e supporto del CUEA hanno permesso di implementare in una zona priva di altre strutture universitarie <strong>una scuola di assoluta eccellenza<\/strong>, dove gli studenti possono usufruire di laboratori di avanguardia, di stage formativi, impianti sportivi, un\u2019ottima mensa e valide sistemazioni abitative, e ci\u00f2 senza che essi debbano sostenere alcun onere oltre al pagamento di normali tasse e contributi universitari;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l\u2019eccellenza della scuola si rispecchia nei <strong>risultati<\/strong>: il tasso di assenza dalle lezioni \u00e8 dell\u201911%, il tasso dei fuori corso \u00e8 del 7%, quello di abbandono \u00e8 appena del 10% a fronte di una media nazionale che supera il 60%, mentre a un mese dal diploma ben il 92,7% dei diplomati ha gi\u00e0 trovato un lavoro;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">anche la <strong>crescita continua del numero di iscritti<\/strong> va tenuta presente: 117 il primo anno (1996\/97), 228 il secondo, 286 il terzo, 309 il quarto, 358 il quinto e infine oltre 660 nell\u2019anno in corso; \u00e8 interessante notare che il 60% degli iscritti proviene da fuori del bacino naturale di utenza di Pinerolo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la totale positivit\u00e0 dell\u2019esperienza della SUMI \u00e8 riconosciuta anche in parecchi documenti ufficiali dell\u2019Universit\u00e0, la quale peraltro il 15 febbraio 2001 decideva la trasformazione dei diplomi universitari attivati in Pinerolo nei corrispondenti Corsi di Laurea Triennali di 1\u00ba livello; in tale occasione il preside della Facolt\u00e0 di Economia, <strong>prof. Daniele Ciravegna<\/strong> sottolineava come i corsi di Pinerolo \u00abpossano contare su risorse personali, reali e finanziarie fornite da enti pubblici e privati che hanno creduto nella bont\u00e0 degli iter formativi messi in campo; come sia essenziale che tale collaborazione e integrazione sia ulteriormente espansa sia perch\u00e9 alcuni punti degli iter formativi non possono essere realizzati in assenza di questa collaborazione (si pensi agli stage e alle testimonianze aziendali) sia perch\u00e9 questa \u00e8 la testimonianza dell\u2019effettiva rilevanza economica e sociale degli iter stessi\u00bb;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tali affermazioni sono confermate anche dal fatto che, nei cinque anni di funzionamento della SUMI, il CUEA ha sostenuto il 63,1% delle spese della scuola, la fondazione CRT (anch\u2019essa aderente al CUEA) il 15,2%, e l\u2019Universit\u00e0 solo il 21,7%, cifra peraltro inferiore ai soli contributi universitari versati gli iscritti alla SUMI, escluse dunque le tasse universitarie;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">improvvisamente, il 16 maggio 2001, il prof. Ciravegna mostrava un atteggiamento opposto, proponendo di \u00abfar riappropriare alla Facolt\u00e0 il pieno controllo\u00bbdei corsi di laurea riducendo quelli che definiva \u00absoggetti esterni che volessero collaborare, partecipare e sostenere i corsi stessi\u00bba semplici e passivi finanziatori, completamente esclusi da tutto ci\u00f2 che egli stesso aveva ben descritto e lodato appena sessanta giorni prima, proponendo infine di \u00abtrasferire il logo SUMI a una associazione costituita dalla stessa universit\u00e0 e dal CUEA\u00bb, svuotando per\u00f2 quel \u00ablogo\u00bb di gran parte del suo significato poich\u00e9 la Scuola universitaria non esisterebbe pi\u00f9 in quanto i corsi sarebbero interamente gestiti dalla Facolt\u00e0 di Torino;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il prof. Ciravegna motivava la proposta affermando che l\u2019associazione sarebbe\u00abistituzione giuridicamente pi\u00f9 forte\u00bb della convenzione (ma in questo caso privata dell\u2019oggetto del suo costituirsi) e le Scuole universitarie \u00absi presenterebbero meno forti della Facolt\u00e0, sul piano competitivo\u00bb (mentre i risultati della stessa SUMI dimostrano semmai l\u2019opposto);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">va sottolineato che nessun fatto nuovo era intervenuto nel tempo trascorso tra le due diversissime posizioni assunte dal prof. Ciravegna (e comunque nulla viene da lui stesso addotto al riguardo), tranne <strong>l\u2019esclusione del professore stesso dal Consiglio d\u2019Amministrazione del CUEA<\/strong>, per decisione della Fondazione CRT dalla quale era stato a suo tempo designato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lo stesso 16 maggio 2001 il presidente del CUEA, con una lettera al prof. Ciravegna ribadiva la posizione del Consorzio stesso favorevole alla conferma dell\u2019assetto gi\u00e0 collaudato, ricordando che tale assetto aveva permesso alla SUMI, oltre ai successi qui gi\u00e0 citati, di diventare <strong>sede della Summer School dell\u2019Accademia Italiana di Economia Aziendale<\/strong>, che raggruppa i docenti di ruolo su materie aziendalistiche di tutte le facolt\u00e0 italiane, e di essere inserita nel <strong>Comitato patrocinante il premio annuale \u00abArchimede\u00bb<\/strong> che offre un consistente premio in denaro alla migliore idea imprenditoriale proposta da un neo-imprenditore; \u00e8 comunque palese che i soggetti aderenti al consorzio perderebbero interesse a sostenere un\u2019iniziativa che li vedesse declassati a semplici, passivi e quasi coattivi finanziatori;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ciononostante, il 2 luglio 2001 il Senato Accademico dell\u2019Universit\u00e0 di Torino assumeva la Delibera \u00abModifiche di Statuto dell\u2019universit\u00e0 degli Studi di Torino &#8211; Titolo IV e V\u00bb in cui al nuovo articolo 50 si prevede che per la realizzazione delle attivit\u00e0 didattiche delle singole facolt\u00e0 possano essere costituite apposite strutture didattiche (in tutto analoghe alla gi\u00e0 esistente SUMI), ma allo stesso tempo <strong>si cancella la SUMI di Pinerolo dell\u2019elenco delle Strutture Didattiche Speciali, violando peraltro la convenzione Universit\u00e0 di Torino<\/strong> \u2013 CUEA che prevede, all\u2019articolo 12, una durata di tre anni a partire dal 1\u00ba novembre 1998, con proroga automatica salvo disdetta di una delle parti, da comunicarsi almeno sei mesi prima dalla scadenza, con garanzia, da entrambe le parti, di completare l\u2019ultimo ciclo di studi triennale avviato; a tutt\u2019oggi peraltro nessuna disdetta \u00e8 intervenuta; pertanto la convenzione andrebbe ritenuta valida fino al 31 ottobre 2004, con garanzia di completamento dell\u2019ultimo corso triennale avviato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in data 25 luglio 2001 il Consiglio di Facolt\u00e0 di Economia, in ulteriore violazione della convenzione, approvava la Delibera n.374, nella quale l\u2019attivazione in Pinerolo dei Corsi di laurea Triennale in Economia e Gestione dei servizi turistici, Economia e gestione delle Imprese e Gestione delle Amministrazioni pubbliche viene sottoposta alla condizione della stipula di una nuova Convenzione fra l\u2019Universit\u00e0 ed il CUEA, nelle forme imposte dalla facolt\u00e0 stessa, forse anche perch\u00e9 gran parte dei partecipanti al consiglio non era informato del fatto che ci\u00f2 significherebbe molto probabilmente <strong>la soppressione non solo della SUMI, come tale, ma anche dell\u2019attivazione dei corsi universitari in Pinerolo<\/strong>, che l\u2019Universit\u00e0 non sarebbe in grado di finanziare senza l\u2019apporto del CUEA, contrario a modificare in modo cos\u00ec rilevante l\u2019assetto attuale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">una lettera del Rettore del 24 luglio 2001 mitigava provvisoriamente e opportunamente le decisioni assunte, invitando la Facolt\u00e0 a non introdurre modifiche alla situazione in atto, quanto meno in attesa di apposito incontro trilaterale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tuttavia, <strong>solo il 5 settembre 2001 il Consiglio di facolt\u00e0 deliberava l\u2019attuazione presso la SUMI dei corsi per l\u2019anno 2001-2002<\/strong>, mettendo in grave difficolt\u00e0 la Scuola stessa che fino a poco prima dell\u2019inizio delle lezioni non ha avuto la certezza di poterle avviare;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">contestualmente il Consiglio fissava al 31 marzo 2002 il termine ultimo per \u00abvalutare l\u2019opportunit\u00e0 di continuare ad attivare per l\u2019anno accademico 2002-2003 i corsi di laurea in Pinerolo in relazione all\u2019avvenuto conseguimento dell\u2019accordo con il consorzio CUEA sulla configurazione dei reciproci rapporti che tenga del nuovo <em>(sic! Si deve intendere \u00abtenga conto\u00bb) <\/em>ordinamento didattico universitario e della nuove <em>(sic!) <\/em>esigenze di impostazione istituzionale della collaborazione tra Universit\u00e0 ed enti esterni, pubblici e privati\u00bb;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il 3 settembre l\u2019interrogante aveva fatto pervenire al Rettore una lettera a difesa della SUMI, in cui si sottolineava <strong>l\u2019importanza di tale istituzione per la citt\u00e0 di Pinerolo e per tutto il territorio circostante<\/strong>, oltre che la valenza nazionale di tale esperienza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a fronte di una situazione di assoluta emergenza per la sopravvivenza della Scuola, il CUEA, in data 8 novembre 2001, depositava presso il <strong>TAR <\/strong>un ricorso avverso i diversi atti del Senato accademico e del Consiglio di Facolt\u00e0 di Economia che tendono a sopprimere la SUMI, ravvisando in essi <strong>eccesso di potere per contraddittoriet\u00e0 con precedenti manifestazioni di volont\u00e0 dell\u2019Amministrazione<\/strong>, eccesso di potere per insanabile contrasto con la Convenzione 25 novembre 1998 ormai rinnovata per un ulteriore triennio, eccesso di potere per difetto di motivazione in ordine alle ragioni di interesse pubblico che hanno condotto alla cancellazione della SUMI dalle Strutture didattiche speciali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">al di l\u00e0 della fondatezza giuridica del ricorso, che all\u2019interrogante pare salda, l\u2019atto dimostra nel modo pi\u00f9 evidente l\u2019indisponibilit\u00e0 del CUEA ad ottemperare alle pretese della Facolt\u00e0 di Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Torino e, dunque, che un perdurare dell\u2019atteggiamento della Facolt\u00e0 porterebbe all\u2019annullamento di ogni attivit\u00e0 a Pinerolo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ci\u00f2 nondimeno, il CUEA non tralasciava nulla che potesse portare ad un accordo consensuale, formulando, anche per iscritto il 29 novembre 2001, proposte per una maggiore partecipazione della Facolt\u00e0 alla vita della SUMI, rendendosi disponibile all\u2019inserimento di due nuove vicepresidenze della Scuola, da assegnare alla Facolt\u00e0 e all\u2019Ateneo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il prof. Ciravegna rispondeva il 18 dicembre biasimando innanzitutto la mancanza di \u00abalcuna traccia di apertura da parte del Consorzio\u00bb e le \u00abposizioni di chiusura\u00bb da lui ad esso attribuite; nel prosieguo della sua missiva l\u2019illustre docente ribadisce i \u00abdue punti irrinunciabili per la Facolt\u00e0 e per l\u2019Ateneo\u00bb: la <strong>soppressione della SUMI quale struttura didattica speciale accompagnata dall\u2019istituzione di un\u2019associazione tra Universit\u00e0 e CUEA, che vincoli \u00ab<em>ex ante<\/em>\u00bb quest\u2019ultimo a mettere a disposizione le risorse necessarie al progetto formativo<\/strong>, la cui responsabilit\u00e0 \u00abnon pu\u00f2 che essere della Facolt\u00e0\u00bb che deve scegliere anche il modello organizzativo; non mancano nella lettera espressioni irriguardose nei confronti del CUEA (\u00abnon mi sorprende perch\u00e9 non \u00e8 la prima volta che ci si lascia con una larvata apertura e poi ci si ritrova poco dopo sulle solite posizioni di chiusura\u00bb) e un\u2019aperta per quanto generica messa in dubbio della validit\u00e0 dell\u2019esperienza SUMI, in particolare della significativit\u00e0 del raddoppio di iscrizioni nell\u2019ultimo anno, da lui attribuita all\u2019istituzione dei nuovi corsi di laurea triennali (che ha avuto per\u00f2 effetti ben pi\u00f9 modesti sulle iscrizioni alla Facolt\u00e0 direttamente gestita dal prof. Ciravegna);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">l\u2019intera vicenda rimaneva oggetto di un <strong>prudente riserbo da parte di tutti i soggetti coinvolti<\/strong>, per non allarmare gli studenti e le loro famiglie, finch\u00e9 un brillante servizio del settimanale locale \u00abL\u2019eco del Chisone\u00bb, nel numero del 10 gennaio 2002 rendeva nota l\u2019incresciosa situazione, suscitando un unanime sostegno al proseguimento della positiva esperienza della SUMIi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il prof. Ciravegna rispondeva al servizio giornalistico con una <strong>lettera al direttore<\/strong>, pubblicata il 17 gennaio 2002, in cui esordisce accusando il giornalista (che ha riferito i semplici fatti) di errori e scorrettezza; i presunti \u00aberrori\u00bb gli offrono per\u00f2 la conferma di una \u2013 questa s\u00ec presunta e, a suo parere grave \u2013 colpa della SUMI, di aver \u00absempre cercato di presentarsi come qualcosa di separato dalla facolt\u00e0 di Economia\u00bb; afferma poi che, con una pi\u00f9 chiara appartenenza alla facolt\u00e0 torinese, gli studenti di Pinerolo \u00abpotranno competere con i laureati di Torino\u00bb (competizione peraltro priva di interesse per gli studenti della SUMI che trovano lavoro molto pi\u00f9 facilmente dei loro colleghi, che secondo il suddetto illustre economista godrebbero in partenza di maggiore considerazione); la missiva contiene poi alcune gratuite affermazioni nei confronti del presidente della SUMI, prof. Umberto Bocchino (neppure citato nell\u2019articolo che ha dato origine alla lettera in quesitone), velatamente bollato di assenteismo (Ciravegna scrive che era contrario alle delibere del Consiglio di Facolt\u00e0 \u00abquando era presente\u00bb), nonch\u00e9 di \u00abposizione di profondo disaccordo con le scelte strategiche della facolt\u00e0 che lo ha espresso\u00bb; si chiude infine con neanche troppo velate accuse alla SUMI di immobilismo e chiusura: \u00abinnovare per crescere, questo dovrebbe essere la parola d\u2019ordine di una scuola che deve e vuole insegnare il management!\u00bb;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il passaggio pi\u00f9 sconcertante di detta lettera \u00e8 per\u00f2 quello in cui si afferma che alla nuova associazione \u00abpotranno affluire anche tutti i contributi che gli studenti pagano\u00bb, mentre all\u2019attuale SUMI oggi \u00abaffluisce solo la quota parte dei contributi che il Consiglio di amministrazione dell\u2019universit\u00e0 di Torino decide autonomamente anche sulla base delle esigenze di bilancio dell\u2019ateneo nel suo insieme\u00bb;ci\u00f2 per un verso \u00e8 in contrasto con la convenzione (la quale prevede il trasferimento alla Scuola da parte dell\u2019Universit\u00e0 di tutte le risorse finanziarie derivanti dai contributi universitari versati dagli studenti della scuola stessa); per altro verso tali parole sembrano evidenziare che il supporto finanziario da parte dell\u2019ateneo non viene influenzato da accordi trasparenti e liberamente assunti dalle parti n\u00e9 dalle reali esigenze di carattere gestionale e didattico, ma da altre considerazioni; va da s\u00e9 che tale lettera ha causato vivo stupore e perplessit\u00e0 tra gli studenti, le loro famiglie e la popolazione locale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">alla luce di quanto esposto risulta una presente situazione di disagio e disorientamento da parte di studenti, finanziatori e sostenitori della SUMI, un incombente pericolo di soppressione di corsi di grande successo e di una realt\u00e0 che non solo offre un insostituibile servizio di istruzione pubblica, ma addirittura finisce per rendere anzich\u00e9 costare all\u2019ateneo di Torino,<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">si chiede di sapere:<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">quale fondamento abbia la citata affermazione del Consiglio di facolt\u00e0 di Economia di Torino, secondo il quale la pretesa di sopprimere la SUMI sarebbe necessaria per avere una \u00abconfigurazione dei reciproci rapporti che tenga conto del nuovoordinamento didattico universitario e delle nuove esigenze di impostazione istituzionale della collaborazione tra Universit\u00e0 ed enti esterni, pubblici e privati\u00bb;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">se, stanti la carenza di laureati che affligge il Paese, in particolare nel settore economico, gli alti tassi medi di abbandono universitario, la forte necessit\u00e0 di reperire nuove risorse finanziarie in questo settore, non si ritenga che un\u2019esperienza come quella della SUMI che presenta <strong>un bassissimo tasso di abbandono scolastico, un\u2019alta produttivit\u00e0 di laureati, nessun costo gravante sull\u2019erario e anzi un apporto di ben 905.000 euro nell\u2019ultimo anno provenienti dal privato a un istituto di istruzione pubblica, e addirittura un saldo attivo a favore delle casse dell\u2019ateneo di Torino<\/strong>, vada tutelata, valorizzata, presa ad esempio, anzich\u00e9 ostacolata e minacciata nella sua sopravvivenza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo sull\u2019esperienza SUMI, in quanto collaborazione tra pubblico e privato, tra istruzione e mondo del lavoro e delle imprese, tra universit\u00e0 ed enti locali, anche alla luce della linea che intende seguire a livello nazionale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">se ritenga di compiere atti conoscitivi o ispettivi sia per verificare la veridicit\u00e0 di quanto sopra esposto sia per trovare ulteriori elementi utili a meglio valutare la situazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scuola di eccellenza i cui laureati trovano un lavoro a un mese dal diploma, sostenuta da 150 aziende ed 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