{"id":56708,"date":"2015-07-21T14:10:33","date_gmt":"2015-07-21T14:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2015\/07\/21\/riforma-della-rai-si-scrive-via-i-partiti-dalla-rai-e-si-legge-via-gli-altri-partiti\/"},"modified":"2015-07-21T14:10:33","modified_gmt":"2015-07-21T14:10:33","slug":"riforma-della-rai-si-scrive-via-i-partiti-dalla-rai-e-si-legge-via-gli-altri-partiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2015\/07\/21\/riforma-della-rai-si-scrive-via-i-partiti-dalla-rai-e-si-legge-via-gli-altri-partiti\/","title":{"rendered":"Riforma della RAI: si scrive \u00abVia i Partiti dalla RAI\u00bb e si legge \u00abVia gli altri Partiti\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Se c&#8217;\u00e8 qualcosa da riformare nella RAI, questo \u00e8 l&#8217;aspetto imprenditoriale e non l&#8217;ulteriore rafforzamento della presenza &#8211; gi\u00e0 preponderante &#8211; del Governo<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione sulla riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vent&#8217;anni fa veniva lanciata da alcuni giornalisti della RAI la campagna \u00abAbbonato alza la voce\u00bb. Il timore espresso da alcuni di essi, diversi dei quali sono poi entrati in politica &#8211; direi direttamente, nel senso che si sono candidati tutti nella Sinistra &#8211; era dovuto a presunte invasioni di campo da parte del Governo che, per alcuni mesi dell&#8217;anno precedente, era stato presieduto da Silvio Berlusconi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 il punto che fu sollevato da quei giornalisti, appoggiati da noti sindacati all&#8217;interno della RAI? <strong>Il timore era che l&#8217;Esecutivo esercitasse un potere eccessivo sul servizio pubblico<\/strong>, minandone il pluralismo e andando verso una situazione che metteva addirittura in pericolo la democrazia. Ora, non si devono sottovalutare ragionamenti di questo tipo, perch\u00e9 in essi sono adombrate cose che si discutono gi\u00e0 da molto tempo, da molto prima che esistesse la televisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nientemeno che Thomas Jefferson, vissuto parecchio prima della televisione e anche della radio, diceva che, per il buon funzionamento di una democrazia, occorrevano due cose: <strong>istituzioni democratiche che funzionassero e mezzi d&#8217;informazione affidabili e plurali<\/strong>. Lo scriveva nel XVIII secolo, quasi duecentocinquant&#8217;anni fa, e credo che sicuramente fosse uno che di democrazia se ne intendeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo un salto fino ad oggi, io ho vissuto diverse volte l&#8217;esperienza molto interessante di osservatore internazionale per le elezioni in alcuni Paesi. Tali missioni sono pi\u00f9 frequenti nei Paesi di recente democrazia, ma sono state fatte anche in Paesi di democrazia assai pi\u00f9 lunga e, almeno in teoria, solida. Dagli osservatori vengono considerate due cose. Gli osservatori a breve termine arrivano sul posto proprio per le operazioni di voto e vanno a controllare i seggi. Essi sono un po&#8217; come gli osservatori dei Partiti nei nostri seggi elettorali: possono costatare le condizioni di voto e devono compilare dei rapporti che, poi, vengono gestiti dalle organizzazioni internazionali a ci\u00f2 preposte, per conglobare i dati. Le domande riguardano ovviamente la regolarit\u00e0 del voto, se \u00e8 garantita la sua segretezza, se c&#8217;\u00e8 tensione nei seggi, se ci sono persone armate al loro interno o se viene fatta propaganda elettorale all&#8217;interno dei seggi o nelle immediate vicinanze. Questo \u00e8 un aspetto molto importante perch\u00e9, se il voto \u00e8 effettuato in condizioni di coercizione, non si pu\u00f2 parlare di elezioni regolari. Esistono per\u00f2 anche gli osservatori a lungo termine, alcuni dei quali arrivano tre mesi prima delle elezioni &#8211; sono pochi, ovviamente, perch\u00e9 si pone anche una questione di fondi e di personale &#8211; e altri il mese prima, per osservare <strong>l&#8217;insieme del funzionamento dei mezzi di informazione<\/strong>. Ci\u00f2 fa, infatti, parte delle elezioni perch\u00e9 se, dal punto di vista tecnico, il giorno delle elezioni si pu\u00f2 votare liberamente per il Partito di Governo o per uno di opposizione ma, nel mese o nei mesi precedenti i mezzi di informazione sono stati, a senso unico o quasi, a favore del Governo, la democrazia c&#8217;\u00e8 solo dal punto formale mentre, dal punto di vista sostanziale, \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, i rapporti per giudicare la regolarit\u00e0 delle elezioni non si limitano al fatto tecnico, ma si estendono a un&#8217;analisi sull&#8217;uso dei mezzi di informazione. Naturalmente, queste analisi &#8211; mi riferisco agli altri Paesi &#8211; vengono fatte su tutti i mezzi di informazione, di propriet\u00e0 sia pubblica che privata. Sappiamo che in alcuni Paesi non esistono mezzi di informazione di propriet\u00e0 pubblica, mentre in altri sono la totalit\u00e0 o quasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, in Italia, la RAI svolge un servizio importantissimo; \u00e8 stata molto a lungo monopolista e credo sia una grande cosa aver superato tale monopolio &#8211; grazie a molte piccole reti televisive private, ostacolate in mille modi da burocrazia e leggi, e anche alle televisioni di Silvio Berlusconi che, in questo modo, ha contribuito al pluralismo. <strong>Che cosa diremmo di un Paese in cui i quotidiani, i giornali o i settimanali possono essere solo di propriet\u00e0 dello Stato?<\/strong> Eppure, dal punto di vista televisivo, questa era l&#8217;Italia fino a pochi anni fa, ovvero fino a 40 anni fa o anche meno. Ci furono poi i famosi episodi di oscuramento dei ripetitori, a proposito dei quali l&#8217;attenzione di alcune rievocazioni storiche piuttosto approssimative \u00e8 rivolta al decreto che mise fino a tale oscuramento e non al fatto che <strong>dei mezzi di informazione importantissimi, che garantivano il pluralismo, erano stati chiusi per la decisione di un singolo magistrato e di una singola Procura<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, il fatto che l&#8217;Esecutivo non debba e non possa avere un&#8217;influenza preponderante o un eccesso di potere sul servizio pubblico &#8211; figuriamoci poi su eventuali altri mezzi di informazione &#8211; \u00e8 molto importante. Su questo aspetto sono facili gli <em>slogan<\/em>, come: \u00abBasta con la lottizzazione! Nominiamo persone <em>super partes<\/em>, come i professori e i Presidenti di Corte Costituzionale\u00bb. Per\u00f2, grazie al Cielo, anche i professori universitari e persino i giudici costituzionali hanno le loro idee politiche; e pensare che i garanti sono saggi mentre, degli altri, c&#8217;\u00e8 poco da fidarsi, riflette una mentalit\u00e0 poco democratica. La democrazia \u00e8 proprio il confronto delle idee e vale non solo per coloro che partecipano alle competizioni elettorali &#8211; i Partiti e i candidati &#8211; ma anche per i mezzi di informazione. In caso contrario, ci si accontenta di un giornale unico, come il \u00abQuotidiano del popolo\u00bb &#8211; in una grande Nazione esiste ancora &#8211; che va bene per tutti ma, soprattutto, per coloro che lo controllano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo, dunque, che il lavoro svolto in Commissione sia molto importante, ed \u00e8 normale che essa sia stata messa in condizione di poter lavorare. Ritengo estremamente grave quando ci\u00f2 viene invece impedito, come pi\u00f9 volte \u00e8 accaduto in questa legislatura, presentando provvedimenti all&#8217;Assemblea su cui la Commissione non vi ha potuto lavorare. In Assemblea, poi, si pu\u00f2 lavorare ancora di meno, perch\u00e9 &#8211; di solito &#8211; su di essi viene posta la fiducia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro \u00e8 stato importante, perch\u00e9 si \u00e8 passati da un approccio in confronto al quale anche le caricature delle cosiddette occupazioni dei posti, denunciate dalle varie campagne quali \u00abAbbonato alza la voce\u00bb, impallidiscono, a qualcosa che, a quanto pare, \u00e8 un po&#8217; meno inaccettabile. Il tutto \u00e8 stato fatto con lo <em>slogan<\/em> <strong>\u00abVia i Partiti dalla RAI\u00bb, e cio\u00e8 \u00abVia <em>gli altri<\/em> Partiti\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene che questo \u00e8 un vecchio trucchetto &#8211; o, piuttosto, un vecchio sotterfugio &#8211; per cui gli altri sono i Partiti, quelli brutti e cattivi, mentre invece il Partito al quale si appartiene magari si chiama movimento, o semplicemente \u00e8 il proprio Partito, magari il Partito del Presidente del Consiglio. Di conseguenza, gli altri sono brutti e cattivi, mentre quello, invece, rappresenta la somma di ogni sapienza umana. Se anche fosse, sarebbe bene che questa grande sapienza non restasse concentrata in un solo soggetto politico, ma fosse affidata al pluralismo, alla concorrenza e alla competizione tra le idee che i cittadini esprimono, in modo valido dal punto di vista delle garanzie costituzionali, nelle elezioni allorquando viene formato il Parlamento &#8211; che ha un pluralismo al suo interno e vede rappresentate diverse opinioni. Di contro, il Governo, per sua natura, \u00e8 una coalizione o addirittura pu\u00f2 essere sostenuto da un solo Partito, ragion per cui non garantisce il pluralismo. Ecco il motivo molto semplice per cui meglio i Partiti che il Partito. E, naturalmente, sarebbe importante riservare un grande spazio per quelli bravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata citata prima da un collega del Movimento 5 Stelle l&#8217;abitudine secondo cui <strong>un tempo &#8211; nella cosiddetta prima Repubblica &#8211; nelle assunzioni si prendeva un democristiano, un comunista, un socialista e uno bravo<\/strong>. Era Sandro Curzi a dirlo, se non sbaglio, ovvero una persona chiaramente impegnata in politica in un partito di nome Comunista. Indubbiamente ci dovrebbero essere anche selezioni per merito (e solo per quello). Ma <strong>pensare che un soggetto, solo perch\u00e9 non \u00e8 scelto attraverso i meccanismi parlamentari o para-parlamentari, sia <em>super partes<\/em> \u00e8 veramente una furberia<\/strong> &#8211; si pensa di avere una prevalenza in quelle categorie cosiddette <em>super partes<\/em> &#8211; <strong>oppure una ingenuit\u00e0 clamorosa<\/strong>. Ci devono essere contrappesi ed organi di garanzia. E organo di garanzia non pu\u00f2 essere un amministratore delegato nominato dal Governo, come &#8211; spero di poter dire &#8211; si prevedeva nel testo originario. Ci deve essere &#8211; s\u00ec &#8211; un amministratore, ma non pu\u00f2 essere il monopolista: non pu\u00f2 avere completamente in mano la televisione, la radio, il servizio pubblico perch\u00e9, altrimenti, il pluralismo viene meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati pubblicati dall&#8217;Autorit\u00e0 per le Garanzie nelle Comunicazioni dicono quanto tempo di video e di parola hanno gli esponenti dei vari Partiti. Ebbene, c&#8217;\u00e8 sempre un certo occhio di riguardo per il Partito Democratico: proprio nel mese di giugno appena trascorso, il Partito Democratico \u00e8 stato, come tale, sopra il 40 per cento (\u00e8 parecchio di pi\u00f9 del suo peso elettorale, espresso sia nelle ultime elezioni valide &#8211; quelle per il Parlamento, dove ebbe il 24 per cento &#8211; che nelle ultime consultazioni avvenute). Ma, soprattutto, c&#8217;\u00e8 lo spazio dedicato alle figure istituzionali: <strong>la persona del Presidente del Consiglio rasenta da sola addirittura il 50 per cento, cui si aggiunge il 20 per cento del Governo da lui presieduto<\/strong>. <strong>Seguono il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera: tutti espressione dei Partiti di Sinistra<\/strong>. La maggioranza ha, quindi, uno spazio estremamente importante. Questo, si badi, \u00e8 quanto avviene nella situazione di oggi, quindi non c&#8217;\u00e8 davvero bisogno di rafforzare il potere &#8211; magari anche solo occulto, per cos\u00ec dire &#8211; derivante da un certo prestigio, dal fascino che pu\u00f2 esercitare su giornalisti anche adamantini il fatto che ci sia qualcuno che il potere lo ha e spesso lo esercita anche con pochi scrupoli. <strong>Se c&#8217;\u00e8 bisogno di rafforzare qualcosa nella gestione della RAI<\/strong> &#8211; che \u00e8 una grande azienda con pi\u00f9 di 11.000 dipendenti, che costa agli italiani e quindi deve rendere al meglio &#8211; questo pu\u00f2 essere fatto dal punto di vista imprenditoriale, per lanciare iniziative e per determinare dei miglioramenti nell&#8217;efficienza della produzione, ma <strong>non vi pu\u00f2 essere l&#8217;estensione dei poteri di nomina<\/strong> e cio\u00e8 la collocazione delle persone che hanno questa o quella simpatia politica &#8211; che poi, ovviamente, \u00e8 sempre quella pi\u00f9 vicina al Governo perch\u00e9, altrimenti, non si capisce perch\u00e9 il Governo dovrebbe tenere cos\u00ec tanto ad avere un amministratore delegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esprimo quindi gratitudine a coloro che hanno lavorato in Commissione, in particolare ai Colleghi della componente di Forza Italia, e spero che in Assemblea si arrivi a una definizione pi\u00f9 accettabile, perch\u00e9 <strong>non sarebbe davvero accettabile che in una situazione attuale, nella quale c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 una preponderanza<\/strong> (si diceva prima che il Presidente del Consiglio vantava una presenza di sei ore alla settimana nelle principali televisioni), <strong>si rafforzasse addirittura questa presenza<\/strong>. Direi che sarebbe un bene anche per lui perch\u00e9, alla lunga, il troppo pu\u00f2 stancare e ciascuno deve essere giudicato equanimemente &#8211; e, cio\u00e8, devono anche comparire le opinioni degli altri e non ci deve essere un eccesso di esposizione, perch\u00e9 altrimenti c&#8217;\u00e8 il rischio che si arrivi al riflesso condizionato, che \u00e8 proprio l&#8217;opposto della scelta responsabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 qualcosa da riformare nella RAI, questo \u00e8 l&#8217;aspetto imprenditoriale e non l&#8217;ulteriore rafforzamento della presenza &#8211; gi\u00e0 preponderante 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