{"id":56869,"date":"2012-06-13T12:00:31","date_gmt":"2012-06-13T12:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2012\/06\/13\/riforma-costituzionale-visto-che-si-da-tutto-questo-potere-al-governo-sarebbe-opportuno-che-lesecutivo-fosse-indicato-direttamente-dai-cittadini-nella-persona-del-capo-del-governo\/"},"modified":"2012-06-13T12:00:31","modified_gmt":"2012-06-13T12:00:31","slug":"riforma-costituzionale-visto-che-si-da-tutto-questo-potere-al-governo-sarebbe-opportuno-che-lesecutivo-fosse-indicato-direttamente-dai-cittadini-nella-persona-del-capo-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2012\/06\/13\/riforma-costituzionale-visto-che-si-da-tutto-questo-potere-al-governo-sarebbe-opportuno-che-lesecutivo-fosse-indicato-direttamente-dai-cittadini-nella-persona-del-capo-del-governo\/","title":{"rendered":"Riforma costituzionale: visto che si d\u00e0 tutto questo potere al Governo, sarebbe opportuno che l&#8217;Esecutivo fosse indicato direttamente dai Cittadini, nella persona del Capo del Governo"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Sarebbe utile avere una persona che sia responsabile davanti al Popolo e investita dal Popolo di determinati poteri<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione di disegni di legge di modifica costituzionale<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il compito che l&#8217;attuale legislatura si \u00e8 assunta \u00e8 un ulteriore tentativo di intervenire sulla nostra Carta costituzionale; tentativo che non \u00e8 certo il primo: ve ne sono stati numerosi, che per\u00f2 non arrivarono a un risultato e neppure all&#8217;approvazione parlamentare di una riforma ampia della Costituzione, bens\u00ec di parti importanti di essa. Ci\u00f2 fino al <strong>2005<\/strong>, quando la allora maggioranza, che sosteneva il Governo Berlusconi, arriv\u00f2 a una modifica della Costituzione che comprendeva la <strong>riduzione del numero dei parlamentari<\/strong>, una specializzazione dei ruoli delle due Camere con una <strong>velocizzazione del processo legislativo<\/strong>, un <strong>rafforzamento<\/strong> &#8211; sia pure molto blando &#8211; <strong>dei poteri del Capo del Governo<\/strong> e una <strong>rimodulazione delle competenze delle Regioni rispetto allo Stato<\/strong> dove, accanto ad alcuni elementi in cui si chiariva la piena competenza delle Regioni, ve ne erano diversi altri che rientravano nella competenza dello Stato (faccio un solo esempio: la ricerca scientifica tornava &#8211; ritengo davvero appropriatamente &#8211; di competenza dello Stato, perch\u00e9 \u00e8 una cosa che dovrebbe addirittura essere fatta a livello europeo. L&#8217;attuale Costituzione, cos\u00ec come modificata nel 2001, invece la riserva alle Regioni). Pertanto, <strong>il risultato era gi\u00e0 stato raggiunto. Fu bocciato dal <em>referendum<\/em> popolare tenutosi il 25 giugno 2006<\/strong>, e, da allora, evidentemente, non \u00e8 stato pi\u00f9 possibile arrivare ad un risultato di questo genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scorsa legislatura \u00e8 stata breve per una maggioranza molto risicata. Nondimeno, si fece un certo lavoro; ma, certo, pi\u00f9 che i tempi, mancavano le condizioni politiche per arrivare all&#8217;approvazione di una riforma costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa legislatura ci siamo assunti questo compito e si \u00e8 arrivati a un testo che oggi viene portato all&#8217;attenzione dell&#8217;Aula. <strong>Questo testo \u00e8 molto simile a quello approvato nel 2005<\/strong>. Non contiene una rimodulazione delle competenze tra Regioni e Stato (ma forse meglio sarebbe stato che la contenesse), ma contiene una rimodulazione dei poteri di Camera e Senato certamente diversa rispetto al 2005 (specializzandone i ruoli e velocizzando il processo legislativo). Viene portato avanti dalla maggioranza che sostiene l&#8217;attuale Governo, evidentemente molto pi\u00f9 ampia delle maggioranze che hanno sostenuto altri Governi: non solo quello della scorsa legislatura, naturalmente, ma anche i Governi di centrodestra di due legislature fa. Pertanto, \u00e8 certamente con legittima soddisfazione che torniamo a manifestare, come Popolo della Libert\u00e0, il nostro orientamento favorevole e il nostro sostegno &#8211; soprattutto per il lavoro effettuato in Commissione negli incontri che si sono avuti con le altre forze politiche per arrivare a una nuova formulazione della nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, il punto pi\u00f9 sottolineato di questi tempi \u00e8 la <strong>riduzione del numero dei parlamentari<\/strong>, una riduzione che, come ha detto molto bene prima di me il senatore Boscetto, va motivata e trae i suoi veri motivi dalla esigenza di una maggiore snellezza degli organi costituzionali (perch\u00e9 dalle dimensioni totali di Camera e Senato derivano le dimensioni delle Commissioni) e dalla nuova situazione che si \u00e8 venuta a creare con un conferimento di poteri notevole alle Regioni rispetto a quanto avveniva nel 1948, quando le Regioni erano s\u00ec presenti in Costituzione ma non erano state di fatto costituite e attivate &#8211; fatte salve quelle a Statuto speciale. Naturalmente, di questi tempi viene venduto soprattutto l&#8217;aspetto fondamentale del <strong>risparmio nel ridurre il numero dei parlamentari<\/strong>. E qui vale la pena di cogliere l&#8217;occasione per fare chiarezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I parlamentari nel loro insieme &#8211; tutti i deputati e tutti i senatori, inclusi quelli a vita &#8211; hanno un costo di <strong>217 milioni di euro l&#8217;anno<\/strong>. Pertanto, \u00e8 una somma non proprio decisiva nel bilancio dello Stato, che si aggira intorno ai 700 miliardi, cio\u00e8 una somma migliaia di volte superiore. Perci\u00f2, va anche specificato che, nell&#8217;insieme, i parlamentari hanno un costo (che \u00e8 cosa ben diversa dallo stipendio o dal compenso: lo si chiami come si preferisce) che \u00e8 <strong>equivalente<\/strong>, complessivamente, <strong>a 30 centesimi al mese per ogni Italiano<\/strong>. Il singolo parlamentare costa a ogni Italiano un centesimo ogni 31 mesi. Pertanto, ben venga anche il risparmio di qualche decina di milioni all&#8217;anno, che deriver\u00e0 dalla riduzione del numero dei parlamentari, ma cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. <strong>Il bilancio dello Stato \u00e8 di circa 700 miliardi e il costo dei parlamentari \u00e8 di poco pi\u00f9 di 200 milioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo anche di ricordare, a chi sta cavalcando molto facilmente questa ondata di pessima informazione (se non, addirittura, la campagna di <em>odio<\/em> che \u00e8 stata gestita in questi mesi) quale \u00e8 la situazione negli altri Paesi europei. Con questa riforma, l&#8217;Italia sar\u00e0 al secondo posto nella graduatoria dei Paesi con il pi\u00f9 basso numero di parlamentari rispetto alla popolazione. Oggi, con la Costituzione vigente e con il Parlamento in carica, c&#8217;\u00e8 un parlamentare (intendendo deputati e senatori) ogni 60.000 italiani: con la riforma, ce ne sar\u00e0 uno ogni 78.000 italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto agli altri Paesi europei dell&#8217;Unione europea (per rapidit\u00e0 io ho qui dati limitati alla sola area euro), la Spagna ha un parlamentare ogni 75.000 abitanti, i Paesi Bassi hanno un parlamentare ogni 70.000 abitanti, la Francia ha un parlamentare ogni 65.000 abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi tre Paesi &#8211; Spagna, Olanda e Francia &#8211; erano gli unici, oltre alla Germania, ad avere un rapporto tra elettori ed eletti pi\u00f9 basso di quello italiano. Oggi il rapporto italiano \u00e8 pi\u00f9 alto; in altre parole, ci sono meno parlamentari a parit\u00e0 di numero di cittadini. Vorrei fornire i dati degli altri Paesi. Ripeto, l&#8217;Italia con questa riforma avr\u00e0 un parlamentare ogni 78.000 abitanti; il Belgio ne avr\u00e0 uno ogni 46.000, la Finlandia uno ogni 25.000, la Slovenia uno ogni 15.000, per non parlare di Malta &#8211; un Paese molto piccolo ma pur sempre uno Stato indipendente &#8211; con un parlamentare ogni 6.000 abitanti. Facciamo un paragone, ad esempio, con la Finlandia: <strong>se l&#8217;Italia avesse lo stesso rapporto tra eletti ed elettori della Finlandia, dovrebbe avere un Parlamento di 2.200 membri<\/strong>. Pertanto, si pu\u00f2 parlare di riduzione dei parlamentari, di Camere con 400, 300, 200 o 100 membri: tutto si pu\u00f2 fare. Si pu\u00f2 provare a prendere in giro gli Italiani in molti modi &#8211; e uno che va molto di moda \u00e8 questo &#8211; ma, per l&#8217;appunto, \u00e8 una presa in giro, non una cosa seria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei, ora, parlare di una questione oggetto di forte dibattito in questi giorni, cio\u00e8 della proposta formulata dal Popolo della Libert\u00e0 di introdurre in questa legislatura <strong>l&#8217;elezione diretta del Capo dello Stato<\/strong>, evidentemente con conseguenti riflessi sulle dinamiche esistenti tra il Presidente della Repubblica e il Governo. C&#8217;\u00e8 chi dice che bisogna parlarne con calma, che dobbiamo costituire delle Commissioni, magari fare un <em>referendum<\/em>; chi dice invece che \u00e8 troppo tardi, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta \u00e8 stata formulata, mi sembra, due settimane fa; oggi \u00e8 il 13 giugno, e abbiamo sicuramente almeno dieci mesi prima delle prossime elezioni. Vorrei ricordare che, negli altri grandi Paesi, non ci vogliono di solito quattro-\u00adcinque anni per modificare una Costituzione. <strong>La Costituzione tedesca<\/strong> vide iniziare i suoi lavori il 10 agosto 1948, in una situazione evidentemente estremamente difficile &#8211; con la Germania distrutta dai bombardamenti, divisa per l&#8217;occupazione da parte dell&#8217;Unione sovietica della Germania Est, a sua volta divisa tra le tre potenze occidentali che la occupavano. Bene, il 10 agosto 1948 iniziarono i lavori (come dire che noi siamo molto in anticipo, essendo a giugno e non ad agosto) e il 12 maggio 1949 fu approvata definitivamente la Legge fondamentale &#8211; che non vollero chiamare Costituzione ma <em>Grundgesetz<\/em>, per sottolineare la provvisoriet\u00e0 di questo ordinamento, in attesa dell&#8217;unificazione. Questa arriv\u00f2 quarant&#8217;anni dopo, e ci si trov\u00f2 cos\u00ec bene con la vecchia Costituzione che non la si cambi\u00f2 ma si modific\u00f2 semplicemente il territorio su cui essa veniva applicata. Per cui, se ci sono riusciti i tedeschi a fare una Costituzione dal nulla &#8211; perch\u00e9 venivano dal nazismo, in un periodo di ricostruzione, povert\u00e0, occupazione di potenze straniere nel Paese &#8211; credo che ce la possiamo fare anche noi a fare una modifica, non certo di tutta la Costituzione, ma di alcuni articoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo ora della <strong>Costituzione oggi vigente in Francia<\/strong>. L&#8217;attuale Costituzione francese vide iniziare i suoi lavori in realt\u00e0 molto dopo, ma la sua origine va fatta risalire al 1\u00b0 giugno 1958, quando Charles De Gaulle fu nominato Presidente del Consiglio. Il 4 giugno, tre giorni dopo, nomin\u00f2 un gruppo ristretto per iniziare a studiare le possibilit\u00e0 di elaborare una nuova Carta costituzionale. Il 15 luglio si convoc\u00f2 il comitato consultivo, che il 15 agosto chiuse i suoi lavori. Cio\u00e8, pi\u00f9 o meno supponendo che l&#8217;inizio dell&#8217;<em>iter<\/em> di questa riforma debba farsi risalire a quando Berlusconi e Alfano hanno presentato questa proposta (in realt\u00e0 ci lavoriamo da mesi, direi da anni), abbiamo una partenza simile a quella della riforma costituzionale francese del 1958, che vide terminare i propri lavori il 15 agosto; dovendo poi per il loro ordinamento svolgere un <em>referendum,<\/em> lo indissero il 28 settembre. Ebbene, i francesi ce l&#8217;hanno fatta in due mesi (ci sono voluti tre mesi e mezzo perch\u00e9 c&#8217;era il <em>referendum<\/em>): forse anche noi siamo capaci di farlo nei mesi molto pi\u00f9 numerosi che abbiamo davanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo considerare anche la <strong>Costituzione degli Stati Uniti d&#8217;America <\/strong>che, con pochissime modificazioni, dura ormai da pi\u00f9 di 220 anni e ha accompagnato quella Nazione da quando era un insieme di colonie marginali ribelli alla corona inglese fino a diventare la pi\u00f9 grande potenza mondiale, passando da 13 Stati a 50. Una Costituzione che, quindi, ha funzionato bene. La Convenzione per redigere la Costituzione fu convocata all&#8217;inizio di maggio del 1787. Ci vollero venti giorni per raggiungere il numero legale perch\u00e9, all&#8217;epoca, i trasporti non erano ancora cos\u00ec agevoli ed era uno Stato giovanissimo con mille carenze. Il 25 maggio iniziarono i lavori e il 17 settembre furono completati: in poco pi\u00f9 di tre mesi delinearono un sistema che &#8211; dopo 220 anni, ripeto &#8211; \u00e8 ancora funzionante e ha permesso a un Paese di diventare la pi\u00f9 grande potenza del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, quando si dice che &#8220;ci vuole tempo&#8221; \u00e8 un&#8217;affermazione politica rispettabile ma che non si basa su fatti oggettivi. Si dica semplicemente che &#8220;non si vuole fare&#8221; quella cosa &#8211; perch\u00e9, se non si vuole fare qualcosa, anche cinquant&#8217;anni sono pochi; se, invece, la si vuole fare &#8211; come hanno fatto i tedeschi, i francesi e gli americani, che hanno elaborato delle costituzioni da zero &#8211; ce la possiamo fare anche noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione per cui ritengo particolarmente positiva la <strong>riforma presidenziale<\/strong>, quindi l&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica, \u00e8 la stessa per cui ritengo positiva la riforma, cos\u00ec come elaborata dalla Commissione, che non include l&#8217;elemento dell&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica. In sostanza, questa riforma indubbiamente rafforza i poteri del Governo, dando ad esso la possibilit\u00e0 di far passare le leggi che esso ritiene siano necessarie al Paese molto pi\u00f9 rapidamente, grazie alla modifica della procedura legislativa. La riforma d\u00e0 al Governo un potere molto forte &#8211; da qualcuno giudicato anche eccessivamente forte &#8211; che \u00e8 quello di chiedere l&#8217;approvazione entro una data specifica, cui peraltro non sono posti limiti minimi, di un disegno di legge e, se il Parlamento non ce la fa nei modi ordinari, deve mettere in votazione il testo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, articolo per articolo, senza emendamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, \u00e8 un fatto importante che certamente render\u00e0 pi\u00f9 veloce il nostro processo legislativo ma, <strong>visto che si d\u00e0 tutto questo potere al Governo, sarebbe opportuno che l&#8217;Esecutivo fosse indicato direttamente dai Cittadini nella persona del Capo del Governo<\/strong>; poi qualche correttivo potr\u00e0 anche essere introdotto. Con gli emendamenti che abbiamo proposto, il Presidente della Repubblica sarebbe il Capo del Governo e il Primo Ministro sarebbe uno dei membri del Governo &#8211; certo, con una funzione di coordinamento rispetto agli altri membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una ragione ancora pi\u00f9 forte. Si parla molto della dinamica dei poteri del Governo rispetto al Parlamento, come se quest&#8217;ultimo fosse l&#8217;ostacolo alla realizzazione dei concreti programmi &#8211; sempre ben intenzionati ma non sempre oculati &#8211; del Governo sui quali si sono espressi con il loro voto i Cittadini (naturalmente mi riferisco al Governo considerato in astratto, quindi quello di oggi, quelli precedenti ma, soprattutto, quelli futuri). In realt\u00e0, il Parlamento non \u00e8 un ostacolo alla realizzazione dei piani del Governo. Basta dire che <strong>gran parte della legislazione \u00e8 costituita da decreti-legge <\/strong>che non impiegano 90, 120, 240 e neppure 60 giorni ad entrare in vigore, bens\u00ec le ore intercorrenti tra la pubblicazione nella <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> e la mezzanotte seguente, quindi poche ore. \u00c8 vero che, poi, i decreti-legge, giustamente, li discutiamo e spesso li modifichiamo, ma <strong>entrano in vigore subito<\/strong>. Allora non \u00e8 questo il problema. Come non \u00e8 un problema l&#8217;approvazione dei disegni di legge ordinari, perch\u00e9 sono talmente rari da non incidere sulla legislazione reale. Inoltre, sono soggetti alla possibilit\u00e0 del Governo di apporre la fiducia, cos\u00ec da superare quanto meno in Aula tutti gli emendamenti e arrivare rapidamente all&#8217;approvazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semmai, potremmo dire qualcosa sulla rapidit\u00e0 del Governo nell&#8217;attuare ci\u00f2 che nelle leggi \u00e8 previsto. Quanto ai decreti legislativi, \u00e8 curioso che il Parlamento abbia 60 giorni per convertire o modificare, o addirittura respingere, un decreto-legge, e il Governo di solito abbia 12, 18 o 24 mesi per emanare i decreti legislativi attuativi delle deleghe di legge. Il bello \u00e8 che, mentre il Parlamento, almeno di questo secolo, non ha mai mancato di convertire entro 60 giorni un decreto-legge &#8211; e quando non l&#8217;ha fatto \u00e8 accaduto perch\u00e9 il Governo aveva deciso di lasciar cadere un certo decreto-legge per una serie di ragionamenti politici o del tutto pratici &#8211; succede spesso che il Governo in quei 12, 18 o 24 mesi non ce la faccia a emanare i decreti legislativi; per cui mi viene il dubbio che, pi\u00f9 che il Parlamento, a volte sia il Governo &#8211; ripeto, il Governo in senso generale &#8211; ad avere qualche problema di rapidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero problema, secondo me, non \u00e8 quanto il Governo riesce a incidere sul Parlamento &#8211; che \u00e8 sicuramente una questione importante (ma il Governo ha molti strumenti per risolverla e, a maggior ragione, li avr\u00e0 con la nuova legge) &#8211; ma quanto il Governo riesce a incidere sulla realt\u00e0, sul funzionamento, per esempio, della Pubblica Amministrazione. Tutti i Governi hanno sempre sostenuto di volere una Pubblica Amministrazione con meno dipendenti e pi\u00f9 efficiente; di sicuro, i dipendenti sono sempre quelli &#8211; se non aumentano &#8211; e, quanto all&#8217;efficienza, non \u00e8 che i Cittadini facciano salti di gioia, con le dovute distinzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, l&#8217;importante \u00e8 <strong>avere un Governo che, investito direttamente dai Cittadini, abbia la possibilit\u00e0 &#8211; sia politica sia istituzionale<\/strong> (per &#8220;politica&#8221; intendo dire che abbia la volont\u00e0 della Nazione con s\u00e9) &#8211; <strong>di fare le cose su cui tutti dicono di essere d&#8217;accordo<\/strong>, (come lo snellimento della burocrazia e della Pubblica Amministrazione, il miglioramento del controllo del territorio e cos\u00ec via) e ce l&#8217;abbia sul serio con un responsabile, perch\u00e9 in questo Paese occorre avere la cultura della responsabilit\u00e0. C&#8217;\u00e8 l&#8217;abitudine di cercare i colpevoli per le cose che non sono colpa di nessuno, come i terremoti, e di non trovare mai i responsabili per le cose che sono colpa di qualcuno, come certe gravi lacune da parte, per esempio, della Pubblica Amministrazione. Per questo <strong>sarebbe utile avere una persona che sia responsabile davanti al Popolo e investita dal Popolo di determinati poteri<\/strong>: a quel punto non avr\u00e0 pi\u00f9 alibi e dovr\u00e0 fare ci\u00f2 che i Cittadini vogliono, che \u00e8 quello che di solito avr\u00e0 annunciato in campagna elettorale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe utile avere una persona che sia responsabile davanti al Popolo e investita dal Popolo di determinati poteri Intervento in 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