{"id":56897,"date":"2011-08-01T15:51:23","date_gmt":"2011-08-01T15:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2011\/08\/01\/a-ogni-italiano-il-singolo-senatore-costa-un-centesimo-ogni-20-mesi-linsieme-di-tutti-i-senatori-costa-in-otto-mesi-a-ogni-cittadino-quanto-una-copia-di-quel-giornale-che-continua-a-mentirlo\/"},"modified":"2011-08-01T15:51:23","modified_gmt":"2011-08-01T15:51:23","slug":"a-ogni-italiano-il-singolo-senatore-costa-un-centesimo-ogni-20-mesi-linsieme-di-tutti-i-senatori-costa-in-otto-mesi-a-ogni-cittadino-quanto-una-copia-di-quel-giornale-che-continua-a-mentirlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2011\/08\/01\/a-ogni-italiano-il-singolo-senatore-costa-un-centesimo-ogni-20-mesi-linsieme-di-tutti-i-senatori-costa-in-otto-mesi-a-ogni-cittadino-quanto-una-copia-di-quel-giornale-che-continua-a-mentirlo\/","title":{"rendered":"A ogni Italiano, il singolo senatore costa un centesimo ogni 20 mesi. L&#8217;insieme di tutti i senatori costa in otto mesi, a ogni Cittadino, quanto una copia di quel giornale che continua a mentirlo"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Al centrodestra i risparmi veri e le vere riduzioni di spesa, al centrosinistra la cinica demagogia e il meschino chiacchiericcio<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione sul rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l&#8217;anno finanziario 2010 e il Progetto di bilancio interno del Senato per l&#8217;anno finanziario 2011<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signora Presidente, Signori Questori, Colleghi,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la dotazione del Senato per il 2011 \u00e8 di 526 milioni e 950.000 euro. Non \u00e8 una piccola somma ed \u00e8 nostro dovere amministrarla nel modo pi\u00f9 oculato, cos\u00ec come dobbiamo fare con tutto il denaro pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 sapere di cosa stiamo parlando, poich\u00e9 l&#8217;approccio di molti mezzi di informazione ai cosiddetti &#8220;costi della politica&#8221; non ci aiuta, in quanto diffonde costantemente dei veri e propri falsi accompagnati da mistificazioni e distorsioni che sfociano in una indignazione irta di insulti, la quale non pu\u00f2 che essere in mala fede quando viene da chi fabbrica e propaga tali falsit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orbene, di questi quasi 527 milioni, sottratti i risparmi che verranno versati allo Stato e le somme che rientrano nelle casse pubbliche immediatamente sotto forma di imposte sul reddito, <strong>il vero costo di questa istituzione per i contribuenti \u00e8 di 400 milioni<\/strong>, pur includendo parecchi milioni di IVA che il Senato paga. Si tratta dello 0,05 per cento della spesa pubblica, 56 centesimi al mese per ogni Contribuente. Insomma, l&#8217;intero Senato costa a un singolo Cittadino molto meno di un decimo, forse un ventesimo dell&#8217;iscrizione al sindacato. Con il costo di una copia del libro \u00abLa Casta\u00bb, un Cittadino si campa l&#8217;intero Senato per quasi tre anni. Ma, di questi 400 milioni, <strong>solo 114 sono destinati ai senatori<\/strong> &#8211; inclusi i rimborsi, i vitalizi per gli ex, le spese di trasporto e di ristorazione: fa <strong>16 centesimi al mese per Italiano, lo 0.014 per cento della spesa pubblica, meno della met\u00e0 dei contributi che vengono elargiti alla Stampa<\/strong>. L&#8217;insieme di tutti i senatori &#8211; ex inclusi &#8211; costa in otto mesi, a ogni Cittadino, quanto la copia di un quotidiano. <strong>A ogni Italiano, il singolo senatore costa un centesimo ogni 20 mesi<\/strong>. \u00c8 perci\u00f2 degna di nota l&#8217;abilit\u00e0 di chi, facendo sensazionalismo su queste cifre, di solito truccate, riesce a guadagnare qualche milione di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, \u00e8 nostro preciso dovere agire con la diligenza del buon padre di famiglia, come dice il Codice civile, e &#8211; vorrei aggiungere &#8211; della buona madre di famiglia, per contenere le spese, per quanto siano una piccolissima frazione del bilancio dello Stato. Ecco perch\u00e9 <strong>le nostre indennit\u00e0 sono bloccate dal 2008, dopo che nel 2006 erano state ridotte del 10 per cento<\/strong>. La diaria e il contributo di supporto sono rimasti bloccati dal 2001 per poi essere decurtati di mille euro al mese proprio all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Nel complesso, <strong>il valore reale dell&#8217;indennit\u00e0 netta \u00e8 sceso del 24 per cento rispetto al 1994. La diaria e il contributo di supporto sono scesi del 28 per cento in dieci anni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale anche la pena di ricordare che la legge del 1965 &#8211; che regola, sulla base della Costituzione, le nostre indennit\u00e0 &#8211; ci equiparava al <strong>Presidente di sezione della Corte di Cassazione<\/strong>. Nella realt\u00e0, oggi quel Presidente <strong>prende oltre il 41 per cento pi\u00f9 di noi<\/strong>, con il vantaggio peraltro di non ricevere insulti dalle prime pagine dei giornali. La stessa legge del 1965 prevedeva che gran parte dell&#8217;indennit\u00e0 fosse esente dalle imposte sul reddito, ma <strong>la legge finanziaria del primo Governo Berlusconi cancell\u00f2 completamente ogni esenzione<\/strong>. \u00c8 curioso notare che, negli anni in cui veniva creato l&#8217;immenso debito pubblico che affligge noi e le generazioni che ci seguono, i parlamentari avevano un trattamento economico assai pi\u00f9 pingue ma la Stampa non si indignava: forse aveva le sue buone ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, il nostro costo \u00e8 la duemillesima parte della spesa pubblica e i nostri compensi sono scesi di un quarto negli ultimi 10-20 anni. Ma tanti ben pagati giornalisti, e a volte anche i loro benissimo pagati direttori, continuano a ripetere che noi guadagniamo molto pi\u00f9 dei nostri colleghi del resto d&#8217;Europa. Se cos\u00ec fosse, conterebbe poco che i nostri compensi siano scesi. Il fatto \u00e8 che quegli stessi giornali che ci additano come i Paperoni d&#8217;Europa, quando il mese scorso abbiamo votato &#8211; nell&#8217;ambito della manovra finanziaria &#8211; l&#8217;adeguamento del nostro trattamento ai sei principali Paesi dell&#8217;area euro, ci hanno accusato di non aver fatto alcun taglio. \u00c8 evidente che <strong>o mentono nel dire che guadagniamo pi\u00f9 degli altri, o mentono nel dire che, adeguandoci agli altri, non ci riduciamo i compensi<\/strong>. In realt\u00e0, mentivano in entrambi i casi, perch\u00e9 non \u00e8 vero &#8211; come vedremo &#8211; che abbiamo un trattamento economico pi\u00f9 alto degli altri grandi Paesi. E non \u00e8 neppure vero che non subiremo alcuna riduzione, visto che, tra i sei principali Paesi dell&#8217;area euro, ce ne sono quattro con popolazione e prodotto interno lordo inferiori all&#8217;Italia anche di cinque o sei volte, ed \u00e8 normale che i parlamentari abbiano trattamenti economici pi\u00f9 bassi. Ma molti giornalisti di valore &#8211; di valore nel senso che sono molto pagati &#8211; scrivono un giorno s\u00ec e l&#8217;altro pure che siamo i pi\u00f9 pagati d&#8217;Europa, molto pi\u00f9 pagati degli altri. Un messaggio semplice, che colpisce l&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo allora al caso pi\u00f9 vicino a casa nostra: <strong>la Francia<\/strong>. Stessa popolazione, 32 parlamentari in meno ma, tra questi, i senatori sono 343: 28 pi\u00f9 di noi. Vale la pena ricordare che i senatori francesi non sono votati dal Popolo ma dagli eletti del loro collegio. Dunque, niente costi di campagna elettorale. La loro indennit\u00e0 netta \u00e8 circa 300 euro superiore a quella nostra. Se poi superano i 15 anni di mandato, fanno un balzo in avanti di 1.218 euro perch\u00e9 non pi\u00f9 soggetti a una certa ritenuta. A differenza di quanto accade in Italia, possono poi cumulare indennit\u00e0 derivanti da altre cariche pubbliche, sia pure con il limite di 2.757 euro al mese. In Francia moltissimi parlamentari, infatti, sono anche Sindaci &#8211; anche perch\u00e9, con la nostra stessa popolazione, hanno 36.000 Comuni contro i nostri 8.000. Si dir\u00e0 allora che c&#8217;\u00e8 il trucco: i senatori italiani avranno trattamenti accessori maggiori. Vediamo: i nostri colleghi francesi hanno 6.412 euro netti al mese per spese di mandato; noi, sommando la diaria e il contributo di supporto, li superiamo di 1.268 euro. Ma, al posto di quei 1.268 euro, i senatori transalpini hanno <strong>7.548 euro per il personale alle loro dipendenze<\/strong>; in pi\u00f9, gli oneri del datore di lavoro restano a carico del Senato, cosa che noi non abbiamo: un vantaggio calcolabile in almeno 4.000 euro. Per quanto riguarda le altre spese, il trattamento \u00e8 equivalente. In pi\u00f9, i membri del Senato francese si vedono rimborsare le spese d&#8217;albergo a Parigi nei giorni di seduta e godono di prestiti a tasso agevolato al 2 per cento, cose del tutto sconosciute per noi. Si dir\u00e0, chiss\u00e0 quanto lavorano a Parigi! Glielo chiederemo al pi\u00f9 presto; per\u00f2 ci vuole un po&#8217; di pazienza, perch\u00e9 la scorsa sessione si \u00e8 chiusa il 13 luglio e la prossima inizier\u00e0 l&#8217;11 ottobre! Tutte queste cose si possono molto facilmente trovare nel sito Internet del Senato francese, cosa probabilmente troppo faticosa per i nostri principi dell&#8217;informazione sensazionalistica. Per questo, consegner\u00f2 i documenti che attestano questi e altri dati, perch\u00e9 gli atti del Senato riportino la verit\u00e0 <em>per tabulas<\/em>. Visto che si cita cos\u00ec spesso l&#8217;estero, vorrei ricordare che, in altri Paesi, <strong>i giornalisti che diffondono scientemente (ma anche non scientemente) notizie false, specie sulle istituzioni, di solito perdono il posto<\/strong> &#8211; generalmente dimettendosi loro stessi per evitare l&#8217;umiliazione del licenziamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, <strong>i senatori francesi, per s\u00e9 e per il loro personale, hanno a disposizione circa 10.000 euro al mese pi\u00f9 di quelli italiani, ma ci viene detto che noi siamo i pi\u00f9 i pagati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo parlare dei deputati <strong>tedeschi<\/strong>? Basti dire che solo di diaria prendono 1.000 euro al mese pi\u00f9 di noi e che <strong>per il personale hanno a disposizione 14.712 euro al mese<\/strong>, tre volte e mezzo il nostro contributo di supporto; hanno tutti l&#8217;auto pubblica a disposizione per servizio in Berlino, mentre da noi ce l&#8217;hanno solo una ventina di senatori e deputati con particolari cariche; hanno il vitalizio, cui hanno diritto anche dopo un solo anno di legislatura, senza pagare i contributi pensionistici. Ecco perch\u00e9, come anche i francesi, hanno un&#8217;indennit\u00e0 lorda pi\u00f9 bassa della nostra, ma un netto superiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ennesimo gioiello del giornalismo d&#8217;autore \u00e8 stata l&#8217;affermazione secondo la quale Senato e Camera italiani costerebbero 100 milioni pi\u00f9 dei loro corrispondenti di <strong>Washington<\/strong>. Chi ha letto questa presunta verit\u00e0 assoluta \u00e8 trasalito: ma come, gli Stati Uniti, pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 ricchi di noi, hanno un Parlamento che costa meno? C&#8217;\u00e8 persino un po&#8217; di verosimiglianza, visto che i parlamentari americani sono meno numerosi di noi. Ma anche questa \u00e8 una balla, forse pi\u00f9 spudorata delle altre. Di nuovo, basterebbe controllare su Internet: <strong>Senato e Camera degli Stati Uniti costano non 100 milioni in meno, ma 2,3 miliardi in pi\u00f9! <\/strong>Non \u00e8 strano, dato che i deputati, oltre all&#8217;indennit\u00e0, hanno a disposizione per le loro spese fino a 100.000 <em>euro<\/em> <em>al mese<\/em> e i senatori fino a 280.000 <em>euro al mese<\/em>. Sottolineo &#8220;euro&#8221; e sottolineo &#8220;al mese&#8221;. E va detto che, a differenza di quanto avviene nei nostri bilanci, il costo del Congresso americano non comprende i vitalizi dei parlamentari e le pensioni dei dipendenti, cosa che vale anche per i principali Parlamenti europei: ecco perch\u00e9 il nostro Parlamento sembra sempre pi\u00f9 caro degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messo in chiaro tutto questo, noi, come Gruppo del Popolo della Libert\u00e0, siamo impegnati a continuare sulla strada della riduzione della spesa, come dimostrano le cifre del bilancio approvato in Consiglio di Presidenza che, per il terzo anno consecutivo, non incrementa la spesa in termini nominali e dunque la riduce sensibilmente in termini reali &#8211; cosa mai avvenuta prima, neanche per un solo anno &#8211; e come dimostra l&#8217;ordine del giorno che presentiamo come Popolo delle Libert\u00e0 con importanti proposte per proseguire la razionalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Partito Democratico, invece, mostra di avere pi\u00f9 di una faccia. I suoi autorevoli rappresentanti nel Consiglio di Presidenza hanno approvato con noi un bilancio virtuoso, con importanti misure di risparmio. Del resto, anche noi nella scorsa legislatura approvammo, sotto la Presidenza Marini, dei bilanci contenenti misure di risparmio. Poi, per\u00f2, i vertici del Gruppo del Partito Democratico presentano un ordine del giorno che sconfessa completamente l&#8217;intero Consiglio di Presidenza, inclusi i membri appartenenti al loro stesso Gruppo, disegnando fantasiosi e demagogici scenari. Ora, va bene che questo &#8220;PD due&#8221; sa che verr\u00e0 approvato il bilancio approvato anche dal &#8220;PD uno&#8221; e non questo strampalato ordine del giorno; per\u00f2 un po&#8217; di pudore non guasterebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senatore Morando, uno che conosce i bilanci come pochi e dunque sa molto bene di cosa parla, oggi scrive questo ordine del giorno che attacca frontalmente il terzo bilancio consecutivo in cui si riduce il peso del Senato sui Contribuenti. Ma, quando tocc\u00f2 a lui essere relatore dell&#8217;ultimo bilancio approvato nella scorsa legislatura, il 4 aprile 2007, nella lunga relazione e nella altrettanto lunga replica non pens\u00f2 di dire una parola sul fatto che le spese del Senato aumentassero del 2,77 per cento, ben oltre il tasso di inflazione. <strong>Ieri la spesa saliva ed era tutto a posto; oggi la spesa scende e ci si oppone<\/strong>. Complimenti per la coerenza, ma non crediate di fare fessi gli elettori, che fessi non sono!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che i Signori della Sinistra, sui costi della politica, sono bravissimi a parlare ma le cose concrete le abbiamo sempre fatte noi. Siamo noi che, nel primo Governo Berlusconi, <strong>abbiamo abolito ogni esenzione dalle imposte per l&#8217;indennit\u00e0 parlamentare<\/strong>, non voi. Siamo noi che <strong>abbiamo ridotto del venti per cento i consiglieri provinciali e comunali in questa legislatura<\/strong>. Siete voi che avete fatto il Governo dei 101 Ministri e Sottosegretari, noi siamo scesi di 40: il 40 per cento in meno! Siamo noi che abbiamo approvato, dopo un faticoso <em>iter<\/em> parlamentare, <strong>la riduzione del numero dei parlamentari<\/strong>, che sarebbe gi\u00e0 in atto da tre anni se non aveste condotto una feroce campagna contro la modifica della Costituzione, che port\u00f2 alla bocciatura della riforma con il <em>referendum<\/em> del 25 giugno 2006. Oggi, per nascondere questa evidenza, vi agitate per calendarizzare lo stesso provvedimento. Siamo noi che abbiamo approvato la<strong> liberalizzazione dei servizi pubblici locali<\/strong>, per abolire il monopolio e il \u00abmagna-magna\u00bb delle municipalizzate &#8211; con le migliaia di assunzioni clientelari, le nomine dei dirigenti di stampo politico strapagati e lottizzati &#8211; sulla gestione degli acquedotti, la raccolta rifiuti e i trasporti locali. Siete voi che, con una campagna di menzogne, avete convinto gli italiani a bocciare questa riforma, raccontando che avrebbero dovuto pagare per bere alla fontanella pubblica e che l&#8217;Italia sarebbe diventata come Cochabamba! Siete voi che, nel 1995, lavoraste per <strong>bocciare il <em>referendum<\/em> che aboliva il doppio turno alle amministrative<\/strong> e oggi volete addirittura introdurlo per le elezioni politiche, con un costo di qualche centinaio di milioni per legislatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, anche oggi, noi ci assumiamo volentieri la responsabilit\u00e0 di fare i risparmi veri, votando un bilancio virtuoso che riduce le spese e votando il nostro ordine del giorno che traccia la strada per ulteriori risparmi ed efficienza per il futuro; e lasciamo volentieri a voi la cinica demagogia, il meschino chiacchiericcio e quell&#8217;atteggiamento di cui parla Dante nel XXIII canto dell&#8217;Inferno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo, infine, l&#8217;autorizzazione ad allegare alcuni dati relativi alla situazione di altri Parlamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al centrodestra i risparmi veri e le vere riduzioni di spesa, al centrosinistra la cinica demagogia e il meschino chiacchiericcio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56898,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[130,23,121],"tags":[],"class_list":["post-56897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi-in-aula","category-interventi-in-aula-spesa-pubblica-costi-della-politica-p-a","category-ultimi-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56897"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56897\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}