{"id":57051,"date":"2007-05-30T07:23:24","date_gmt":"2007-05-30T07:23:24","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2007\/05\/30\/cognome-dei-figli-se-davvero-si-ritiene-di-intervenire-occorre-farlo-rispettando-due-cose-fondamentali-la-liberta-e-la-consuetudine\/"},"modified":"2007-05-30T07:23:24","modified_gmt":"2007-05-30T07:23:24","slug":"cognome-dei-figli-se-davvero-si-ritiene-di-intervenire-occorre-farlo-rispettando-due-cose-fondamentali-la-liberta-e-la-consuetudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2007\/05\/30\/cognome-dei-figli-se-davvero-si-ritiene-di-intervenire-occorre-farlo-rispettando-due-cose-fondamentali-la-liberta-e-la-consuetudine\/","title":{"rendered":"Cognome dei figli: se davvero si ritiene di intervenire, occorre farlo rispettando due cose fondamentali &#8211; la libert\u00e0 e la consuetudine"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">A volte sembra che il Parlamento debba essere giudicato in base alla velocit\u00e0, ma credo sia la qualit\u00e0 il requisito fondamentale di ogni nuova legge.<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione sui disegni di legge di modifica del Codice civile in materia di cognome dei coniugi e dei figli<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sarebbe facile ironizzare sulla scarsa urgenza che ha il provvedimento al nostro esame, ci sono sicuramente cose pi\u00f9 urgenti. Non \u00e8 certamente il problema dei cognomi che ha fatto parlare di distacco dalla politica, distacco che c&#8217;\u00e8 stato da parte degli elettori di Sinistra nei confronti dei loro riferimenti politici e che una certa campagna di Stampa ha cercato di definire come fenomeno generale, addossando a tutti un problema che in realt\u00e0 \u00e8 solo di una parte, quantomeno in questo momento. Si potrebbe dire che, sulla questione dei cognomi, non c&#8217;\u00e8 stata neppure una campagna di Stampa con articoli quotidiani su certi giornali ben schierati e ben orientati, seguiti magari da una discesina in campo di qualche importante esponente dell&#8217;antipolitica che dalla politica ha ricevuto ogni sorta di benefici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 stato nulla di tutto questo, eppure stiamo discutendo dei cognomi. Tuttavia, non dir\u00f2 che questo non \u00e8 un provvedimento importante. \u00c8 un provvedimento importante, anzi lo \u00e8 anche troppo. Come \u00e8 stato gi\u00e0 detto, su questioni che riguardano la famiglia non viene prima la legge e poi la cosa: viene prima la cosa, <strong>la consuetudine, la tradizione che la legge cristallizza, che la legge norma e ne fa una regola applicabile nei casi di incertezza<\/strong>. \u00c8 talmente vero questo che &#8211; ad esempio &#8211; per quanto riguarda l&#8217;attribuzione ai nuovi nati di un cognome, in nessuna parte dell&#8217;ordinamento della Repubblica, in nessuna legge, in nessun Codice c&#8217;\u00e8 scritto che a un bambino o bambina venga attribuito il cognome del padre. Non c&#8217;\u00e8 scritto da nessuna parte: questo fatto \u00e8 determinato dalla consuetudine, dalla tradizione talmente forte che le eccezioni &#8211; quelle s\u00ec &#8211; vengono normate dalla legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei ricordare che ci vuole molta prudenza prima di intervenire su una materia di tal genere. In tutti i Paesi \u00e8 vero questo. <strong>I Paesi che sono intervenuti per forza di legge a modificare una consuetudine, generalmente non sono stati Governi particolarmente democratici che avevano a cuore la libert\u00e0<\/strong>. A nessuno \u00e8 venuto in mente di modificare &#8211; per esempio &#8211; la tradizione islandese dove non esiste un cognome ma solo il patronimico. L&#8217;islandese, oltre al nome suo proprio che gli viene attribuito dai genitori, ha non il cognome di famiglia ma il nome del padre &#8211; naturalmente, il nome proprio del padre &#8211; seguito da un suffisso che \u00e8 \u00abson\u00bb per i maschi e \u00abdottir\u00bb per le femmine. In Russia ci sono tutti e due: c&#8217;\u00e8 il patronimico, seguito dal cognome vero e proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro Paese, l&#8217;ultima volta che si \u00e8 intervenuti con forma di obbligo sui cognomi, \u00e8 stato un intervento, che non mi risulta di legge, per l&#8217;italianizzazione di certi nomi, per cui &#8211; grazie al Cielo &#8211; solo in alcuni casi e non in modo sistematico i Wiesenthal del S\u00fcdtirol sono diventati Vallebianca e i nomi dei Paesi hanno cambiato forma: Courmayeur divenne &#8211; poi \u00e8 ritornata al nome originale &#8211; Cormaiore o Cortemaggiore; qualche Malan divenne Malano (qualcuno lo era diventato gi\u00e0 prima per questioni eufoniche); per\u00f2, devo dire che quel Governo non \u00e8 ricordato per il suo libertarismo e, tantomeno, per essere stato <em>politically correct<\/em>, perch\u00e9 era il regime fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, se si interviene su una materia di questo genere, ritengo si debba essere molto attenti e credo che, <strong>se davvero si ritiene di intervenire, occorre farlo rispettando due cose fondamentali: la libert\u00e0 e la consuetudine<\/strong>. Fino a oggi \u00e8 successo, come ho detto, senza neppure che questo fosse scritto in alcun testo di legge, che nessuno sceglieva il cognome dei figli visto che era dato dalla consuetudine, per cui automaticamente al bambino veniva attribuito il cognome del padre, naturalmente senza che dovesse essere fatta alcuna richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, ritengo che, nell&#8217;eventuale formulazione di una nuova legge, un aspetto fondamentale dovrebbe essere che, <strong>se nulla si cambia<\/strong>, se i genitori nulla decidono di cambiare rispetto al passato &#8211; in altre parole non dichiarano nulla per quanto riguarda il cognome dei figli &#8211; <strong>nulla dovrebbe cambiare nell&#8217;attribuzione del cognome<\/strong> stesso e dovrebbe continuare a essere attribuito il cognome del padre. Invece, se c&#8217;\u00e8 una espressa volont\u00e0 da parte di entrambi i genitori di attribuire il cognome in modo diverso &#8211; ad esempio, come \u00e8 gi\u00e0 scritto nell&#8217;attuale testo di legge approvato dalla Commissione, in cui vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di avere entrambi i cognomi con in primo luogo il cognome del padre e poi quello della madre o viceversa, oppure solo il cognome del padre, oppure solo il cognome della madre &#8211; credo che, anche alla luce di quanto \u00e8 stato detto dalla Corte Costituzionale &#8211; la quale, per\u00f2, ha precisato che tocca al legislatore fare scelte in questo senso &#8211; toccherebbe a noi certamente intervenire ma, naturalmente, con discernimento; perch\u00e9, altrimenti, significherebbe scrivere leggi sotto dettatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono anche delle decisioni di organismi internazionali, che per\u00f2 non hanno impedito &#8211; ad esempio alla Spagna, che ha sempre avuto la tradizione del doppio cognome, cio\u00e8 del cognome del padre seguito da quello della madre &#8211; di mantenere la tradizione ove non ci fosse una scelta di consenso da parte dei genitori; per cui adesso, in Spagna, \u00e8 possibile mettere per primo il cognome della madre e solo per secondo il cognome del padre ma, in caso di mancata decisione, resta per primo il cognome del padre, come \u00e8 sempre stato. Non capisco perch\u00e9 dovremmo superare, in questa corsa, la Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci possono essere delle necessit\u00e0 o ci pu\u00f2 essere semplicemente la libera scelta da parte dei genitori di imporre il doppio cognome o il cognome della madre. In Germania si pu\u00f2 fare; anzi, in Germania addirittura \u00e8 possibile che il marito assuma il cognome della moglie, e conosco qualcuno che ha fatto questa scelta. Se \u00e8 una scelta libera, perch\u00e9 no? Inoltre, ci sono anche queste decisioni della Corte Costituzionale, ma <strong>non pu\u00f2 essere imposto come obbligo<\/strong>, <strong>e dobbiamo anche essere molto attenti nel porlo come opportunit\u00e0<\/strong> perch\u00e9 \u00e8 evidente che tale possibilit\u00e0 di scelta pu\u00f2 generare litigi, pu\u00f2 generare malanimo fra le famiglie dei genitori che si contendono il primo posto o l&#8217;unico posto nella graduatoria. Dunque, nei casi ove venga richiesto e si ritenga di fare altre scelte, credo potremmo esaminare questa possibilit\u00e0, ma imporla come obbligo &#8211; e vedo che ci sono parecchi emendamenti e disegni di legge in questo senso &#8211; \u00e8 veramente indice di un cattivo modo di riferirsi alla societ\u00e0 da parte del legislatore: il fatto di <strong>voler cambiare la societ\u00e0 reale in nome di una societ\u00e0 ideale<\/strong>. Questo approccio alla legge e alla societ\u00e0 in passato ha causato gravissimi danni. Allora, credo che dobbiamo essere veramente molto cauti in questo tipo di leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E aggiungo un punto: inevitabilmente qualunque intervento su questa normativa tende a sminuire la regola di avere il cognome del padre. Pu\u00f2 sembrare una esigenza, questa, che va in direzione di una migliore tutela della donna. Sono del parere che, ove ci fosse un consenso da parte dei genitori, questo pu\u00f2 sicuramente essere fatto. Ma non dimentichiamo che c&#8217;\u00e8 anche un altro tipo di evoluzione nella nostra societ\u00e0. Non vi \u00e8 soltanto un ruolo della donna, non paragonabile certamente a quello della donna di cento, ma anche di cinquant&#8217;anni fa. <strong>Vi \u00e8 una parit\u00e0 dal punto di vista della legge assoluta<\/strong>. Vi sono delle difficolt\u00e0 in alcuni settori, l&#8217;abbiamo dibattuto anche riguardo alla presenza delle donne negli organismi parlamentari, decisionali. Ma, dal punto di vista della legge, c&#8217;\u00e8 una parit\u00e0 certamente. Ed \u00e8 un fenomeno di cui va tenuto conto, essendo un diritto fondamentale. Vi \u00e8 anche un altro fenomeno, non soltanto dei figli nati fuori dal matrimonio da coppie di fatto, ma dei <strong>figli abbandonati, ignorati dai genitori e, particolarmente, dal padre<\/strong>. Il fatto che avvenga pi\u00f9 spesso che il padre si disinteressi dei figli piuttosto che la madre, \u00e8 evidente; anche questo \u00e8 &#8211; ahim\u00e8! &#8211; tradizionale; ma privare il padre di questo legame obbligatorio nei confronti dei figli pu\u00f2 in qualche caso voler dire giustificare il colpevole disinteresse che a volte arriva al punto di non partecipare, come \u00e8 preciso dovere dei padri, al sostentamento dei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 una mia idea originale. Sappiamo quanto siano battagliere le femministe degli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; sia in certi aspetti di estremismo, sia nelle concrete conquiste che hanno avuto -, una delle quali si sta manifestando, senza alcun obbligo di legge, in questi mesi, in cui uno dei principali &#8211; forse il principale candidato alla Presidenza &#8211; \u00e8 proprio una donna; e non perch\u00e9 \u00e8 una donna, ma perch\u00e9 \u00e8 ritenuta da moltissimi elettori la persona pi\u00f9 adatta a ricoprire quella posizione. Ebbene, l&#8217;argomento portato da numerose femministe molto attente in quel Paese \u00e8 stato proprio quello: di fronte a un numero sempre maggiore di padri che si disinteressa dei figli o, al limite, che si interessa dei figli solo per quanto sono obbligati dalla legge, cio\u00e8 nel mantenimento meramente economico e non all&#8217;educazione, alla presenza, che \u00e8 dovere di un padre oltre che, naturalmente, di una madre (ma in questo secondo caso le inadempienze sono pi\u00f9 rare o meno evidenti), proprio in nome di questo, molte femministe si sono dette che non serve questo provvedimento; anzi: rischia di andare verso <strong>un&#8217;ulteriore deresponsabilizzazione dei padri, specialmente quando i figli nascono fuori dal matrimonio<\/strong>, e dunque al di fuori di un legame che obbliga anche nei confronti del coniuge e non soltanto, naturalmente, nei confronti dei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono dei punti importanti di questo provvedimento che vanno comunque esaminati, io ritengo con attenzione, anche ove si decidesse di soprassedere &#8211; cosa che non mi rattristerebbe particolarmente &#8211; alla normativa sui cognomi, come quello riguardante la completa parificazione dei figli per quanto riguarda i diritti, senza distinzione tra i figli nati all&#8217;interno del matrimonio e quelli nati fuori dal matrimonio. Questo \u00e8 un punto molto importante e recepirebbe, oltretutto, veramente la sensibilit\u00e0 ormai unanime della nostra societ\u00e0. Oltre che un atto di giustizia, sarebbe anche un intervento pienamente coerente con il comune sentire nella nostra societ\u00e0. Nella nostra societ\u00e0 si ritiene unanimemente che i genitori abbiano degli obblighi e un legame nei confronti dei figli del tutto indipendente dalla condizione in cui essi si trovano o al momento di concepire o anche in seguito, nel corso della vita dei figli. \u00c8 un intervento importante e anch&#8217;esso va fatto ma con estrema attenzione, per evitare di creare problemi dove invece si vogliano risolvere. Quanto al resto, torno a ripetere che, prima di intervenire su un istituto talmente forte che non \u00e8 neppure stabilito dalla legge ma unicamente dalla consuetudine, con la forza sua propria, occorre fare molta attenzione. Non \u00e8 importante in questi casi la velocit\u00e0. <strong>A volte sembra che il Parlamento debba essere giudicato in base alla velocit\u00e0, ma credo sia la qualit\u00e0 il requisito fondamentale di ogni nuova legge<\/strong>. Se per la qualit\u00e0 \u00e8 necessaria qualche settimana in pi\u00f9 di dibattito o un ritorno in Commissione, credo che sicuramente la stessa vada privilegiata &#8211; specie in questo settore dove, accanto a un&#8217;esigenza sicuramente nobile e che comprende di dare, come \u00e8 oltremodo giusto, pari dignit\u00e0 ai genitori, occorre anche evitare di creare occasioni di litigio e di contrasto. Ove ci sia <strong>piena libert\u00e0 di scelta<\/strong>, sono del parere che si possa pensare di applicare il provvedimento non soltanto ai nuovi nati che non abbiano fratelli maggiori della stessa coppia, ma eventualmente anche ad altre determinate situazioni, ove per\u00f2 si tratti di una scelta di libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 posto, emerge da alcuni emendamenti, anche da quelli presentati dal Governo, questa <strong>proposta orribile dell&#8217;ordine alfabetico obbligatorio<\/strong>. Su questo punto ho proposto che, se proprio si deve prevedere l&#8217;obbligo del doppio cognome, almeno si tiri a sorte; \u00e8 meglio tirare a sorte (in questo modo anche chi ha il cognome che inizia con la lettera zeta ha qualche possibilit\u00e0 di attribuirlo come primo al proprio figlio), piuttosto che far ricorso a un criterio ancor pi\u00f9 casuale ma obbligatorio come quello dell&#8217;ordine alfabetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo fare anche attenzione a un&#8217;altra questione. Uno degli aspetti del matrimonio, o comunque dell&#8217;unione di due persone per generare figli, che produce particolare coesione sociale \u00e8 <strong>la mobilit\u00e0 sociale del matrimonio<\/strong>, ovvero il matrimonio tra persone di strati sociali diversi. Sappiamo per\u00f2 bene che, nonostante l&#8217;apparenza che va in senso contrario, anche oggi, detta in modo un po&#8217; rozzo, i ricchi tendono a sposare persone ricche e a non mescolarsi con coloro che vengono da strati sociali pi\u00f9 bassi. Se istituiamo l&#8217;obbligo del doppio cognome, ci sar\u00e0 una tendenza ancora pi\u00f9 ridotta da parte di famiglie con cognomi altisonanti, in particolare da parte dei maschi, a prendersi una moglie con un cognome meno illustre e meno altisonante, per evitare che i propri figli abbiano un cognome che sia un ossimoro sociale, cio\u00e8 con un primo cognome di particolare rilievo e prestigio e un secondo cognome pi\u00f9 popolano. Naturalmente, l&#8217;auspicio di tutti \u00e8 che si scelga la propria moglie e il proprio marito secondo altri criteri, ma non possiamo negare la realt\u00e0. Si potrebbero fare anche alcuni esempi di illustri personaggi, che forse avrebbero problemi a esibire il loro completo cognome, ma credo non sia riguardoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo con qualche parola a favore della possibilit\u00e0, ove ripeto vi sia il consenso, di scegliere un cognome che non sia quello del padre. Ricordiamo che nella famiglia probabilmente pi\u00f9 illustre d&#8217;Europa, cio\u00e8 nella <strong>famiglia reale inglese<\/strong>, i primi principi nella linea di successione &#8211; il principe Carlo, il principe William e suo fratello &#8211; devono il proprio ruolo alla loro nonna e non al loro nonno; appartengono alla famiglia reale per via della loro nonna. Chiamarli, se avessero un cognome vero e proprio, con il cognome del nonno significherebbe in realt\u00e0 sminuire l&#8217;importanza della loro famiglia. Ci sono, pertanto, casi, ove lo ritengano le famiglie, in cui si potrebbe andare in questa direzione ma &#8211; ripeto &#8211; con grande attenzione, perch\u00e9 la maggior parte dei cittadini italiani non appartiene a famiglie reali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte sembra che il Parlamento debba essere giudicato in base alla velocit\u00e0, ma credo sia la qualit\u00e0 il requisito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57052,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[130,14,121],"tags":[],"class_list":["post-57051","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi-in-aula","category-interventi-in-aula-minori-famiglia","category-ultimi-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57051"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57051\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}