{"id":57057,"date":"2007-03-28T08:35:50","date_gmt":"2007-03-28T08:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2007\/03\/28\/decreto-bersani-pubblicita-ingannevole-norme-che-potevano-essere-positive-diventano-negative-quelle-che-dovevano-semplificare-complicano\/"},"modified":"2007-03-28T08:35:50","modified_gmt":"2007-03-28T08:35:50","slug":"decreto-bersani-pubblicita-ingannevole-norme-che-potevano-essere-positive-diventano-negative-quelle-che-dovevano-semplificare-complicano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2007\/03\/28\/decreto-bersani-pubblicita-ingannevole-norme-che-potevano-essere-positive-diventano-negative-quelle-che-dovevano-semplificare-complicano\/","title":{"rendered":"Decreto Bersani &#8211; pubblicit\u00e0 ingannevole: norme che potevano essere positive diventano negative; quelle che dovevano semplificare, complicano"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">&#8220;Impresa in un giorno&#8221;: le pratiche burocratiche che si sbrigavano <em>prima <\/em>ora si faranno <em>dopo<\/em>. Nel frattempo, si pagano tutte le imposte e i tributi fissi, indipendentemente dal reddito. Vi \u00e8 l&#8217;anticipazione non dell&#8217;operativit\u00e0 dell&#8217;impresa ma unicamente della sua tassabilit\u00e0<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula nella discussione del disegno di legge per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attivit\u00e0 economiche e la nascita di nuove imprese<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>i requisiti prescritti dalla Costituzione per l&#8217;emanazione di un decreto-legge sono la straordinaria necessit\u00e0 e urgenza delle norme che si vogliono introdurre nell&#8217;ordinamento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, non soltanto non sussistono in alcun modo tali requisiti in nessuno dei numerosi articoli e commi che costituiscono il decreto-legge in esame, ma addirittura diverse norme che per certi versi &#8211; se scritte meglio e dotate di maggiore contenuto e di meno apparenza &#8211; potrebbero essere positive, diventano confusionarie e generatrici di difficolt\u00e0 di applicazione proprio per il fatto che, anzich\u00e9 essere introdotte attraverso una legge ordinaria, che \u00e8 quanto la Costituzione stabilisce, vengono introdotte mediante un decreto-legge &#8211; con un meccanismo, quindi, che fa entrare in vigore le norme poche ore dopo che esse possono essere rese pubbliche e dunque conoscibili. Dico \u00abpossono\u00bb perch\u00e9 tutte le categorie interessate dal provvedimento come primo lavoro non leggono la <em>Gazzetta Ufficiale<\/em> ma svolgono l&#8217;attivit\u00e0 che le caratterizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, ci troviamo in una situazione in cui <strong>persino le norme che potrebbero essere positive diventano negative e quelle che intendono introdurre semplificazioni introducono complicazioni<\/strong>. Tali norme, proprio perch\u00e9 inserite da un giorno all&#8217;altro &#8211; anzi, da un&#8217;ora all&#8217;altra &#8211; finiscono per generare contenzioso e complicare proprio laddove volevano semplificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di straordinaria necessit\u00e0 e urgenza viene poi addirittura autodenunciata a chiare lettere nel provvedimento stesso &#8211; in particolare, ad esempio, nell&#8217;<strong>articolo 3<\/strong>, il cui comma 1 introduce una norma che rappresenta soprattutto uno <em>spot<\/em> con il quale si dice \u00abguardate cosa abbiamo fatto\u00bb, mentre il comma 2 recita: \u00abA decorrere dal trentesimo giorno successivo dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le offerte e i messaggi pubblicitari di cui al comma 1 sono sanzionati quali pubblicit\u00e0 ingannevole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa situazione troviamo nell&#8217;<strong>articolo 4<\/strong>: al comma 1 c&#8217;\u00e8 lo <em>spot<\/em>, mentre il comma 2 recita: \u00abI soggetti tenuti all&#8217;apposizione dell&#8217;indicazione di cui al comma 1\u00bb &#8211; sulla scadenza degli alimenti &#8211; \u00absi adeguano alle prescrizioni del medesimo comma entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto\u00bb. Centottanta giorni. Allora, non sarebbe stato meglio rispettare la Costituzione che si stira sempre a mano e della quale questa Maggioranza si \u00e8 fatta paladina, naturalmente a parole e solo in modo strumentale, quando c&#8217;\u00e8 stata la campagna referendaria? Non sarebbe forse stato meglio seguire quanto prescrive l&#8217;articolo 73 della Costituzione, che stabilisce che ordinariamente le leggi \u00abentrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione\u00bb in <em>Gazzetta Ufficiale<\/em>? Questo, evidentemente, concede a tutti i soggetti interessati il tempo di conoscere la norma, di adeguarla e, di conseguenza, di fare quanto in uno Stato di diritto la necessit\u00e0 della certezza del diritto dovrebbe imporre sempre. Invece no. Invece <strong>si vuole compiere una mossa pubblicitaria, un atto di immagine, facendo entrare in vigore tutto subito, salvo stabilire nell&#8217;immediato un&#8217;eccezione per una certa norma che entrer\u00e0 in vigore dopo centottanta giorni. \u00c8 un fatto grottesco. Si \u00e8 battuto ogni <em>record<\/em> di abuso dello strumento del decreto\u2011legge<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non contenti di ci\u00f2, questa Maggioranza e questo Governo &#8211; cito quest&#8217;ultimo perch\u00e9 il maggiore abuso \u00e8 stato sicuramente compiuto alla Camera &#8211; fanno artificiosamente in modo di limitare al minimo la possibilit\u00e0 per il Senato di esaminare veramente il provvedimento, pieno di difetti ma, in ogni caso, indubitabilmente pieno di norme su numerosi argomenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, la Maggioranza far\u00e0 riferimento all&#8217;ostruzionismo condotto alla Camera. Questo cosiddetto ostruzionismo ha fatto s\u00ec che ci sono volute due settimane per il passaggio in Aula. Due settimane, per\u00f2, rappresentano perfettamente il tempo ordinario che \u00e8 necessario impiegare, specialmente quando si vogliono introdurre in un provvedimento norme cos\u00ec varie e cos\u00ec complesse. Quindi, alla Camera sono state impiegate due settimane in Commissione e due settimane in Aula. Ci sarebbe un mese di tempo per il Senato per esaminare il decreto ed eventualmente, lavorando celermente, per introdurre le necessarie modificazioni al fine di consentire la loro entrata in vigore con una forma che abbia il contributo anche di questo ramo del Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece no. \u00c8 vero che alla Camera ci sono volute ben due settimane in Assemblea, tempo normalissimo, ma il fatto \u00e8 che <strong>da quando, con la dovuta calma, il provvedimento \u00e8 stato approvato in Commissione, il 21 febbraio, esso \u00e8 stato tenuto fermo nel cassetto per la bellezza di sedici giorni<\/strong>. \u00c8 stato approvato in Commissione alla Camera il 21 febbraio e l&#8217;esame in Aula alla Camera \u00e8 iniziato il 9 marzo: sedici giorni che potevano essere utilmente impiegati per arrivare all&#8217;approvazione alla Camera e consentire al Senato di svolgere la funzione che la Costituzione gli assegna. Si tratta di un comportamento assolutamente inaccettabile, dettato da esigenze di immagine, per poter dire che si \u00e8 fatta la \u00ablenzuolata\u00bb &#8211; con questo bel termine che \u00e8 stato inventato dal Ministro Bersani. Il meccanismo di questo decreto-legge \u00e8 stato dettato da esigenze che nulla hanno a che fare con la buona legislazione. \u00c8 stato dettato da <strong>ragioni di immagine<\/strong>, per la realizzazione di questa famosa \u00ablenzuolata\u00bb che da varie settimane, prima ancora dell&#8217;emanazione del decreto-legge, veniva annunciata. In secondo luogo (movente ancora peggiore), \u00e8 stato dettato dalla <strong>necessit\u00e0 di impedire al Senato di intervenire sul provvedimento<\/strong>. Per questo motivo abbiamo chiesto di portare in Aula il parere sui presupposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul contenuto vi \u00e8 molto da dire. <strong>Si tratta in gran parte proprio di quello che il provvedimento afferma di voler combattere: pubblicit\u00e0 ingannevole<\/strong>. L&#8217;abolizione dei costi di ricarica per i telefoni cellulari \u00e8 semplicemente una questione di rimodulazione delle tariffe. Non vi sar\u00e0 pi\u00f9 il costo di ricarica ma ci saranno altri costi, che verranno caricati su tutti gli utenti &#8211; anche quelli che prima, ad esempio, sfuggivano in parte ai costi di ricarica, acquistando ricariche di importo maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra pubblicit\u00e0 ingannevole \u00e8 contenuta nell&#8217;articolo in cui si introduce la cosiddetta, apparente, possibilit\u00e0 di aprire un&#8217;impresa in un giorno solo. Certo, si pu\u00f2 aprire un&#8217;impresa in un giorno solo &#8211; salvo tutti i problemi pratici e burocratici che si incontrano nella realt\u00e0 &#8211; ma <strong>tutte le pratiche burocratiche che in passato si sbrigavano <em>prima ancora<\/em> di aprire un&#8217;azienda e poter essere operativi ora si faranno <em>dopo<\/em><\/strong>. In apparenza si apre l&#8217;azienda in un solo giorno, poi si percorre tutto l&#8217;<em>iter<\/em> che prima si faceva anticipatamente e infine, forse, si potr\u00e0 iniziare a operare. <strong>Nel frattempo, il vantaggio \u00e8 che in quel mese si pagano tutte le imposte e i tributi fissi che gravano sulle aziende, indipendentemente dalla produzione di reddito<\/strong>. <strong>Vi \u00e8 l&#8217;anticipazione non dell&#8217;operativit\u00e0 dell&#8217;impresa ma unicamente della sua tassabilit\u00e0<\/strong>. Questo \u00e8 sicuramente l&#8217;obiettivo che il Governo persegue con coerenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intero provvedimento presenta problemi notevoli. Ad esempio, va citato il fatto che l&#8217;articolo 9 introduce, naturalmente per decreto-legge, modifiche a un decreto-legge di appena cinque mesi prima &#8211; il cosiddetto Bersani 1; segno, anche questo, di <strong>autodenuncia dell&#8217;inadeguatezza del sistema del decreto-legge<\/strong> per realizzare riforme di questa portata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parliamo, poi, della farraginosit\u00e0 dell&#8217;intera struttura del provvedimento. Leggendolo articolo per articolo, constatavo con piacere che gli articoli 6 e 12 erano stati soppressi. Certo, sono stati soppressi per poi essere introdotti nel grande guazzabuglio dell&#8217;ultimo articolo come commi aggiuntivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a ci\u00f2, \u00e8 dovere del Senato &#8211; di tutto il Senato, non solo dell&#8217;Opposizione &#8211; dire &#8220;no&#8221; a questo sistema che sottrae la facolt\u00e0 legislativa alle Camere e in particolare al Senato. Tutte queste norme possono essere affrontate tranquillamente con il procedimento ordinario di formazione delle leggi, in cui tutti possono offrire il proprio contributo, Maggioranza e Opposizione; altrimenti deleghiamo il potere di fare le leggi al Governo, che per\u00f2 lo sta usando decisamente male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Impresa in un giorno&#8221;: le pratiche burocratiche che si sbrigavano prima ora si faranno dopo. 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