{"id":57118,"date":"2004-12-14T15:19:40","date_gmt":"2004-12-14T15:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2004\/12\/14\/sarebbe-un-vantaggio-per-tutti-se-si-potesse-parlare-in-base-ai-dati-reali-e-non-manipolando-i-numeri-o-addirittura-negando-le-realta-di-fatto\/"},"modified":"2004-12-14T15:19:40","modified_gmt":"2004-12-14T15:19:40","slug":"sarebbe-un-vantaggio-per-tutti-se-si-potesse-parlare-in-base-ai-dati-reali-e-non-manipolando-i-numeri-o-addirittura-negando-le-realta-di-fatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2004\/12\/14\/sarebbe-un-vantaggio-per-tutti-se-si-potesse-parlare-in-base-ai-dati-reali-e-non-manipolando-i-numeri-o-addirittura-negando-le-realta-di-fatto\/","title":{"rendered":"Sarebbe un vantaggio per tutti se si potesse parlare in base ai dati reali e non manipolando i numeri o, addirittura, negando le realt\u00e0 di fatto"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Si irride questa manovra, definendola &#8220;elettorale&#8221;. Ebbene s\u00ec: nel ridurre davvero le imposte <em>\u00e8<\/em> una manovra elettorale, nel senso che mantiene la parola data ai Cittadini nel 2001<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula sulla Legge Finanziaria 2005<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">essendo l&#8217;ultimo a parlare, ho avuto il privilegio di avere ascoltato gli altri che sono intervenuti prima di me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che un provvedimento cos\u00ec complesso come la legge finanziaria sia il luogo naturale di scontro tra le diverse impostazioni che si intendono dare al governo dello Stato. \u00c8 pertanto positivo che ci sia una diversit\u00e0 di vedute tra la Maggioranza e l&#8217;Opposizione, salvo ulteriori articolazioni. Tuttavia, <strong>sarebbe sicuramente un vantaggio per tutti se si potesse parlare sulla base di dati reali e non manipolando i numeri o, addirittura, semplicemente negando le realt\u00e0 di fatto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi permetto di prendere spunto da interventi fatti all&#8217;inizio di questa discussione, in particolare dai relatori di Minoranza. Ad esempio, il senatore Marini ha insistito sul fatto che le famiglie al di sotto della soglia di povert\u00e0 sono sempre pi\u00f9 numerose e lambiscono la cifra di due milioni e mezzo. Questo \u00e8 un numero vero, ed \u00e8 effettivamente una preoccupazione di tutti noi che siano cos\u00ec numerose. Occorre per\u00f2 precisare che, dall&#8217;inizio della legislatura, le famiglie in queste condizioni sono diminuite: infatti, <strong>il numero delle famiglie sotto la soglia di povert\u00e0 \u00e8 sceso di 303.000 unit\u00e0 dall&#8217;inizio della legislatura<\/strong>. <strong>Durante i cinque anni di Governo dell&#8217;Ulivo, il numero di famiglie sotto la soglia di povert\u00e0 \u00e8 invece aumentato di 149.000 unit\u00e0<\/strong>. <strong>Gli individui sotto la soglia di povert\u00e0, nel corso di questa legislatura, sono diminuiti di 1.042.000 unit\u00e0, mentre erano aumentati di 525.000 unit\u00e0 nel corso dei cinque anni di Governo dell&#8217;Ulivo<\/strong>. Tutto ci\u00f2 ci conferma una cosa che sappiamo da tempo: la Sinistra ama cos\u00ec tanto i poveri che desidera che ce ne siano il pi\u00f9 possibile! Noi, invece che lottare in questo modo, combattiamo la povert\u00e0 e, se anche ci saranno meno poveri, sapremo consolarci. Altri ancora fanno la lotta alla ricchezza; anche questo non \u00e8 il nostro modo di riferirci alle cose. La soglia di povert\u00e0 &#8211; voglio sottolinearlo &#8211; \u00e8 stata dovutamente aggiornata secondo l&#8217;evidente crescita del costo della vita: <strong>solo dal 2002 al 2003 \u00e8 stato registrato un aumento di tale soglia del 5,6 per cento e, nonostante questo aumento, per\u00f2, il numero di famiglie e di individui poveri \u00e8 fortemente diminuito<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto poi (lo hanno affermato i senatori Giaretta e Marini) che non si fa nulla per le famiglie. Ogni provvedimento pu\u00f2 essere visto in diversi modi, ma il concetto di &#8220;nulla&#8221; \u00e8 abbastanza chiaro. Il &#8220;nulla&#8221; che abbiamo fatto per la famiglia sta nel fatto, ad esempio, che <strong>le detrazioni per i figli a carico sono passate dai 258 euro stanziati alla fine del quinquennio dell&#8217;Ulivo ai 516 euro in vigore oggi<\/strong>; <strong>nel 2005, con l&#8217;introduzione del nuovo meccanismo, tale cifra diventer\u00e0 variabile e potr\u00e0 arrivare fino a 700 euro<\/strong>. La triplicazione della detrazione per i figli non mi sembra davvero possa essere considerata un &#8220;nulla&#8221;. I dati riportati si rifanno alla tassazione 2000-2001. Se prendiamo ad esempio il 1999, la detrazione per ogni figlio era pari a 210 euro: <strong>il passaggio da 210 a 700 euro non mi sembra cosa da poco<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come non \u00e8 cosa da poco <strong>lo stimolo all&#8217;istituzione di micro asili ed asili nido presso le aziende, per l&#8217;istituzione dei quali \u00e8 prevista una deduzione fino a 2.000 euro<\/strong>. Si tratta di strumenti utilissimi che rendono conciliabile il lavoro con la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0. Gi\u00e0 dall&#8217;anno scorso abbiamo introdotto <strong>un premio di 1.000 euro per ogni bambino nato dopo il primo<\/strong>; anche a tal proposito si \u00e8 detto che la cifra stanziata \u00e8 poca cosa e che con quella cifra non si comprano neanche i pannolini. <strong>Se \u00e8 vero che i 1.000 euro sono pochi, \u00e8 anche vero che sono 1.000 in pi\u00f9 rispetto a quelli che concedeva il Governo dell&#8217;Ulivo<\/strong>. Abbiamo poi introdotto la <strong>detrazione per i membri della famiglia, non necessariamente a carico, che siano non autosufficienti. Tale detrazione concede un beneficio alle famiglie pari a 400 o 500 euro<\/strong>. Certamente, una persona che deve badare a un individuo non autosufficiente costa di pi\u00f9, ma tale costo veniva sostenuto anche prima. Oggi vi \u00e8 anche un beneficio fiscale compreso tra i 400 e i 600 euro. Questo \u00e8 un aspetto rilevante, perch\u00e9 prendersi cura a proprio carico, da un punto di vista umano ed economico, di un congiunto non autosufficiente credo rappresenti un&#8217;esperienza molto importante nella vita di una famiglia &#8211; soprattutto per la persona non autosufficiente che, anzich\u00e9 essere collocata in un istituto, che anche se bello ed efficiente non \u00e8 mai come la propria casa, viene accudita in famiglia. Abbiamo, inoltre, <strong>esteso la tutela della maternit\u00e0 e della paternit\u00e0 anche ai lavoratori semi autonomi<\/strong>; abbiamo <strong>aumentato gli assegni famigliari e introdotto gli assegni di maternit\u00e0 per le madri a basso reddito e senza indennit\u00e0 di maternit\u00e0 a causa della loro situazione lavorativa<\/strong>, e altro ancora. Ritengo, pertanto, che la famiglia, alla luce dei provvedimenti adottati dal Governo su tale materia in questi anni (questa non \u00e8 certo la prima Finanziaria che noi variamo), rappresenti un punto forte dell&#8217;azione del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei toccare, infine, un punto particolarmente importante: \u00e8 stata addirittura citata la <strong>presunta violazione dell&#8217;articolo 53 della Costituzione<\/strong>, il cui secondo comma recita: \u00abIl sistema tributario \u00e8 informato a criteri di progressivit\u00e0\u00bb. Senatore Morando, Lei \u00e8 spesso illuminante nei suoi interventi perch\u00e9 mette in luce aspetti tecnici importanti; la sua perizia in questo settore \u00e8 certamente nota e riconosciuta ma il giochino dei decili che ha illustrato nella sua relazione non \u00e8 degno di Lei. Dice, infatti, il senatore Morando che, suddividendo la popolazione dei contribuenti &#8211; anzi, la popolazione per decili (dove il primo \u00e8 il decimo della popolazione che ha un reddito pi\u00f9 basso, il secondo \u00e8 quello che viene subito dopo e cos\u00ec via di seguito, e il decimo decile \u00e8 quello della popolazione che ha il reddito pi\u00f9 alto) &#8211; \u00e8 possibile notare una progressione impressionante: i provvedimenti di quest&#8217;anno, dice il senatore (quindi senza tenere conto di quelli degli anni scorsi), danno benefici solo al 2 per cento della popolazione compresa nel decile del reddito pi\u00f9 basso; si sale al 27 per cento della popolazione del secondo decile, poi si sale ancora al 54 per cento del decile successivo, fino ad arrivare al 95 per cento del secondo decile dei cittadini pi\u00f9 facoltosi e al 99 per cento di quello dei cittadini con il reddito pi\u00f9 alto, sostenendo quindi che tutto ci\u00f2 configura esattamente l&#8217;opposto della progressivit\u00e0 dell&#8217;imposta prescritta dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto cos\u00ec, l&#8217;argomento suona coerente, ma c&#8217;\u00e8 un elemento da considerare: <strong>la ragione per cui l&#8217;attuale riduzione delle imposte incide solo sul 2 per cento dei Cittadini appartenenti al decile dei Contribuenti a reddito pi\u00f9 basso \u00e8 che tutti gli altri, il restante 98 per cento, gi\u00e0 non paga nessuna imposta sul reddito, e risulta dunque impossibile ridurre un&#8217;imposta che \u00e8 gi\u00e0 pari a zero<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe come rimproverarci perch\u00e9 non abbiamo esentato i poveri, ad esempio, dall&#8217;imposta sulle aziende: certo, non la pagano! \u00c8 ovvio che non gliel&#8217;abbiamo ridotta. Sul secondo e il terzo decile c&#8217;\u00e8 ancora l&#8217;incidenza della <em>no tax area<\/em> su cui ritorniamo. Arrivando alle ultime aliquote, quelle pi\u00f9 alte, ai settori della popolazione a pi\u00f9 alto reddito, indubbiamente essi vengono tutti beneficiati da queste riduzioni, anche perch\u00e9 nelle prime riduzioni eravamo soprattutto intervenuti sui redditi pi\u00f9 bassi e, di conseguenza, occorreva dare un beneficio a tutti quanti. Per\u00f2 questo \u00e8 un argomento che viene usato <em>a contrario<\/em>. Nulla \u00e8 pi\u00f9 opinabile dei numeri, per\u00f2 bisogna anche porre un limite ai sofismi matematici che si usano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo alla <strong>progressivit\u00e0 dell&#8217;imposta<\/strong>, che \u00e8 un punto interessante, sono due le realt\u00e0, i numeri, di cui dobbiamo tenere conto per poter parlare di progressivit\u00e0 o meno dell&#8217;imposta. <strong>La prima \u00e8 sicuramente la percentuale di reddito che viene pagata in termini di imposta sul reddito, e la seconda \u00e8 l&#8217;incidenza sulla quantit\u00e0 di imposta pagata delle riduzioni di imposta introdotte dal nostro Governo;<\/strong> parlare in termini assoluti, paragonando il beneficio di imposta relativo a un reddito di 14.000 euro con quello riferito a un reddito di 200.000 euro \u00e8 evidentemente fuorviante. Su un reddito di 200.000 euro l&#8217;anno, il beneficio in termini assoluti \u00e8 certamente superiore rispetto a quello ottenuto su un reddito di 14.000 euro: ebbene, vediamo qual \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un paragone rispetto alla scorsa legislatura, perch\u00e9 non possiamo ragionare come se questa fosse la prima finanziaria di questo Governo: essa costituisce un altro passo nel quadro generale di riduzione delle imposte che noi abbiamo programmato. Ebbene, <strong>un reddito di 200.000 euro l&#8217;anno, con coniuge e un figlio a carico, godr\u00e0 l&#8217;anno prossimo di una riduzione rispetto al 2000 di 4.920 euro mentre, all&#8217;estremo opposto, un reddito di 14.000 euro avr\u00e0 una riduzione di 1.548 euro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, il reddito di 200.000 euro ha un vantaggio in termini assoluti tre volte superiore, \u00e8 un fatto; <strong>mentre, per\u00f2, per il percettore del reddito di 200.000 euro la riduzione dell&#8217;imposta \u00e8 pari al 6 per cento, per colui che guadagna 14.000 euro la riduzione \u00e8 del 100 per cento: si tratta, cio\u00e8, di una totale esenzione dall&#8217;imposta sul reddito<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precisando meglio: <strong>ai tempi del Governo dell&#8217;Ulivo, chi guadagnava 14.000 euro e aveva coniuge e figli a carico pagava 1.548 euro di imposta sul reddito; oggi non paga nulla<\/strong>. Questo \u00e8 il modo in cui noi affrontiamo la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli altri scaglioni di reddito, abbiamo cifre simili: a chi guadagna 18.000 euro, l&#8217;imposta sul reddito viene ridotta del 58 per cento, chi guadagna 25.000 euro ha una riduzione del 34 per cento, fino a scendere &#8211; come dicevo &#8211; al 6-6,6 per cento di riduzione dai 100.000 euro in su.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato finale, quello sulla base del quale evidentemente si deve giudicare l&#8217;applicazione o meno del criterio di progressivit\u00e0 imposto dalla Costituzione (articolo 53), \u00e8 <strong>quanta percentuale del reddito si deve pagare in imposta<\/strong>. Con 14.000 euro di reddito oggi non si paga nulla, mentre all&#8217;epoca del Governo dell&#8217;Ulivo si pagava l&#8217;11 o 12 per cento; su 18.000 euro si paga il 6,7 per cento, mentre all&#8217;epoca del Governo dell&#8217;Ulivo si pagava di pi\u00f9; si passa al 14 per cento per chi guadagna 25.000 euro, al 26 per cento per chi guadagna 50.000 euro fino ad arrivare al 34 per cento per chi guadagna 100.000 euro e al 38 per cento per chi guadagna 200.000 euro. Direi che questa progressivit\u00e0 dell&#8217;imposta \u00e8 totalmente rispettata. <strong>Va bene criticare, va bene giudicare male quello che fanno gli altri, per\u00f2 dire l&#8217;opposto della verit\u00e0 non \u00e8 un contributo alla discussione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo anche che la Costituzione, in particolare l&#8217;articolo 53, non \u00e8 in vigore dal 2001 ma da molto tempo, persino prima dei Governi dell&#8217;Ulivo, cio\u00e8 dal 1948. Dal 1948 a tutti gli anni &#8217;60, l&#8217;aliquota massima dell&#8217;imposta sul reddito- che all&#8217;epoca aveva una diversa articolazione &#8211; era decisamente pi\u00f9 bassa di oggi e nessuno mai si sogn\u00f2 di dire che la Costituzione non era rispettata. Piuttosto succedeva che, all&#8217;epoca, il tasso di crescita del nostro Paese era molto alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo che ci\u00f2 non sia un caso, non sia una coincidenza di tipo astrologico, ma ci sia un rapporto di causa ed effetto che vogliamo riprodurre nel futuro. <strong>Pensiamo che la riduzione delle imposte sia un ulteriore passo al fine di stimolare l&#8217;economia del nostro Paese<\/strong>, perch\u00e9 torni ad avere tassi di crescita alti e stia cos\u00ec al passo di altri Paesi &#8211; non solo quelli che escono da uno stato di povert\u00e0. Purtroppo, come sappiamo, siamo in ritardo rispetto a Paesi fuori dall&#8217;Unione Europea, che crescono pi\u00f9 del nostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la ragione che ci ispira nel prendere tali provvedimenti, che certamente non sono facili e comportano una rivisitazione di molti aspetti della spesa pubblica. Per esempio (e questa \u00e8 l&#8217;ultima citazione ripresa dalle affermazioni dei relatori di Minoranza), il senatore Giaretta, all&#8217;inizio del suo intervento, ha detto che il Governo, nel non toccare nulla, \u00e8 prigioniero di una tendenza al conservativismo e rinuncia a ogni ambizione di una politica riformista; poi si \u00e8 lamentato del fatto che la Finanziaria comporti movimenti per un totale di 40 miliardi di euro. <strong>I casi sono due: o non si muove nulla, come diceva all&#8217;inizio del suo intervento, oppure si muove qualcosa &#8211; perch\u00e9 aver rimodulato, riposizionato 40 miliardi nelle entrate e nelle uscite del bilancio dello Stato vuol dire che si muove parecchio<\/strong>. Vogliamo muovere molto di pi\u00f9 nel futuro, per riuscire a rendere questo Stato efficiente, per portarlo all&#8217;altezza delle aspettative dei Cittadini e delle imposte che essi pagano, oggi assai meno di ieri, ma che evidentemente ancora sono alte. Facciamo questo perch\u00e9 crediamo che rappresenti un bene e una priorit\u00e0 per il nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, se c&#8217;\u00e8 un aspetto del modo di fare politica che segna l&#8217;enorme differenza tra noi e i nostri oppositori \u00e8 il seguente. <strong>Per noi l&#8217;impegno assunto con gli elettori \u00e8 assoluto, da mantenere sebbene le condizioni economiche siano assai diverse da quelle che ci si poteva aspettare a causa di una serie di avvenimenti del tutto imprevisti <\/strong>(dall&#8217;11 settembre allo scoppio della bolla speculativa americana, alla crisi argentina e cos\u00ec via). Ripeto: per noi gli impegni assunti con gli elettori costituiscono un impegno assoluto, da rispettare ad ogni costo. <strong>Per i nostri oppositori, evidentemente, gli impegni assunti sono una cosa da dimenticare il pi\u00f9 presto possibile &#8211; come si fece nel 1996, dove gli 85 punti del programma del candidato Prodi furono immediatamente cestinati, il giorno dopo le elezioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si arriva al punto di irridere questa manovra, definendola &#8220;elettorale&#8221;. S\u00ec, se vogliamo, quella che comprende la riduzione delle imposte \u00e8 una manovra elettorale, ma noi facciamo riferimento alle elezioni del 2001, nel corso delle quali abbiamo assunto un impegno che stiamo mantenendo. Questo \u00e8 il nostro modo di fare politica: ad alcuni non piace, ma alla maggior parte dei Cittadini italiani sono convinto di s\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si irride questa manovra, definendola &#8220;elettorale&#8221;. 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