{"id":57169,"date":"2003-01-21T12:21:41","date_gmt":"2003-01-21T12:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2003\/01\/21\/nellaccingerci-a-porre-mano-alla-costituzione-dobbiamo-avere-nei-nostri-cuori-risolutezza-e-umilta\/"},"modified":"2003-01-21T12:21:41","modified_gmt":"2003-01-21T12:21:41","slug":"nellaccingerci-a-porre-mano-alla-costituzione-dobbiamo-avere-nei-nostri-cuori-risolutezza-e-umilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2003\/01\/21\/nellaccingerci-a-porre-mano-alla-costituzione-dobbiamo-avere-nei-nostri-cuori-risolutezza-e-umilta\/","title":{"rendered":"Nell&#8217;accingerci a porre mano alla Costituzione, dobbiamo avere nei nostri cuori risolutezza e umilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo avere tutti una visione pi\u00f9 ampia di quella che si limita alla contingenza politica di oggi, perch\u00e9 lo scopo \u00e8 quello di migliorare il funzionamento delle istituzioni, per rendere un vero servizio ai Cittadini<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula, come primo firmatario del disegno di legge sull&#8217;introduzione della forma di Governo del Primo Ministro, nel dibattito sulle riforme istituzionali<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, Signor rappresentante del Governo, Colleghi senatori,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">le riforme istituzionali vanno discusse avendo sempre chiaro in mente che il loro fine deve essere quello di rispondere meglio alle esigenze, alle aspettative e alle richieste dei Cittadini. L&#8217;intera architettura istituzionale poggia, infatti, sulla pietra angolare costituita dal secondo comma del primo articolo della nostra Carta fondamentale: \u00abLa sovranit\u00e0 appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;accingerci, dunque, a porre mano alla Costituzione, <strong>dobbiamo avere nei nostri cuori risolutezza e umilt\u00e0<\/strong>: la risolutezza che deriva dalla convinzione che l&#8217;Italia meriti istituzioni adeguate al grande Paese che \u00e8 diventata e ai tempi in cui viviamo; l&#8217;umilt\u00e0 che discende dal fatto che questa Costituzione ha retto per pi\u00f9 di mezzo secolo il nostro Paese &#8211; dalla ricostruzione dopo la guerra, alla conquista del rango di quinta potenza industriale. Dobbiamo, perci\u00f2, pensare che almeno altrettanto dovrebbe durare la nuova forma che daremo alle nostre istituzioni &#8211; cio\u00e8 assai pi\u00f9 di quanto durer\u00e0 la presenza nelle istituzioni stesse della maggior parte di noi. <strong>Dobbiamo avere tutti una visione assai pi\u00f9 ampia di quella che si limita alla contingenza politica di oggi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esigenza di un Esecutivo che governi con efficacia e di un&#8217;Opposizione che abbia peso e spazi adeguati non va, perci\u00f2, vista come di questa o quella parte &#8211; a meno che noi, della Maggioranza, non pensiamo che i Cittadini ci abbiano votato una volta per tutte o l&#8217;Opposizione ritenga di non essere pi\u00f9 in grado, in futuro, di ottenere la fiducia degli elettori. Nessuno, quindi, in Parlamento pu\u00f2 sottrarsi non solo al diritto ma anche al dovere di dare il proprio contributo per migliorare le istituzioni del nostro Paese, nell&#8217;interesse dei Cittadini. Di qui la <strong>particolare necessit\u00e0 di confrontare le proprie convinzioni con quelle degli altri<\/strong>. In proposito, voglio sottolineare il mio profondo rispetto per le altre soluzioni proposte, in particolare quelle che tendono, pur con strumenti diversi, ai medesimi fini cui tende il disegno di legge che mi accingo a illustrare come primo firmatario &#8211; a cominciare da quella del presidenzialismo alla francese, che resta un&#8217;opzione forte di Forza Italia e della Casa delle libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di cosa ha bisogno oggi il nostro Paese dalle istituzioni, con particolare riguardo alla forma di Governo? Principalmente, di tre cose. La prima: <strong>che il Popolo sovrano possa scegliere in modo chiaro chi lo governer\u00e0<\/strong>, e cio\u00e8 chi guider\u00e0 il Governo, la coalizione che lo sosterr\u00e0 e il programma che quel Governo e quella coalizione intendono realizzare. La seconda: <strong>che quel Governo, scelto dagli elettori, duri &#8211; possibilmente &#8211; per i cinque anni della legislatura<\/strong>; non per un astratto amore della stabilit\u00e0 ma perch\u00e9, in quei cinque anni, ci sia il tempo di realizzare, o tentare compiutamente di realizzare, il programma sul quale \u00e8 stato ottenuto il voto. Un ruolo rafforzato del Governo e del suo Capo \u00e8 necessario anche perch\u00e9, nel periodo assegnato, abbia non solo il tempo ma anche gli strumenti per agire e realizzare, per trasformare il programma elettorale in concreta azione politica. La terza: <strong>che, a fronte di un Esecutivo rafforzato, non vengano a mancare le garanzie e i contrappesi adeguati, rappresentati dalle altre istituzioni<\/strong>. Il disegno di legge &#8211; che ho presentato insieme ai colleghi Scarabosio, Pianetta, Chirilli, Fabbri e Falcier, e che reca &#8220;Norme per l&#8217;introduzione della forma di Governo del Primo Ministro&#8221; &#8211; risponde a queste esigenze con interventi limitati sul testo costituzionale, modificando tre articoli e aggiungendone uno nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso si propone di dare una nuova denominazione al Capo del Governo: non pi\u00f9, dunque, Presidente del Consiglio, ma <strong>Primo Ministro<\/strong>, coerentemente con il ruolo rafforzato che la proposta gli d\u00e0. Attualmente, il Presidente del Consiglio \u00e8 un <em>primus inter pares<\/em>, ruolo assai diverso da quello che hanno i suoi colleghi degli altri Paesi europei. Per consentire agli elettori di scegliere con chiarezza chi governer\u00e0 (la prima esigenza che ho menzionato), partiamo dall&#8217;esperienza fatta nelle ultime tre elezioni politiche, avvenute con il nuovo sistema elettorale prevalentemente maggioritario e, comunque, bipolare. Gi\u00e0 nel 1994, una delle coalizioni &#8211; quella che risult\u00f2 vincente &#8211; aveva indicato, non senza riserve di Partiti che formavano la coalizione stessa, il candidato alla Presidenza del Consiglio. Nel 1996, entrambe le coalizioni in lista lo fecero in modo esplicito. Ci\u00f2 avvenne ancora nel 2001, quando addirittura entrambe le coalizioni inserirono &#8211; sia pur surrettiziamente &#8211; il nome del candidato nella scheda elettorale, includendolo nel contrassegno della coalizione. Noi proponiamo che questo venga riconosciuto e inserito nella Costituzione, prevedendo che <strong>la candidatura alla carica di Primo Ministro avvenga mediante il collegamento con i candidati alle elezioni delle Camere e che la legge elettorale assicuri la pubblicazione del nome del candidato sulla scheda elettorale<\/strong>. In questo modo, ogni elettore, in ogni collegio, potr\u00e0 scegliere con chiarezza il nome del Primo Ministro, avr\u00e0 chiara la posizione in merito del singolo candidato a senatore o deputato e avr\u00e0 il quadro completo di come si articolano le coalizioni. Riteniamo che non si debba pi\u00f9 verificare che coalizioni affrettate, desistenze e altri sortilegi elettorali costituiscano un inganno sostanziale nei confronti degli elettori. Riteniamo ci debba essere certezza su chi andr\u00e0 a comporre la coalizione di Governo, su chi sar\u00e0 dentro e su chi sar\u00e0 fuori. Come il consumatore ha il diritto di conoscere gli ingredienti di un prodotto che acquista, cos\u00ec <strong>l&#8217;elettore deve sapere chi compone la coalizione che andr\u00e0 a governare<\/strong>. Al riguardo, c&#8217;\u00e8 <strong>un&#8217;esigenza di simmetrie e di equilibrio con altre istituzioni<\/strong>. \u00c8 ormai dal 1993, infatti, che gli elettori eleggono direttamente il sindaco e il presidente della Provincia ed \u00e8 dal 1995 che eleggono direttamente il presidente della Regione. In uno Stato che sempre pi\u00f9 va valorizzando Regioni, Province e Comuni, \u00e8 bene che la stessa investitura popolare, la stessa investitura elettorale sia riservata anche al Capo del Governo. \u00c8 vero che, nei sistemi definiti \u00abdi premierato\u00bb, non sempre c&#8217;\u00e8 sulla scheda l&#8217;indicazione del candidato a Primo Ministro &#8211; come avviene, ad esempio, in Gran Bretagna &#8211; ma si tratta di altri sistemi. In Gran Bretagna c&#8217;\u00e8 un sostanziale bipartitismo, per cui \u00e8 chiaro a tutti gli elettori che risulter\u00e0 Primo Ministro il <em>leader<\/em> di uno dei due Partiti in lizza per le elezioni. L&#8217;indicazione del Capo del Governo da parte degli elettori implica, naturalmente, che il Presidente della Repubblica sia vincolato nella sua nomina. Anche questo \u00e8 gi\u00e0 di fatto avvenuto in passato. Mi riferisco nuovamente a quanto avvenuto dopo le ultime tre elezioni (1994, 1996 e 2001). Prevediamo inoltre, al quarto comma del nuovo articolo 92 della Costituzione, che qualora non sia possibile formare, sulla base dei risultati delle elezioni parlamentari, un Governo che abbia la fiducia delle Camere, il Presidente della Repubblica, sentiti i loro Presidenti, sciolga le Camere stesse. Possiamo dire che questo \u00e8 un incentivo per rafforzare in senso bipolare, maggioritario, la legge elettorale e comunque per <strong>garantire la governabilit\u00e0<\/strong>. Tuttavia, rimane operante questa garanzia per il funzionamento delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere alla seconda esigenza che ho menzionato prima, quella della stabilit\u00e0 e della capacit\u00e0 di agire concretamente dei Governi, proponiamo alcune misure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 <strong>la facolt\u00e0 di nomina e di revoca dei Ministri<\/strong>, affidata al Primo Ministro coerentemente con il fatto che <strong>egli stesso \u00e8 responsabile davanti agli elettori dell&#8217;operato del Governo<\/strong>. Questo servirebbe, tra l&#8217;altro, a evitare l&#8217;istituto &#8211; in qualche modo introdotto &#8211; della sfiducia individuale da parte della Maggioranza stessa, strumento estremamente controverso e certamente lacerante in qualunque situazione. Anche in questo caso, si tratterebbe di <strong>uniformare i poteri del Capo del Governo a quelli dei presidenti di Regioni e Province, nonch\u00e9 dei sindaci<\/strong>, che gi\u00e0 da tempo possono nominare e revocare gli assessori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo strumento pi\u00f9 importante che proponiamo, a tutela della stabilit\u00e0 del Governo, \u00e8 quello previsto in due commi aggiuntivi all&#8217;articolo 94 della Costituzione: <strong>la possibilit\u00e0, cio\u00e8, per il Primo Ministro di proporre lo scioglimento delle Camere al Presidente della Repubblica<\/strong>, che emana il conseguente decreto. Desidero sottolineare, poich\u00e9 \u00e8 importante, che la proposta di scioglimento \u00e8 da intendersi vincolante, come ben si deduce dal testo stesso. Ove non lo fosse, evidentemente nulla o quasi nulla risulterebbe mutato rispetto a oggi. Come ha sostenuto il professor Ceccanti, tutta la riforma, ove questa proposta non fosse vincolante, senza questo elemento risulterebbe un mero <em>lifting<\/em> sovrastrutturale. Lo scioglimento in mano al Primo Ministro \u00e8 u<strong>n potere di deterrenza contro i possibili fattori di destabilizzazione interni alla Maggioranza<\/strong>. Il suo scopo non \u00e8 quello di sciogliere il Parlamento, ma di non scioglierlo e di garantirne il funzionamento, scoraggiando manovre di destabilizzazione della Maggioranza e determinando Governi di legislatura. Potrei dire che, <strong>con questa norma, le rotture delle coalizioni vincenti nelle elezioni del 1994 e del 1996 non sarebbero avvenute<\/strong>, ma non lo dico, perch\u00e9 ritengo che l&#8217;indicazione precisa del nome del Primo Ministro e della sua coalizione avrebbero dato luogo a patti chiari immediati per cui le coalizioni o non si sarebbero formate per nulla o, probabilmente, sarebbero durate pi\u00f9 a lungo. In ogni caso, rimane questo importante fattore di garanzia. Anche qui si tratta di dare al Primo Ministro lo stesso potere che hanno i presidenti regionali e provinciali e i sindaci, pur prevedendo la nostra proposta maggiore flessibilit\u00e0 rispetto alle norme vigenti per Regioni, Province e Comuni laddove la decadenza del presidente o del sindaco determina automaticamente lo scioglimento del rispettivo consiglio e nuove elezioni. Noi lasciamo invece operante, come \u00e8 oggi, la possibilit\u00e0 per il Presidente della Repubblica di nominare un nuovo Primo Ministro ove, per qualsiasi ragione, venga a mancare quello precedente, ma con il vincolo, coerente con l&#8217;indicazione da parte degli elettori del candidato a Capo del Governo, che ci sia <strong>il rispetto del mandato del corpo elettorale<\/strong>. In particolare, in caso di sfiducia votata nei confronti del Governo, il nostro disegno di legge &#8211; come quelli dei colleghi Tonini e D&#8217;Amico (e di questa consonanza, come di altre, sono estremamente lieto) &#8211; prevede che il Primo Ministro abbia alcuni giorni per decidere se proporre e ottenere lo scioglimento delle Camere oppure dimettersi. Si tratta di una soluzione che pu\u00f2 <strong>garantire maggiore continuit\u00e0<\/strong>. In particolare, si prevede &#8211; con l&#8217;ulteriore comma aggiunto all&#8217;articolo 94, che verrebbe a essere il settimo &#8211; che, <strong>in caso di dimissioni, il Primo Ministro non possa essere nuovamente nominato a tale carica, n\u00e9 ad altre cariche di Governo<\/strong>. \u00c8 una garanzia questa, per un verso nei confronti del Parlamento, per un altro nei confronti del Governo. Infatti, un Primo Ministro che, sfiduciato dal Parlamento, fosse nuovamente nominato a tale carica, svuoterebbe di significato l&#8217;importante istituto della sfiducia parlamentare. Qualora, invece, il Primo Ministro aspirasse a essere nominato ad altre cariche di Governo (ad esempio, a un Ministero importante), il mandato degli elettori, i quali hanno votato una coalizione ma anche un Primo Ministro, verrebbe sostanzialmente disatteso. Se la fiducia da parte del Parlamento cade nei confronti del Primo Ministro, questo deve essere sostituito e non semplicemente messo in un altro ruolo dove possa continuare a operare e, di conseguenza, prestarsi a eventuali cambi di Governo non concordati con gli elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo alla terza esigenza che ho prima citato &#8211; quella delle garanzie e dei contrappesi, cui ascriviamo grande importanza. Il nostro disegno di legge introduce al riguardo <strong>un nuovo articolo della Costituzione, il 95-<em>bis<\/em>, che istituisce il ruolo del Capo dell&#8217;Opposizione<\/strong>. Si demandano ai Regolamenti delle Camere le modalit\u00e0 della sua elezione e i suoi poteri, con particolare riferimento alla formazione dell&#8217;ordine del giorno. Siamo certamente disponibili a discutere degli altri, poich\u00e9 riteniamo che ci\u00f2 sia opportuno e coerente con un rafforzamento del ruolo del Governo. La riforma che proponiamo implica, infatti, che <strong>siano gli elettori a scegliere chi \u00e8 Maggioranza, e dunque governa, e chi \u00e8 Minoranza, e dunque ha il ruolo di controllo del Governo<\/strong>; proprio per questo assegna al Parlamento un ruolo forse addirittura rafforzato, affinch\u00e9 si sviluppi un&#8217;opportuna dialettica fra le due parti, fatti chiari i ruoli di Maggioranza e Opposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;unico potere che questa riforma toglie al Parlamento \u00e8 quello di dar vita a Governi contrari al volere degli elettori<\/strong>; resta sempre la possibilit\u00e0 per il Parlamento di far cadere il Primo Ministro e il Governo, bench\u00e9 indicati direttamente dagli elettori, ma solo se chi lo fa \u00e8 disposto ad andare di fronte al giudizio degli elettori attraverso <strong>elezioni anticipate<\/strong>. Ove le ragioni per cui si \u00e8 fatto cadere il Governo siano state di basso livello e di basso profilo, probabilmente gli elettori bocceranno chi ha determinato la caduta del Governo, ma potranno premiare chi invece lo fa per buone ragioni, chi lo fa nell&#8217;interesse del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E veniamo al ruolo del Presidente della Repubblica. Il nostro disegno di legge non tocca neppure in una virgola le prerogative di garanzia del Presidente della Repubblica previste dall&#8217;articolo 87 della Costituzione. Ne limita invece il potere per quanto riguarda lo scioglimento delle Camere, abrogando l&#8217;articolo 88 della Costituzione e vincolandolo al rispetto della volont\u00e0 degli elettori, dando anzi al Primo Ministro la possibilit\u00e0 di chiedere in modo vincolante lo scioglimento stesso. Io ritengo che <strong>la funzione di garanzia del Capo dello Stato verrebbe addirittura rafforzata<\/strong> da questa riforma, proprio perch\u00e9 egli sarebbe privato del potere di scioglimento &#8211; squisitamente politico. Il potere di scioglimento \u00e8, infatti, uno strumento di deterrenza nei confronti delle fibrillazioni di una Maggioranza e comporta pertanto l&#8217;esercizio di un potere politico. Il fatto di averlo attribuito al Presidente della Repubblica lo ha costretto ad esporsi nella contesa politica, rischiando di comprometterne il ruolo di garante <em>super partes<\/em>. Non vi sarebbe <strong>niente di pi\u00f9 politico di un Capo dello Stato che facesse da sponda a pezzi riottosi della Maggioranza, di qualunque Maggioranza, contro il Primo Ministro in carica<\/strong>. La stessa cosa avverrebbe se la firma presidenziale del decreto di scioglimento proposto dal Primo Ministro si configurasse come un atto discrezionale anzich\u00e9 come un atto dovuto. Rendendo questo potere di carattere politico prerogativa sostanziale del Primo Ministro, <strong>il ruolo <em>super partes<\/em> del Presidente della Repubblica si caratterizzerebbe maggiormente come tale<\/strong>, mentre sarebbe aggiunto alla figura del Capo dello Stato il ruolo di <strong>garante degli elettori<\/strong> &#8211; il vero motore, cio\u00e8, della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilevo con soddisfazione che le linee che ho esposto coincidono in molti punti con proposte presentate dall&#8217;Opposizione. Io sono certo che possa svilupparsi un dialogo per perfezionare le nostre proposte e andare avanti con queste riforme, avendo sempre ben chiaro il loro scopo: migliorare il funzionamento delle istituzioni del nostro Paese per rendere un servizio ai Cittadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dobbiamo avere tutti una visione pi\u00f9 ampia di quella che si limita alla contingenza politica di oggi, perch\u00e9 lo scopo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":57170,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[130,17,121],"tags":[],"class_list":["post-57169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi-in-aula","category-interventi-in-aula-democrazia","category-ultimi-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}