{"id":57293,"date":"1995-10-05T16:39:36","date_gmt":"1995-10-05T16:39:36","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/1995\/10\/05\/esperimenti-nucleari-francesi-occorre-considerare-il-problema-degli-armamenti-dei-deterrenti-e-della-difesa-del-territorio-in-un-quadro-europeo\/"},"modified":"1995-10-05T16:39:36","modified_gmt":"1995-10-05T16:39:36","slug":"esperimenti-nucleari-francesi-occorre-considerare-il-problema-degli-armamenti-dei-deterrenti-e-della-difesa-del-territorio-in-un-quadro-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/1995\/10\/05\/esperimenti-nucleari-francesi-occorre-considerare-il-problema-degli-armamenti-dei-deterrenti-e-della-difesa-del-territorio-in-un-quadro-europeo\/","title":{"rendered":"Esperimenti nucleari francesi: occorre considerare il problema degli armamenti e della difesa del territorio in un quadro europeo"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Due gli aspetti-chiave: le conseguenze ambientali e i possibili effetti politici, di &#8220;promozione&#8221;, nei Paesi che aspirano a dotarsi di armamento atomico<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula, durante la discussione di mozioni concernenti gli esperimenti nucleari francesi, per l&#8217;illustrazione della mozione Malan in materia<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, Colleghi,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vorrei innanzitutto sottolineare il ritardo con il quale queste mozioni arrivano in discussione in Assemblea. La mozione presentata da me insieme ad altri Colleghi del Gruppo Federalisti e Liberal-democratici, come quella degli Onorevoli Mattioli e altri, recano la data del 12 luglio scorso: da allora sono passati ormai quasi tre mesi e, ci\u00f2 che \u00e8 peggio, gli esperimenti che con queste mozioni proponiamo di ritardare, di evitare, di annullare, hanno cominciato a essere avviati con le prime due esplosioni. Il risultato \u00e8 che <strong>stiamo parlando di questo problema quando ci\u00f2 che si voleva tentare di evitare \u00e8 gi\u00e0 avvenuto<\/strong>. Nel periodo utile, cio\u00e8 nei due mesi precedenti l&#8217;inizio degli esperimenti, anche se le mozioni erano gi\u00e0 state presentate, il Parlamento (che, peraltro, dovrebbe essere investito del problema in un pi\u00f9 ampio quadro di politica estera) non ha potuto esprimersi. Il Governo, pertanto, ha agito senza sentire l&#8217;opinione dei rappresentanti del Popolo sovrano. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente spiacevole (per non dire di pi\u00f9) in quanto si tratta di un Governo tecnico, che a tutt&#8217;oggi si proclama tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non intendo esprimere un giudizio sul comportamento tenuto dal Governo in merito alla questione degli esperimenti nucleari francesi; \u00e8 certo, peraltro, che la sua azione non \u00e8 apparsa particolarmente incisiva. Per evitare che, di fronte a questa situazione di incertezza nella conduzione della politica estera (che \u00e8 indipendente dalla volont\u00e0 del Parlamento), quest&#8217;ultimo rimanga estraneo alla gestione della stessa, chiederemo fin da oggi nella Conferenza dei Capigruppo che in quest&#8217;Aula si svolga <strong>una discussione sulle grandi linee di politica estera<\/strong> e che ci\u00f2 avvenga sulla base di una mozione da noi presentata. Tale mozione si riferisce in particolare al modello economico-politico che noi proponiamo per l&#8217;Europa, all&#8217;atteggiamento del nostro Paese rispetto alla Germania e agli Stati Uniti d&#8217;America e alle altre fondamentali questioni di politica estera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riteniamo che la questione della ripresa degli esperimenti nucleari francesi debba essere considerata in un quadro europeo<\/strong> sia dal nostro Paese sia dal Governo francese. Quest&#8217;ultimo, come \u00e8 stato evidenziato negli interventi precedenti, ha assunto l&#8217;iniziativa di cui si parla per motivi di politica interna, sottolineando la \u00abfrancesit\u00e0\u00bb, l&#8217;unilateralit\u00e0 della sua decisione &#8211; probabilmente dettata da motivi di prestigio che, peraltro, a quanto pare, hanno prodotto un risultato opposto a quello che si cercava di ottenere. Ci risulta, infatti, che il prestigio del Governo francese sia diminuito sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno. Non possiamo fare a meno di chiederci se la decisione francese non sia estranea a una politica pi\u00f9 ampia del cosiddetto &#8220;nucleo forte&#8221; dell&#8217;Unione europea. Anche questo \u00e8 un problema che dovrebbe essere preso in considerazione, in quanto \u00e8 fondamentale sotto il profilo della politica estera del nostro Paese e dell&#8217;Europa intera. La decisione assunta dal Governo francese ci ha turbato profondamente, soprattutto perch\u00e9 la Francia \u00e8 un Paese amico e democratico, un nostro <em>partner <\/em>dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentiamo, quindi, il dovere di esercitare un&#8217;azione su tale Governo, affinch\u00e9 vi sia una <strong>riduzione degli esperimenti previsti<\/strong>. Ci auguriamo, soprattutto, che non si realizzi il risultato temuto ma che si giunga a un blocco, a <strong>una moratoria degli esperimenti nucleari<\/strong>. Tutti i Paesi &#8211; soprattutto la Francia, e la stessa Unione europea &#8211; dovranno assumersi questo compito. Si tratter\u00e0 di stabilire il significato, la portata, gli effetti del grande turbamento che si \u00e8 verificato nell&#8217;opinione pubblica mondiale a seguito degli esperimenti nucleari francesi, che sono preoccupanti sotto diversi punti di vista. Essi sono certamente <strong>molto preoccupanti sotto il profilo dell&#8217;impatto ambientale <\/strong>nelle zone in cui vengono effettuati, che subiscono l&#8217;arroganza di un Paese europeo cos\u00ec lontano da esse e cos\u00ec vicino a Paesi molto lontani e diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema pi\u00f9 grave \u00e8 certamente <strong>l&#8217;effetto promozionale su eventuali altri Paesi che aspirino a dotarsi di un armamento atomico<\/strong>. Non dimentichiamo che, in diversi Paesi, si sta tentando di costruire armamenti nucleari; si \u00e8 parlato dell&#8217;Iraq, si parla dell&#8217;Iran: diversi sono i Paesi, particolarmente a rischio per quanto riguarda la situazione politica interna, che stanno cercando di dotarsi di armamenti nucleari. Di fronte a questo gesto della Francia, tali Paesi potrebbero sentirsi particolarmente incoraggiati e, per certi versi, al riparo giacch\u00e9 l&#8217;opinione pubblica mondiale \u00e8 concentrata su quegli esperimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiediamo, per questo, al Governo italiano di intraprendere ogni possibile azione nei confronti del Governo francese per accorciare per quanto possibile la serie degli esperimenti, per far s\u00ec che assumano il significato di ultimi &#8211; e non primi &#8211; di una serie e &#8211; soprattutto &#8211; per invitarlo a <strong>considerare il problema degli armamenti, dei deterrenti e della difesa del territorio (della Nazione francese e dell&#8217;Europa intera) in un quadro europeo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo non ci deve fare dimenticare le altre situazioni di grave rischio ambientale causate da esperimenti e da armamenti nucleari e non. \u00c8 stato pi\u00f9 volte, giustamente, citata la <strong>Repubblica Popolare Cinese<\/strong>, che continua a effettuare esperimenti nucleari sotterranei (l&#8217;ultimo \u00e8 di poche settimane fa) che non hanno, purtroppo, suscitato la grande eco prodotta dagli esperimenti francesi. Mi riferisco anche ad altre realt\u00e0 che, pur senza dare luogo a esplosioni, si configurano come situazioni ormai endemiche &#8211; come quella della <strong>base della Marina ex sovietica, ora russa, di Murmansk<\/strong>. Si tratta di una realt\u00e0 a noi molto vicina, che costituisce un grave rischio sia per i marinai della flotta sia per le popolazioni che abitano nella zona. Basti pensare alle zone in cui in passato furono effettuati numerosi esperimenti nucleari di elevatissima potenza dall&#8217;Unione Sovietica, che costituiscono tutt&#8217;oggi un grande pericolo. Si tratta di zone &#8211; ci\u00f2 \u00e8 particolarmente preoccupante &#8211; in cui, a causa, di un non ancora completato cammino democratico, non esiste informazione su quanto accade e, spesso, le popolazioni locali sono tenute all&#8217;oscuro dei pericoli che corrono e dei danni sull&#8217;ambiente. <strong>Occorre, quindi, affrontare il problema con una visione ampia, senza limitarsi a condannare il Governo francese<\/strong>. Lo spunto per l&#8217;intervento nei confronti del Governo francese \u00e8 dato dal fatto che si tratta di un Governo amico, ma \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante quanto avviene in altri Paesi, nei quali non esistono libert\u00e0 di informazione, democrazia e, di conseguenza, controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questi motivi, chiediamo a tutti i deputati di votare la nostra mozione, improntata a uno spirito di amicizia nei confronti del Governo francese e, al contempo, di grave preoccupazione per le conseguenze ambientali e politiche che la ripresa di questi esperimenti potrebbe comportare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due gli aspetti-chiave: le conseguenze ambientali e i possibili effetti politici, di &#8220;promozione&#8221;, nei Paesi che aspirano a dotarsi di 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