{"id":57830,"date":"2017-12-19T10:12:22","date_gmt":"2017-12-19T10:12:22","guid":{"rendered":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2017\/12\/19\/regolamento-del-senato-la-riforma-dovrebbe-chiarire-le-regole-non-irrigidirle\/"},"modified":"2017-12-19T10:12:22","modified_gmt":"2017-12-19T10:12:22","slug":"regolamento-del-senato-la-riforma-dovrebbe-chiarire-le-regole-non-irrigidirle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.luciomalan.it\/index.php\/2017\/12\/19\/regolamento-del-senato-la-riforma-dovrebbe-chiarire-le-regole-non-irrigidirle\/","title":{"rendered":"Regolamento del Senato: La riforma dovrebbe chiarire le regole, non irrigidirle"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Meglio avere meno regole e nessuna deroga, piuttosto che pi\u00f9 regole e tante deroghe<\/h4>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Intervento in Aula sulla riforma del Regolamento del Senato<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signora Presidente,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la proposta di riforma del Regolamento che giunge in Assemblea \u00e8 la dimostrazione che si pu\u00f2 avere un approccio che coinvolge tutte le forze politiche nel fare piccole o grandi riforme delle nostre Istituzioni. Ci\u00f2 si pu\u00f2 fare a condizione di avere un approccio pragmatico e cercare di fare delle regole che soddisfino meglio le esigenze delle Istituzioni &#8211; in questo caso, del Senato &#8211; e non la convenienza di parte. Credo che se, in futuro, si ritorner\u00e0 &#8211; io spero di s\u00ec &#8211; a pensare alla Costituzione, bisogner\u00e0 lavorare con il metodo adottato per questa riforma del Regolamento e non con quello usato nella parte precedente della legislatura per la riforma della Costituzione che, non a caso, \u00e8 stata bocciata dagli Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo al contenuto della riforma in esame, <strong>l&#8217;intendimento \u00e8 quello di rendere i lavori pi\u00f9 efficienti e rapidi ed evitare perdite di tempo<\/strong> per questioni formalistiche. Ritengo che ci\u00f2 sia un aspetto sicuramente positivo. Ricordo che non sempre \u00e8 bene uniformarci a quanto fa la Camera dei Deputati perch\u00e9, nell&#8217;altro ramo del Parlamento, non sono riusciti a combinare nulla. Quindi, procediamo con prudenza. Tuttavia, laddove alla Camera delle cose funzionano meglio, ben vengano. Penso, ad esempio, al meccanismo che semplifica la richiesta del voto elettronico &#8211; prevedendo che, anzich\u00e9 richiederlo ogni volta, come \u00e8 sempre stato previsto nel Regolamento del Senato, un Gruppo o un numero adeguato di senatori possano richiederlo con riferimento a pi\u00f9 votazioni. Ci\u00f2 eviterebbe una grande perdita di tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono, poi, le <strong>norme che scoraggiano i passaggi da un Gruppo all&#8217;altro<\/strong> &#8211; o, meglio, vietano la formazione di nuovi Gruppi parlamentari, a meno che non rispecchino Partiti che si sono presentati alle elezioni e hanno visto eletto i propri rappresentanti. In s\u00e9, \u00e8 sicuramente condivisibile che non si assecondi troppo la tendenza al trasformismo che taluni parlamentari hanno manifestato. Va per\u00f2 detto che, in questo modo, per dei senatori eletti a Sinistra, che ritengano di non riconoscersi pi\u00f9 nel Gruppo di appartenenza, sar\u00e0 impossibile formare un nuovo Gruppo di Sinistra. Ci\u00f2 pu\u00f2 avere il suo senso, ma non si pu\u00f2 impedire a nessuno di questi senatori di passare a un Gruppo della parte opposta. Pertanto, un senatore eletto a Sinistra non avr\u00e0 alcuna difficolt\u00e0 a passare a un Gruppo di Destra &#8211; il che, insomma, \u00e8 un po&#8217; incongruo rispetto all&#8217;altra proibizione. Parlo, ora, in generale delle norme che la riforma intende introdurre. Le nuove norme possono determinare in parte un cambiamento dei comportamenti &#8211; si spera, naturalmente, in modo positivo &#8211; ma non cambiano gli orientamenti veri. Sono convinto che <strong>moltissimi dei colleghi<\/strong> &#8211; la grande maggioranza &#8211; <strong>che hanno cambiato Gruppo, lo hanno fatto perch\u00e9 non si riconoscevano pi\u00f9 nel Gruppo di appartenenza<\/strong>. Possono avere torto o ragione, naturalmente, ma in ogni caso questo fenomeno esiste ed \u00e8 sempre esistito, in particolare in questa legislatura. Se, poi, gli elettori di questi parlamentari ritengono che hanno sbagliato a uscire dal Gruppo di appartenenza e preferiscono la casa-madre, allora lo manifesteranno al momento di votare, punendo i Gruppi che eventualmente nascono in questo modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se applicassimo le norme contenute nella riforma alla situazione di questa legislatura, avremmo un Gruppo Misto di 90 o 100 membri, se non ancora di pi\u00f9. Non credo che, se la riforma fosse gi\u00e0 in vigore, i senatori avrebbero lasciato perdere e sarebbero rimasti nel Gruppo di appartenenza. Almeno una grandissima parte di loro sarebbe uscita dai Gruppi di appartenenza e avrebbe dato origine a <strong>un mastodontico Gruppo Misto<\/strong>, che sarebbe sottoposto alle stesse regole degli altri (e qui ci si pu\u00f2 anche stare) e le regole verrebbero irrigidite. Pensiamo a un caso ipotetico &#8211; che spero resti tale, perch\u00e9 credo che la fisiologia dovrebbe essere che un movimento politico si presenti alle elezioni e che suoi rappresentanti, con qualche divergenza al loro interno, restino nel Gruppo e si esprimano nel corso delle votazioni. Ma, quando questo non succede, per\u00f2, vorrebbe dire che questo Gruppo Misto &#8211; dove ci sarebbero persone di destra, di sinistra, di centro, provenienti da vari schieramenti &#8211; avrebbe diritto a esprimere una sola dichiarazione di voto in una serie importante di circostanze, senza dare conto alcuno della variet\u00e0 di rappresentanze che pu\u00f2 avere e che, anzi, anche oggi stesso ha al suo interno. \u00c8 anche giusto che abbia a disposizione lo stesso tempo concesso agli altri Gruppi, ma l<strong>a rigidit\u00e0 della regola secondo cui pu\u00f2 parlare una sola persona \u00e8 eccessiva<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio i senatori Palma e Caliendo per aver sollevato <strong>la questione dell&#8217;illustrazione degli emendamenti<\/strong>. Qui non si tratta soltanto di tutelare il dissenso, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 soltanto quello: ci sono anche i punti diversi che possono emergere negli emendamenti a un solo articolo. Fisiologicamente, un articolo dovrebbe essere composto da cinque, sei o sette commi, ma <strong>molte volte abbiamo visto articoli di 500 o 700 commi<\/strong>. Altre volte, sempre restando nella fisiologia, quando si riforma un articolo del Codice penale o del Codice civile, ordinariamente <strong>l&#8217;articolo \u00e8 uno solo<\/strong> &#8211; perch\u00e9, se si riforma un articolo del Codice penale, sar\u00e0 uno solo l&#8217;articolo che lo esprime. Ci pu\u00f2, quindi, essere non soltanto dissenso, ma diversi punti di vista che sarebbe interessante poter ascoltare nell&#8217;illustrazione degli emendamenti prima che il Relatore si esprima. Poi, il Relatore pu\u00f2 anche tornare sui propri passi &#8211; ma credo che sarebbe meglio non confidare troppo, nel cambiare le norme, nel fatto che poi ci sar\u00e0 la discrezionalit\u00e0 della Presidenza, perch\u00e9 altrimenti manteniamo la discrezionalit\u00e0 e lasciamo stare le regole. Sappiamo che difficilmente un Presidente direbbe di &#8220;no&#8221; a un Senatore che vuole illustrare un aspetto particolare, ma <strong>dovrebbe farlo non nell&#8217;ambito della discrezionalit\u00e0, ma addirittura in violazione del Regolamento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre in merito al <strong>rischio di irrigidire eccessivamente le regole<\/strong>, bisogna ricordare che la grandissima parte dei lavori di Commissione che si vogliono potenziare con questa riforma \u00e8 regolata dalle stesse norme che vigono per l&#8217;Assemblea &#8211; ad esempio, in merito alla durata degli interventi. Sarebbe stato il caso, allora, di introdurre qualcosa di specifico per le Commissioni; perch\u00e9, se pu\u00f2 avere giustificazione &#8211; anche se a mio parere \u00e8 eccessivo &#8211; il fatto di limitare l&#8217;illustrazione degli emendamenti, ovvero l&#8217;intervento sul complesso degli emendamenti in Aula, in Commissione per poter intervenire, se non si sono presentati emendamenti su un articolo, non si ha modo di farlo. Si pu\u00f2 intervenire, anche l\u00ec, solo una volta che il Relatore si \u00e8 espresso e in dichiarazione di voto &#8211; magari in dissenso, ma anche senza il dissenso &#8211; perch\u00e9 le regole sono le stesse, quindi <strong>tutto quello che vediamo in Assemblea dovrebbe essere applicato in Commissione<\/strong>, a meno che il Presidente della Commissione, anche in quel caso arbitrariamente e discrezionalmente, usi pi\u00f9 il buonsenso del Regolamento e dica che, poich\u00e9 si \u00e8 in Commissione, quella regola non vale. <strong>Se interveniamo sul Regolamento, dovrebbe essere per chiarire le regole e non per irrigidirle, al punto da rendere necessario o addirittura indispensabile in certi casi derogare a queste regole<\/strong>. Io sarei per avere meno regole e nessuna deroga, piuttosto che pi\u00f9 regole e tante deroghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, nel ringraziare i membri della Giunta per il Regolamento per il lavoro che hanno svolto in Commissione, anche in sede di esame degli emendamenti presentati per l&#8217;Assemblea, conto che ci sia un ulteriore approfondimento e ulteriori miglioramenti nell&#8217;ambito della discussione degli emendamenti che verranno esaminati domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meglio avere meno regole e nessuna deroga, piuttosto che pi\u00f9 regole e tante deroghe Intervento in Aula sulla riforma del 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